tratto da legno storto
Mica ci siamo solo noi Italiani con la storiaccia delle foibe, e prim'ancora con quella del triangolo emiliano della morte, dissotterrata solo parzialmente qualche tempo fa, prima che i becchini mediatici si facessero venire il mal di Pansa e la coprissero di nuovo in fretta e furia con le pale della loro indignazione sussiegosa. Ce la spacciano come 'par condicio', la giornata del 10 Febbraio, con l'aria di volerci quasi dire: "Ma non vi sembra già abbastanza?", come se sessant'anni di silenzio equivalessero alla grancassa suonata ininterrottamente dagli storicuzzi fattisi cantori delle glorie partigiane con il fazzoletto rosso al collo, alla faccia del concetto che storia e mitologia non hanno da operare mischiamenti, pena il ritrovarsi a raccontare la favoletta di Zeus sceso dall'Olimpo per ingravidare metà del genere umano femminile, prima di affrontare nella pagina seguente le mattanze fra i Greci, Atene che piange e Sparta che non ride. Ora, guardiamoci negli occhi e diciamoci che è possibile commuoversi davanti alla tivù per i cuori nel pozzo, o anche stare male e contorcersi sulla poltrona in salotto, soltanto perché la spietata, ma giusta legge dell'anagrafe ha messo a tacere gli assassini diretti dei nostri fratelli istriani.
Non c'è nessun coraggio a mostrare i boia titini mentre compiono il loro sporco lavoro, se ancora ci si trattiene dal chiamarli con il nome di 'comunisti' (tanto non sarebbe Bertinotti a offendersi), come non hanno avuto un grande ardire i confezionatori di un altro sceneggiato di pochi mesi addietro, pur pregevole, su un tunnel costruito sotto il Muro di Berlino da due ragazzi italiani per aiutare alcuni disgraziati cittadini tedeschi a raggiungere la libertà. Oh, i cattivoni della Stasi vi apparivano per quel che erano, appunto un gruppo di cattivoni senza nessun aggancio con un sistema di pensiero, senza nessun padre ideologico, solo grandi figli di puttana.
E' il caso di dire che un Veltroni non fa primavera (specialmente se ci si ricorda di Praga e dintorni), anche perché quella figurina Panini di Uòlter parla delle foibe come parlerebbe dell'Ubalda, con la compunzione secchionesca di chi vorrebbe far credere di essere nato ieri, e di essere perciò legittimato a esternazioni da adolescente, tanto gli vien bene scoprire l'acqua calda, non importa se per lavare via le tracce di sangue o per insaponare il corpo docente spiato sotto la doccia dai pierini guardoni della classe dei ripetenti. Insomma, sono solo prove di candidatura per l'eventualità che una certa mortadella irrancidisse oltre i parametri consentiti da Maastricht. Il dramma delle foibe si è visto passare sopra come uno schiacciasassi financo lo spirito di Osimo (qualcuno si è già segnato la data del trentennale, o si stanno tutti stirando le foglie di fico per occultare le vergogne?), uno spirito che si guarda bene dal lasciarsi evocare con il piattino residuato dalla famosa seduta in cui Prodi ebbe il Conforto di sentire pronunziare il nome 'Gradoli'.
il veltroni nazionale, quello che tanti ammirano e che dovrebbe sostituire mortadellone decotto, quando è nato?
due giorni fa?un mese fa?
un anno fa?
dieci anni fa?
o forse nella sua vita di cinquantenne non ha mai fatto altro che il politico , prima in fgci e poi nel pci e poi nel pds e poi nei ds e poi ...
dov'era quando il muro di berlino era bello ritto e lui decantava la repubblica democratica tedesca?
E' morale dire ORA che "il COMUNISMO E' INCOMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA?"
dov'era quando Otello Montanari lanciava il suo famoso" chi sa parli?" sugli assassini perpetrati dai partigiani nel triangolo rosso?
è morale dire adesso , davanti alle foibe, dopo cinquant'anni,
sussurrare dei "colpevoli ritardi della sinistra?"
ci ha messo quarant'anni per capirlo?
complimenti.




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