Nell'aula magna della scuola media Giorgione di Castelfranco Veneto, (Tv) la sera del 12 maggio, si è tenuta la programmata conferenza in occasione della campagna referendaria che si concluderà con il voto nei giorni 12 e 13 giugno.
"Cosa è la fecondazione assistita e cosa prevede la legge n.40 del 2004" è stato il tema affrontato dai relatori.
La dott.ssa Giovanna Meneghetti, ginecologa ed esperta di tecniche di fecondazione assistita, ha brillantemente svolto il suo ruolo di "divulgatrice" delle tecniche che sono denominate "fecondazione assistita". Il suo intervento ha avuto l'ausilio di uno schermo su cui sono state proiettate alcune immagini per meglio spiegare all'auditorio la questione tecnica. Inoltre ha sottolineato i dolori che affrontano le donne nel sottoporsi alle pratiche della fecondazione assistita. Il che rende la normativa di cui alla legge 40/2004 non solo oscurantista, ma anche crudele nei confronti delle donne.
L'avv. Antonella Corradin ha, tra l'altro, spiegato le conseguenze dell'abolizione delle norme sottoposte a referendum.
Infatti l'abolizione delle norme che pongono limiti alla ricerca sperimentale sugli embrioni, consentirebbe alla ricerca scientifica di avere piena libertà di fare esperimenti anche sugli embrioni per possibili nuove cure per malattie come alzheimer, parkinson, sclerosi, diabete etc.. A propria volta l'abolizione delle norme sui limiti all'accesso alla fecondazione medicalmente assistita consentirebbe alle coppie e ai medici di non avere limiti nell'impianto degli embrioni (attualmente non si possono creare in vitro più di tre embrioni). Inoltre l'abolizione delle norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso consentirebbe l'affermazione che i diritti degli embrioni non possono essere uguali a quelli delle persone già nate, e quindi renderebbe la normativa compatibile con quella dell'aborto. Infine l'abolizione delle norme sul divieto di fecondazione eterologa permetterebbe di fatto che un bambino possa nascere dalla "pancia" della mamma, ma come frutto dell'unione fatta in vitro di un ovulo o dello sperma di qualcuno che potrebbe non essere la stessa donna ("proprietaria" della pancia da cui nascerà) o del marito della stessa.
Gli onori di casa sono stati tenuti da Giuseppe Esposito che ha illustrato le finalità del comitato unitario, organizzatore della serata, ed ha invitato i presenti a offrire un po’ del loro tempo affinché a Castelfranco Veneto si possa garantire sul territorio una presenza costante del movimento abrogazionista. Già da un paio di settimane il comitato unitario organizza tavoli informativi nel fine settimana. Occorre rafforzarli e prepararsi all’ultima fase della campagna con eventuali porta a porta ed un altro incontro pubblico.
Ultima nota, e forse non la meno importante. Dai presenti non si è udita alcuna voce che sostenesse le ragioni per il mantenimento delle norme soggette a referendum. Forse la strategia del silenzio è una scelta consapevole per raggiungere l'obiettivo di una folta diserzione al momento del voto e battere gli abrogazionisti con il ricorso alla furbizia del mancato raggiungimento del quorum. Questo progetto dovrà essere sconfitto non solo per raggiungere l'obiettivo dell'abrogazione di norme proibizioniste ma anche per rivitalizzare lo strumento referendario che, da qualche anno, è stato reso inoffensivo dai conservatori. E lo strumento referendario è tanto più utile oggi visto che ad oltre trent'anni dal referendum sul divorzio - quando i modernizzatori difendevano le norme prodotte dal Parlamento - i modernizzatori sono costretti ad indire referendum. (bl)




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