Alcuni pensieri Reghiniani tratti dal Prologo (Ignis 1991 e successive) all'opera "Dei numeri Pitagorici" (per sei settimi ancora inedita), che rimanda all'antica idea della maggior "originarietà" dell'aritmetica rispetto alle altre scienze (più o meno legate a determinazioni spazio-temporali quando non semplicemente linguistico-culturali):
"La scienza dei numeri prescinde da ogni altra condizione, da ogni forma di antropocentrismo e di geocentrismo, da ogni tipo di vita e di universo, fisico ed iperfisico, prescinde da ogni intuizione del tempo e dello spazio (. . . ). Essa è intrinsecamente universale; vale per gli uomini e per gli Dei; può essere studiata nel natio borgo selvaggio e può essere insegnata nella Città del Sole. Questa scienza, ossia il complesso delle proprietà dei numeri, può essere appresa e posseduta da tutti quegli esseri, umani o no, che siano dotati di congrue facoltà intellettive, come ad esempio il raziocinio, oppure l'intuizione oppure altri sensi speciali e trascendenti. L'aritmetica non è né intuitiva né razionale, essa è semplicemente aritmetica. Ma, si capisce, non è ammissibile che il risultato raggiunto con l'intuizione sia in contrasto con il risultato raggiunto con la logica; se questo accadesse vorrebbe dire che si è commesso un errore; se tra i due risultati vi è differenza senza esservi opposizione vuol dire che uno almeno dei risultati è parziale."
"L'aritmetica ha bisogno soltanto della nozione dell'ordine nella successione dei numeri naturali. Questa successione è essenzialmente discontinua, discreta, ed intrinsecamente ordinata. Si passa da un elemento mediante l'aggiunta di un quantum che è l'unità"
"Le altre tre scienze del quadrivio pitagorico: la geometria, la musica e la sferica (od astronomia sferica) hanno bisogno di una intuizione del tempo e dello spazio con le relative determinazioni del punto geometrico, dell'attimo e dell'atomo materiale. L'arduo problema della continuità e della discontinuità che è inerente a queste determinazioni non tocca l'aritmetica e si affaccia storicamente in geometria nella scoperta (pitagorica) della incommensurabilità della diagonale e del lato del quadrato."
"Quanto alle altre scienze del trivio: la grammatica, la logica o dialettica e la retorica esse sono nettamente inferiori all'aritmetica e alle altre scienze del quadrivio perché sono scienze umane o quasi; esse si riferiscono alle facoltà intellettuali umane, al pensiero e al linguaggio indicati entrambi dalla parola Logos. Premesse queste scienze umane, la prima del quadrivio è l'aritmetica, la sola che basta a sé stessa"