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In origine postato da Pieffebi
dal quotidiano LIBERO di oggi 20 febbraio 2005 si evince come la psicosi antiberlusconiana porti non solo la stampa dell'estrema sinistra illiberale, ma anche qualche giornale serio, a prendere fischi....per fiaschi.
" Psicosi da conflitto di interessi Catricalà diventa berlusconiano
di FAUSTO CARIOTI
A parte la solita Unità, che con quel titolo - " Conflitto d'interessi: all'Antitrust il segretario generale di palazzo Chigi" - ha svolto il compitino di annunciare il golpe quotidiano, della rassegna stampa di ieri colpiscono soprattutto il Corriere della Sera e il Sole- 24 Ore, i giornali più vicini ai poteri forti ( chiamiamoli così). Scelte identiche: un commento dalla prima pagina per dire che Silvio Berlusconi, tramite i presidenti di Camera e Senato, ha piazzato un dirigente di palazzo Chigi ( cioè, in sostanza, " uno dei suoi") alla guida dell'authority che dovrà sorvegliare sul conflitto d'interessi del premier. La psicosi del Berlusconi pigliatutto genera brutte amnesie anche nei migliori quotidiani. Insinuare che Catricalà sia uno dei berluscones significa ignorare che: a) la sua nomina è nata sull'asse bipartisan dei due grandi tessitori Gianni Letta- Antonio Maccanico e a sinistra ha avuto l'avallo anche di Piero Fassino, Giuliano Amato e Francesco Rutelli, con cui Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini si erano consultati nei giorni scorsi, ricevendo in risposta nessun veto, ma solo parole d'apprezzamento; b) il curriculum di Catricalà non è proprio quello di un dipendente Mediaset, avendo egli lavorato, tra gli altri, con gli stessi Amato, durante il cui governo fu nominato segretario generale dell'autorità per le Comunicazioni, e Maccanico, che lo volle con sé capo di gabinetto al ministero delle Poste; c) Catricalà, vicino semmai al Quirinale piuttosto che a palazzo Chigi, non è una prima scelta per Berlusconi, se è vero che sino a due giorni fa i nomi che giravano per quella poltrona erano altri. La controprova l'ha data Sabino Cassese , giurista che Carlo Azeglio Ciampi tiene in grande considerazione. Ieri è dovuto intervenire per dire che la nomina di Catricalà « è una buona scelta » . Per più di un motivo: « In primo luogo è un giudice, e questo significa che è abituato ad essere imparziale. In secondo luogo è un ottimo giurista, con un curriculum di prim'ordine e una preparazione tecnica notevole. Infine è un esperto amministrativo bipartisan. È quindi un servitore dello Stato indipendente dal colore politico dei governi per cui ha ricoperto incarichi » . E si sa che Cassese, su questi temi, dice quello che il Quirinale pensa. Curioso, però: quando vuole sparare sulle scelte della maggioranza, come nel caso delle recenti nomine di Giorgio Guazzaloca e Antonio Pilati al consiglio della stessa Antitrust, Cassese trova pronta la prima pagina del Corriere; quando deve difenderle, è costretto a dare dichiarazioni alle agenzie di stampa, come un disperato qualunque. "
FATTI non vaneggiamenti travaglieschi.
Saluti liberali
Cassese non è la bocca della verità. Aspira anche lui a qualcosa.