Fonte : Rinascita Nazionale
Nuove tensioni, le ennesime, si sviluppano all'interno de "L'unione" di centrosinistra; l'occasione è data, questa volta, dalla visita di George W. Bush nei suoi feudi europei.
A dare il benvenuto al "difensore degli oppressi" con una lettera, pubblicata su "Repubblica", il professore Romano Prodi.
"E' un fatto straordinario che l'amministrazione Bush abbia deciso di compiere il primo viaggio del secondo mandato visitando le istituzioni europee" ha detto il bolognese.
Secondo il capo, ad interim, del centrosinistra questo viaggio ha una grande importanza politica, perché sarebbe la prova che "qualcosa sta cambiando; che i venti gelidi sorti tra le due sponde dell'oceano per colpa della guerra in Iraq stanno cessando".
Il pontefice massimo della pseudo sinistra italiana ha poi aggiunto "Noi siamo amici degli Stati Uniti, lo siamo sempre stati, ma siamo anche adulti e vaccinati e sappiamo che l'amicizia si fonda sulla pari dignità".
Lo stesso imperatore Bush sembra essere d'accordo con "il mortadella" avendo affermato "Dobbiamo unirci per diffondere la libertà, perché l'America ha bisogno di un alleato forte".
Come però succede quotidianamente nel centrosinistra, il placido Prodi dice una cosa e subito il suo gemello cattivo, Fausto Bertinotti, interviene a contraddirlo.
"Oggi gli Usa sono guidati da un amministrazione che fa la guerra" ha ricordato l'infausto antagonista del bolognese, aggiungendo che "L'unico compito dell'Europa, resta quello di conquistare la pace e di costringere Bush, con l'ausilio dell'Onu a cessare il conflitto".
Sulla stessa linea di Bertinotti anche il suo ex - compagno, di partito, il comunista italiano Cossutta.
"Cosa ci viene a dire ora Bush - ha, infatti, polemicamente commentato il compagno Armando - che adesso bisogna iniziare una nuova guerra all'Iran o alla Siria?".
A dire la sua sull'argomento è intervenuto anche un'altro comunista d.o.c., l'On. Marco Rizzo.
"Prodi è a capo di una coalizione in cui ci sono degli atteggiamenti diversi alla politica del governo americano - ha detto il capogruppo del Pdci al Parlamento europeo - inoltre, la nostra posizione sul governo Usa, anche dopo l'intervento di Prodi, è totalmente inalterata, perché restano pesantissime critiche all'idea della guerra preventiva e del controllo unipolare del mondo."
"Per noi comunisti contano i fatti - ha poi continuato il polemico parlamentare europeo - le polemiche non ci interessano e non abbiamo intenzione di farne. A Bertinotti vorrei ricordare che non è più il tempo della politica del pendolo: una volta è troppo da una parte quando fa cadere Prodi, e una volta è troppo dall'altra. Si chiama malattia del governiamo, quella del governo a tutti i costi. Crediamo che sia un problema suo e non nostro".
Allo scaltro, ed evidentemente smemorato o solamente distratto, Marco Rizzo vorremo, molto educatamente, ricordare come il suo partito si sia schierato al fianco dell'invasore americano, allorquando in Italia governava l'ex - comunista D'Alema, quando questi appoggiò, non troppo delicatamente, le sue bombe intelligenti su ciò che un tempo era la Jugoslavia.
Sempre allo smemorato Rizzo, vorremmo poi ricordare come il suo partito sia nato per permettere al centrosinistra di continuare ad avere la maggioranza parlamentare, dopo che Rifondazione aveva tolto il suo sostegno, e soprattutto i suoi voti, al governo Prodi.
Riguardo Prodi cos'altro aggiungere?
Le elezioni politiche si avvicinano, ed il bolognese, da buon filantropo, vuole tornare ad occuparsi del destino di noi italiani, e sa benissimo che per farlo ha bisogno dell'appoggio e del benestare del sovrano planetario, quindi non può far altro che giustificare ed appoggiare tutte le sue decisioni.
Per quanto riguarda il buon Fausto Bertinotti, preferiremmo non esprimerci visto che a causa delle prossime elezioni politiche anche lui sarà costretto, presto o tardi ad abbracciare gli Usa, come prima di lui hanno fatto i "pacifici ed anti - americani" Cossutta e Rizzo.
In fondo questa è la politica, o almeno ciò che in Italia chiamiamo così.


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