il 21 febbraio 1965 veniva assassinato malcom x
(...) A memoria d'uomo questa comunità assediata, sfortunata, ma orgogliosa non ha mai trovato qualcuno più coraggioso, un più valoroso giovane campione di questo African-American che giace mai vinto davanti a noi. Dico la parola ancora una volta, come vorrebbe sentirla da me: African-American-African-American Malcolm, che era un maestro, il più attento nell'uso delle parole. Nessuno conosceva meglio di lui il potere che le parole esercitano sugli uomini.
Malcolm ha smesso di essere un Negro molti anni fa. Era diventata una parola troppo piccola, troppo misera, troppo debole per lui. Malcolm era molto più grande di questo. È diventato un African-American, e cercava disperatamente che anche noi, la sua gente, diventassimo African-American. C'è chi considererà un suo dovere, in quanto amico dei Negri, dirci di ingiuriarlo, di cancellare anche la sua memoria (...) Noi sorrideremo. Molti diranno di voltare le spalle a quest'uomo. Che non è un uomo ma un demone, un mostro, un nemico dei neri. E noi sorrideremo. Ci diranno che è un fanatico, una voce dell'odio, un razzista, qualcuno che voleva distruggere la nostra causa. (...) E noi risponderemo dicendogli: «Hai mai parlato col fratello Malcolm? Se lo conosci dovresti sapere perché si deve onorare. Malcolm era la nostra forza, la nostra forza vivente nera!
dall'orazione funebre pronuciata da Ossie Davis ai funerali
di Malcolm X il 27 febbraio 1965


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