febbraio 21, 2005
ISPO / Lazio, Storace in vantaggio ma la Mussolini è in crescita
Il presidente uscente favorito su Marrazzo, alla leader di Alternativa sociale il 10% di consensi potenziali. Metà popolazione non sa che si vota
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La distribuzione delle preferenze in vista delle elezioni regionali nel Lazio riproduce per molti aspetti il mercato elettorale nazionale. Anche se, ovviamente, gli esiti previsti non sono necessariamente gli stessi, essendo diversi sia i protagonisti, sia il sistema elettorale adottato. Le analogie principali sono quattro: a) Il disinteresse. A poche settimane dalle elezioni, grossomodo metà della popolazione non sa della loro esistenza. Si ha nuovamente prova del fatto che il dibattito politico, malgrado la crescente intensità e presenza sui media, è seguito solo da una parte della popolazione. I restanti, gli « esterni » alla politica, si trovano maggiormente tra i più anziani e, in misura ancora più accentuata, tra i più giovani. I quali costituiscono uno dei segmenti decisivi per il risultato.
b) L'indecisione. Anche tra chi dichiara di seguire il confronto in corso, solo una parte ha scelto cosa votare. Nel complesso, si dichiara già certo della propria opzione meno del 40%. Come ci si poteva attendere, questa percentuale scende sotto il 25% tra i più giovani.
c) La poca differenza di consensi tra i due schieramenti principali. Considerando il voto di lista ai partiti, il centrodestra risulta oggi in vantaggio nel Lazio e in svantaggio sul piano nazionale. Ma in entrambi i casi la distanza è esigua. d) Il rilievo delle formazioni marginali e degli « esterni » . In questo quadro acquistano peso i piccoli partiti esterni agli schieramenti. Ad esempio, nel caso laziale, i radicali o Alternativa sociale della Mussolini. Sia perché un'eventuale alleanza con essi apporterebbe una quota di voti in se modesta, ma decisiva per l'esito finale. Sia perché è ragionevole aspettarsi — è accaduto spesso in passato — che una parte di quanti nei sondaggi dichiarano di orientarsi verso le formazioni minori, al momento del voto « vero » , effettuino una scelta considerata più utile, dirigendosi verso i partiti e i candidati principali. Conta, dunque, la capacità di questi ultimi nell'attrarre, anche all'ultimo momento, i consensi oggi rivolti verso le forze « marginali » , oltre che, naturalmente, gli indecisi in assoluto riguardo a se e cosa votare.
In Lazio acquista particolare importanza la candidatura personale della Mussolini. Che riporta nei sondaggi moltissimi voti virtuali: circa il 10%. Come si sa, essa ottiene i consensi di molti « esterni » alla politica, in particolare giovani donne, un segmento che altri riescono a conquistare in misura assai minore. Ma, ovviamente, attrae anche parte dei votanti tradizionali per il centrodestra. Tanto che quasi il 20% dell' elettorato attuale di Storace dichiara di prendere in considerazione per il voto anche la Mussolini.
Il risultato finale è legato, dunque, anche alla misura in cui chi oggi dichiara di votare per la Mussolini le confermerà la scelta al momento di recarsi ai seggi. Come si è detto, si può ipotizzare che buona parte degli elettori del centrodestra finiscano col scegliere Storace. Cosi come molti « esterni » , per i quali la Mussolini simboleggia la diversità dalla politica tradizionale, potrebbero invece confermare la loro scelta attuale a favore della leader napoletana. Molto dipenderà dalla campagna che si svolgerà nelle prossime settimane. Per ora, l'applicazione di un modello statistico basato su di una molteplicità di quesiti e simulazioni suggerisce Storace come vincitore più probabile. Ma se la Mussolini, grazie alla attrazione esercitata nei confronti degli « esterni » ( o, meglio, delle « esterne » ) , dovesse ottenere più del 6%, l'esito potrebbe invertirsi.




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