Lo Schleswig-Holstein, land “rosso”, premia la Cdu. Ago della bilancia la minoranza danese
Schroeder battuto nel feudo
BERLINO - La Cdu, all’opposizione da 17 anni nello Schleswig-Holstein, ha nettamente vinto le elezioni domenica nel Land della Germania settentrionale, ma grazie a un appoggio esterno e a una manciata di voti, continuerà con ogni probabilità a stare all’opposizione mentre a governare sarà ancora la Spd, uscita bastonata dal voto.
Dopo un drammatico testa a testa degli opposti schieramenti, sembrava che ci fossero i numeri per un nuovo governo a Kiel fra cristiano democratici (Cdu) e liberali (Fdp). Ma in nottata i risultati finali provvisori hanno ribaltato l’esito. La coalizione rosso-verde della premier socialdemocratica Heidi Simonis, benché uscita sconfitta dalle urne, continuerà probabilmente a governare per altri cinque anni nel Land più a nord della Germania con l’appoggio esterno del partito della minoranza danese SSW. Insieme, Spd e verdi dispongono di 33 seggi ma con i due del SSW arrivano a 35, ovvero la maggioranza necessaria per governare. Cdu e Fdp invece arrivano solo a 34.
Secondo i risultati non definitivi, la Spd ottiene il 38,7% dei voti (contro il 43,1% del 2000), la Cdu il 40,2%, la Fdp il 6,6% (7.6%). I verdi restano sul 6,2% e il SSW arriva a 3,6% (4, 1) mentre l’estrema destra dell’Npd passano dall’1% all’1,9%. Per poter dare vita a una coalizione, a Cdu e Fdp mancano 745 voti.
A Berlino, sospiri di sollievo nel governo rosso-verde dopo una notte passata in bianco nel timore di avere perso uno degli ultimi bastioni nel paese. Lo Schleswig-Holstein era assieme al Nord-Reno-Vestfalia l’unico Land con un governo rosso-verde e il voto era considerato un importante test politico in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le cruciali regionali il 22 maggio nel Nord-Reno-Vestfalia, il Land più popoloso tedesco, e le politiche nell’autunno del 2006. Un cambio di campo del Land comporterebbe un rafforzamento ulteriore della maggioranza dell’opposizione al Bundesrat, la camera delle regioni. Con una maggioranza dei due terzi l’opposizione potrebbe bloccare tutte le leggi del governo rosso-verde e ciò significherebbe l’ingovernabilità e la fine per Schroeder. «Vince chi mette in piedi il governo», ha riassunto il leader dei verdi Reinhard Buetikofer. Anche il cancelliere Schroeder ha reagito ieri sollevato dicendosi sicuro che la Spd continuerà a governare nel Land e che la Simonis saprà tirare fuori il meglio dal risultato del voto. La Merkel, che a ogni vittoria della Cdu si vede più vicina all’obbiettivo di diventare cancelliere nel 2006, ha ripetuto ieri che si tratta di un «grandioso risultato elettorale». Inquietudine è trapelata invece dai dirigenti rosso-verdi nel Nord-Reno-Vestfalia che temono fra esattamente 90 giorni di fare la stessa fine dei colleghi nello Schleswig-Holstein. A pesare sul voto a Kiel è stato lo scontento per la situazione nel Land ma anche l’alta disoccupazione in Germania nonchè lo scandalo dei visti facili del ministro degli esteri verde: certo «che non ha aiutato», ha ammesso lo stesso Joschka Fischer. Dal Nord-Reno-Vestfalia, dal premier Spd Peer Steinbrueck al leader Spd Harald Schartau, alla verde ministro dell’ambiente Baerbel Hoehn, hanno tutti sollecitato chiarezza sullo scandalo e che si proceda quanto prima (prima del voto) a interrogare Fischer in commissione di inchiesta del Bundestag.
[Data pubblicazione: 22/02/2005]




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