Sono giorni agitati, questi ultimi. Per il nostro piccolo forum e, quel che è sicuramente più grave, per la destra italiana. Il PDL è in frantumi, dicono, si va ad elezioni anticipate, tutti contro Fini, si preannuncia un Predellino2.
Vorrei dibattere di ciò che accade tra i nostri leaders, ma sinceramente non saprei da dove iniziare, la bussola si è infranta, le divisioni non sono ideologiche - come qualcuno pure vorrebbe far credere - ma attengono unicamente al potere, ai giochi di scuderia. Qualcuno dirà: ingenui voi, che state ancora a trastullarvi col conservatorismo facendone un nume da tutelare e riverire; la politica vera, è altra cosa, è sistemare i tuoi amici, è governare, è avere un ricco stipendio e l'auto blu. Se poi sei famosissimo ti puoi concedere anche i bagni di folla.
Qualcuno di voi ha capito che sta succedendo tra Berlusconi e Fini? E' davvero una lotta tra laicisti e teocons? Dov'è la destra, dov'è il centro? Perchè tutto è diventato così ingarbugliato e indistinguibile?
Un tempo, nemmeno troppo lontano, in Italia esisteva un centro (perchè così desiderava chiamarsi) liberale e filoamericano, un altro centro democristiano ed europeista, e una destra sociale nazionale ed europeista anch'essa. Quel panorama non era certo completo, mancava una destra liberale e conservatrice occidentale, ad esempio, ma almeno aveva il pregio della chiarezza. Se eri per i diritti civili ti rivolgevi a Forza Italia; se eri per la famiglia andavi da Casini; se non volevi gli immigrati votavi Fini. Oggi purtroppo non è così facile individuare il tuo punto d'approdo.
Ad esempio, un Cicchitto - tipica espressione di liberalsocialista "progressista" - sta oggi dalla parte dei Falchi (o delle colombe, non si capisce nemmeno questo!), ovvero i Berlusconian-Bossiani che si sono buttati a destra sulle questioni sociali. Cicchitto dovrebbe stare di regola dall'altra parte, coi finiani, i quali con una mutazione antropologica assai sospetta sono oggi le colombe (o i falchi?). Invece Cicchitto sta con Berlusconi. Non per ideologia, anche perchè Berlusconi non ha un'ideologia. Ma per lealtà.
E prendete un La Russa. Il buon Ignazio è da sempre un berluscones, ma da quando è scoppiata la guerra dei giornali di destra è contro Feltri e simpatizza per la Perina. Oddio, simpatizzare è una parola grossa, diciamo che si barcamena. Tuttavia, come tantissimi ex-AN rimasti a destra (o andati al centro?) non è ancora pronto per lo "strappo" con Fini. E sapete perchè? Per lealtà.
Siamo di fronte dunque ad una politica che non si regge più sulle idee, ma sui rapporti di vassallaggio, sui favori reciproci. Forse la politica italiana è sempre stata questa e i partiti, dalla DC al PCI, erano solo contenitori di correnti anche queste poco ideologiche.
Vediamo liberali essere più cattolici dei democristiani, nazionali internazionalisti e cosmopoliti regionalisti; filoamericani putiniani e gollisti occidentalisti. E' l'impazzimento totale.
Oppure siamo pazzi noi a voler parlare, qui su POL, di politica, quando semplicemente la politica, in Italia, non c'è più. Surreale.




Rispondi Citando
