Qualche mese fa la sinistra politicamente corretta sognava di liberarsi del presidente ubriacone con il voto.
"Good morning America!" fu il grido di un'illusoria vittoria fondata sugli exit poll. Poi i voti veri chiarirono che le cose erano andate assai diversamente.
Oggi, il capo della Gad, fino a pochi mesi fa capo dell'Unione Europea, accoglie il pistolero di Washington venuto in Europa a minacciare Siria e Iran con un inequivocabile "Welcome, Mr. President!"
E' lo stesso personaggio che con la sua presenza ha dato il segno alla manifestazione romana di sabato scorso.
Se il 4 giugno 2004 Roma aveva accolto Bush con il movimento contro la guerra in piazza, oggi l'Europa lo accoglie come il partner indispensabile, l'alleato decisivo, il leader di una nazione comunque amica.
Due sole riflessioni, in forma di domanda:
a) Che fine ha fatto l'opposizione alla guerra nel nostro paese? C'è ancora qualcuno che pensa che sia errato parlare di crisi del movimento?
b) Che fine sta facendo, nelle sue varie articolazioni, l'Europa? C'è ancora qualcuno che pensa davvero che stia nascendo una superpotenza che voglia e che possa competere con gli Usa?
Le risposte mi sembrano scontate, ma non è affatto scontato che queste riflessioni si impongano ad un'area più larga.
La pigrizia si nutre di inerzia e la produce al tempo stesso.
Sveglia, sveglia, sveglia! mi sembra l'unica parola d'ordine sensata di fronte a quanto sta accadendo.




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