dal sito www.alfabravocharlie.it
Anche se il Mossad nasce appena alla fine degli anni 30 è impossibile riassumere tutte le operazioni compiute da questa complessa e, in generale, efficientissima struttura, anche perché molte di queste tuttora coperte dal segreto.
Se ne possono citare però le più note, come quella del maggio 1960 quando una squadra di uomini composta da Rafi Eitan e quattro altri agenti riuscì a catturare, dopo anni di dure ed estenuanti ricerche, Adolf Eichman, l'ufficiale delle SS grazie alla cui pianificazione i campi di sterminio avevano lavorato sino alla fine della guerra.
Oppure quella iniziata all’indomani della strage degli atleti israeliani compiuta dai terroristi di Settembre Nero a Monaco di Baviera nel 1972. Alcuni giorni dopo il massacro uno speciale Comitato “X”, presieduto dall'allora Primo Ministro Golda Meir, aveva dato il via libera alle squadre per l’eliminazione dei responsabili della strage: undici nomi eccellenti del terrorismo palestinese. La squadra Avner in circa due anni riuscirà ad eliminare otto degli undici obiettivi perdendo solo due uomini.
Oppure quella portata a termine in Italia nel 1973 quando Settembre Nero, per vendicare l'eliminazione dei suoi capi, aveva deciso di uccidere il Golda Meir durante una visita a Roma. Ad accorgersi del pericolo era stato il capostazione di Milano, che in collaborazione con quello di Roma e dei Servizi italiani riuscì a sventare l’attentato.
Vi furono anche episodi poco chiari come quello del bimotore C-47 Dakota del SID, nome in codice “Argo 16”, esploso in decollo a Marghera nel novembre 1973, quasi sicuramente sabotato da agenti del Mossad per punire il Governo italiano che aveva assunto una politica filoaraba, uccidendo l'equipaggio e distruggendo l’aereo che tante volte aveva trasportato terroristi palestinesi dall'Italia alla Libia.
Anni dopo però la fama del Servizio israeliano si incrinava con le accuse al Mossad della mancanza di informazioni sull’attentato che nel 1995 moriva il Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin, anche se il responsabile per la sicurezza interna è lo Shabak.
Nel settembre 1997 poi due agenti avrebbero dovuto iniettare delle tossine a Khaled Meshal il leader di Hamas. La missione riusciva, ma venivano catturati e il Primo Ministro Netanyahu era costretto a salvare la vita a Khaled con un antidoto e a liberare dal carcere lo sceicco Hhamed Yassin.
Ma il 2000 sembra aver riportato quell’alone di invincibilità che lo ha accompagnato durante tutta la sua storia, eccetto il quinquennio maledetto di cui abbiamo parlato sopra quando, nel gennaio, una squadra di agenti è riuscita, attraverso una modifica di un servizio igienico del palazzo reale di Hamman a prelevare con l’aiuto dei Servizi Giordani, un campione di urine del Presidente Siriano Assad, in Giordania per i funerali di Re Hussein. I medici di Tel Aviv riuscivano così a scoprire che Assad era affetto da un cancro alla vescica e da una forma grave di diabete.
infine
Un diplomatico israeliano è stato espulso dall’Australia per motivi che le due parti tengono segreti. Nemmeno il nome del personaggio è stato reso noto.
Quasi sicuramente la faccenda riguarda il furto o l’appropriazione di passaporti di pacifici Paesi terzi, che il Mossad usa poi per dare false identità ai suoi agenti impegnati in assassini, provocazioni, attentati “islamici” nel mondo. L’ipotesi è stata ventilata da Maariv, l’unico giornale israeliano a dare la notizia. Maariv collega l’espulsione in Australia allo scandalo che ha avvelenato i rapporti fra Israele e la Nuova Zelanda l’anno scorso.
Allora il governo neozelandese scoprì due ebrei che cercavano di farsi rilasciare con la frode un passaporto neozelandese a nome di un cittadino di quel Paese che mai avrebbe viaggiato, perché quadriplegico e ridotto sulla sedia a rotelle. Ora, la coppia di spie aveva abitato anche in Australia, e il “diplomatico” israeliano, ora espulso, ha visitato in carcere i due individui, ostentatamente per dare loro “assistenza” legale.
La ragione dell’espulsione deve essere grave, perché l’Australia è uno degli stati più filo-sharonisti della Terra. L’anno scorso, è stato il solo stato a votare con gli Usa (oltre due staterelli del Pacifico, atolli occupati da basi Usa) contro la risoluzione dell’Onu che ha condannato Israele per la costruzione del muro anti-palestinese.
Maariv sa per certo che il Ministero degli Esteri australiano, convocato l’ambasciatore d’Israele, gli ha intimato di richiamare il “diplomatico” di cui sopra. Se Israele non lo farà volontariamente, è stato comunicato, l’Australia dichiarerà quel tizio “persona non grata” e comincerà la procedure per l’espulsione manu militari. Israele ha dunque richiamato a casa subito il suo agente o spia, per scongiurare uno scandalo internazionale e pubblico.
Agenti israeliani furono colti anni fa mentre cercavano di entrare in Giordania, dove intendevano commettere un omicidio “mirato”, esibendo passaporti canadesi. In genere, per queste imprese, i passaporti di paesi innocui come Canada, Australia e Nuova Zelanda sono molto apprezzati, perché consentono l’entrata in quasi ogni altro Paese senza visto.
di Maurizio Blondet
«I legami con le comunità ebraiche sparse per il mondo forniscono inoltre al Mossad un retroterra -non solo logistico- di ineguagliabile valore informativo e operativo …». (1)
«… Non bisogna credere, tuttavia, che il Mossad si sia limitato ad utilizzare la Penisola, esclusivamente come terreno di scontro o retrovia nella quale scovare ed eliminare i propri nemici (palestinesi e terroristi alleati). In realtà la presenza dell'Istituto si è rivelata molto più significativa, permeando e condizionando in una certa misura persino la vita politica italiana e i nostri corpi di sicurezza. Sintomi tangibili di questo condizionamento si ritrovano lungo tutto il corso di quest’ultimo trentennio del secolo appena concluso, come fatti gravissimi e testimonianze autorevoli dimostrano e confermano». (2)
«… I fatti dell’Achille Lauro misero in luce alcune grosse carenze tecniche del Sismi: per le intercettazioni del traffico delle comunicazioni nel Mediterraneo orientale eravamo completamente dipendenti dal Servizio americano e dal Servizio israeliano, i quali avevano mezzi superiori ai nostri, ma avevano anche interessi diversi …». (3)
Il Natale 2003 è passato fortunatamente senza attentati, malgrado l’allarme lanciato dai servizi segreti israeliani -prontamente raccolto dai media nostrani- relativamente a possibili atti terroristici contro l’Italia.
Fortemente scossa dall’11 settembre e dalla strage di Nassirya, l’opinione pubblica nazionale ha ormai accolto in toto la strategia statunitense dello «scontro di civiltà», senza peraltro ricordare che finora tutte le inchieste contro il presunto terrorismo islamico hanno fatto flop.
Ma, come negli anni Settanta un magistrato balzava agli onori delle cronache dando la caccia ai «terroristi fascisti», oggi lo schema sembra ripetersi con le cd. «trame islamiche» al posto di quelle «nere».
Grazie a ciò lo Stato di Israele assurge al ruolo di baluardo occidentalista nel Vicino Oriente e sicuro alleato dell’Italia nel Mediterraneo, tanto da mettere in guardia la nostra nazione da possibili attentati ai suoi danni.
Però, a chi è un po’ troppo ansioso di approvare questo schema, è forse utile ricordare tutte le vicende nelle quali i servizi segreti di Tel Aviv sono stati invischiati nell’Italia del dopoguerra.
Un riassunto né esaustivo né definitivo, perché tante ipotesi meriterebbero ben altro spazio, a conferma però del ruolo svolto dal Mossad ai danni della nostra sovranità nazionale.
1948: nel porto di Molfetta viene bloccato il “Lino”, un mercantile italiano carico di armi dirette ai siriani. Regista dell’operazione è l’ebrea Ada Sereni, che con una opera di disinformazione riesce a impedire la partenza della nave, consentendo così a un commando sionista di affondarla. (4)
nel 1948, la Macchi di Varese , venne distrutta da un incendio ad opera del Mossad, per impedire la costruzione di un lotto di M205 ultima versione, destinato all'Egitto!
1964: all’aeroporto di Fiumicino viene sequestrato e rinchiuso in un baule Mordechai Luk, ebreo marocchino reo di aver collaborato con gli egiziani. (5)
1970: nascono le Brigate Rosse dopo l’assemblea costitutiva del Collettivo politico metropolitano (CPM) tenutasi a Chiavari l’anno precedente. Ad esso partecipano Duccio Berio, figlio di un medico milanese legato al Mossad, così come un certo Israel, che oggi lavorerebbe in ambienti della Confindustria. (6)
Subito dopo il sequestro del giudice Sossi, agenti israeliani contattano Alberto Franceschini e offrono alle BR aiuto e protezione, a patto che esse inaspriscano la loro azione di destabilizzazione dell’Italia.
Rifiutato l’appoggio sionista, Curcio e Franceschini vengono arrestati, mentre Mario Moretti -avvisato da una tempestiva telefonata- non si presenta all’appuntamento con i due e la fa franca. (7)
Insieme a Prospero Gallinari, Moretti è uno dei protagonisti del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro, gradita a Tel Aviv per le forte tendenze dello statista democristiano a creare un rapporto privilegiato tra Italia e mondo arabo. (8)
Sia Gallinari che Moretti sono entrati nelle Brigate Rosse attraverso la mediazione di Corrado Simioni, uno dei fondatori della scuola di lingue “Hyperion”, punto d’incrocio tra servizi segreti dell’Ovest e dell’Est, certamente permeabile all’influenza israeliana. (9)
1972: due agenti del Mossad uccidono a Roma, nella sua abitazione di Piazza Annibaliano, il palestinese Wael Zwaiter, considerato da tutti «un poeta senza un soldo, un innocuo intellettuale, un profugo …». (10)
1973: all’aeroporto di Fiumicino, allertati dal generale del SID Ambrogio Viviani, agenti del Mossad scatenano un conflitto a fuoco nel tentativo di eliminare alcuni membri palestinesi di “Settembre Nero”, catturati successivamente dalla polizia italiana. (11)
1973: il 17 maggio avviene una strage davanti alla Questura di Milano, in Via Fatebenefratelli: 4 morti e 45 feriti per il lancio di una bomba a mano. L’esecutore materiale, Gianfranco Bertoli, si qualifica come anarchico individualista, giunto in Italia da un kibbutz israeliano per vendicare l’assassinio di Giuseppe Pinelli.
Secondo l’ipotesi del Procuratore Generale, Laura Bertolè Viale «l’ingresso di Bertoli in Israele avviene senza controlli, senza visita medica, senza attese, con un passaporto privo delle firme e dei bolli regolamentari… Bertoli viene fatto fuggire dall’Italia dal SID e da uomini legati al Mossad …». (12) La stessa arma usata da Bertoli è di chiara provenienza israeliana.
1973: il 23 novembre 1973 un bimotore dell’Aeronautica militare italiana, Argo 16, precipita a Marghera: i 4 militari dell’equipaggio muoiono, il possibile disastro ecologico viene solo sfiorato.
A distanza di 25 anni dall’attentato, il giudice istruttore di Venezia -Carlo Mastelloni- rinvia a giudizio 9 persone: tra di esse vengono accusati di strage Zvi Zamir, ex-capo del Mossad ritenuto il mandante del sabotaggio dell’aereo e Aba Léven, ex-responsabile del servizio di sicurezza israeliano in Italia.
Di favoreggiamento aggravato viene invece accusato Giorgio Lehmann, ex-consulente giuridico del Sismi, di chiara origine ebraica.
Motivo dell’attentato: un monito di Tel Aviv contro la politica filo-araba del governo italiano.
L’Argo 16 aveva infatti trasportato 2 dei 5 palestinesi arrestati il 5 settembre 1973 con l’accusa di progettare un attentato alle linee aeree israeliane in Italia, probabile ritorsione araba per l’abbattimento di un aereo civile libico con a bordo 109 persone ad opera dell’aviazione sionista agli inizi dell’anno. (13)
1980: Ustica chiama Bologna? Che l’abbattimento del DC9 dell’Itavia sui cieli di Ustica fosse avvenuto per errore degli israeliani, impegnati ad impedire il rifornimento di 24 chili di uranio arricchito dalla Francia all’Iraq, è la tesi sostenuta nel libro di Claudio Gatti, "Il quinto scenario", Rizzoli, 1994, acquisito agli atti del processo dal giudice istruttore Rosario Priore.
Già nel marzo 1980 un Tir che trasportava per conto della Snia 23 tonnellate di materiale destinato all’ente nucleare iracheno scompare con il suo carico insieme all’autista, Edoardo Pancaldi, ricomparso misteriosamente un mese dopo. (14)
1981: l’8 ottobre viene fatto saltare in aria all’Hotel Flora -insieme a tutta la sua camera- Abu Sharar, membro del Comitato centrale dell’Olp. Che il Mossad si permetta di far esplodere una stanza d’albergo a meno di 100 metri dall’ambasciata degli Stati Uniti a Roma in Via Veneto, è possibile grazie alla schiacciante maggioranza filo-israeliana del Sismi.
Numero due del Servizio è allora il generale Pasquale Notarnicola «un ufficiale di assoluto gradimento dei comunisti, i quali non perdevano occasione per battersi il petto a favore della gloriosa lotta del coraggioso popolo palestinese …». (15)
Decisivi per la completa svolta filo-sionista dei nostri Servizi furono l’avvento di Giovanni Spadolini a Palazzo Chigi e la nomina del generale Lugaresi alla direzione del Sismi.
1984: il 23 dicembre una bomba esplosa sul rapido 904 Napoli-Milano provoca 15 morti e più di 100 feriti: è la cd. “Strage di Natale”. Il capogruppo alla Camera del Partito Socialista Italiano, Rino Formica, accusa dell’attentato «una potenza occidentalista mediterranea legata agli Stati Uniti(16)»; per la strage vengono invece condannati due esponenti della mafia siciliana.
1986: il 5 ottobre, appena messo piede fuori dall’aeroporto di Fiumicino, viene sequestrato, narcotizzato e portato ad Ostia dal Mossad il tecnico israeliano Mordechai Vanunu, colpevole di aver rivelato alla stampa britannica il programma nucleare di Tel Aviv. Imbarcato al porto di La Spezia, Vanunu viene condotto in Israele e chiuso in cella d’ isolamento fino al 1998(17).
Stefano Vernole
Note
(1) Giorgio Boatti, "Enciclopedia delle spie", Rizzoli, 1989, p. 257.
(2) Aldo Musci-Marco Minicangeli, "Breve storia del Mossad", Datanews, 2001, p. 96.
(3) Fulvio Martini, "Nome in codice Ulisse", Rizzoli, 1999, p. 116.
(4) Cfr. Musci, op. cit., p. 98.
(5) Cfr. Musci, op. cit., p. 99.
(6) Cfr. Alberto Franceschini, "Storia inedita delle Brigate Rosse", Dagospia.com.
(7) Giuseppe De Lutiis, "Storia dei servizi segreti in Italia", Editori Riuniti, 1994.
(8) Cfr. Mauro Bottarelli, 19 Marzo 1999, www.lapadania.com.
(9) Fasanella-Rocca, "Il misterioso intermediario", Einaudi, 2003.
10) Francesco Pazienza, "Il disubbidiente", Longanesi, 1999, p.114.
11) Cfr. Musci, op. cit., pp. 100-104.
12) Cfr. Saverio Ferrari, "Liberazione", 28 settembre 2002.
13) Israele aveva tentato di accreditare la tesi che l’apparecchio abbattuto non avesse obbedito alle ingiunzioni dei caccia, ma tale versione non venne confermata dai fatti, tanto più che il pilota del Boeing 727 libico era di nazionalità francese. La liberazione degli arabi era avvenuta su richiesta dell’OLP di Arafat, che si era impegnata nella circostanza a non porre più in atto condotte di terrorismo in territorio italiano. Cfr. Appunti trasmessi dalla Presidenza del Consiglio con missiva del 27/01/1998, su www.arci.it.
14) Centro Studi Orion, "Strage di Ustica e Strage di Bologna. E se fossero collegate?", SEB, 1997, p. 32. Per l’ipotesi del collegamento, Centro Studi Orion, op. cit., pp. 55-59 e Dossier Fare Fronte, "Ustica il Silenzio", Roma, 1993.
15) Cfr. Pazienza, op. cit., p. 372.
16) Cfr. Gabriele Adinolfi, "Nuovo ordine mondiale tra imperialismo e impero", SEB, 2002, p. 229.
17) Cfr. Pazienza, op. cit., p. 81. Ma per i metodi del Mossad cfr. il libro di un ex-agente israeliano: Hoy-Ostrowsky, "Attraverso l’inganno", Interno Giallo, 1991.




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