il video che si vede in questa sezione in 6 parti è un vecchio documentario che in Italia venne allegato ad una "enciclopedia" a dispense sull'India disponibile in edicola...
penso abbia oltre i dieci anni
questo documentario è da cosiderarsi tra i più moderati, quelli messi in rete in epoca recente, come alcuni segnalati sempre qui, sono più forti e, sicuramente, più discutibili
rimane la domanda del perché pratiche rituali dal significato profondo come quelle degli Aghori vengano recitate sfacciatamente da personaggi dubbi, la cui salute mentale, o la purezza degli intenti, è tutta da dimostrare..
scimmiottare quanto si è visto, ascoltato o letto senza adeguata introduzione e comprensione, può generare deviazione, disturbo o malattia
l'argomento Aghori, lungi dall'essere completamente esplorato e conosciuto, ha attirato l'attenzione mediatica indiana dagli anni sessanta e quella internazionale dagli anni novanta, producendo anche quegli articoli e servizi superficiali che tutti possiamo vedere
le pratiche Aghori sono molto antiche e, secondo i loro esponenti, in un passato remoto diffuse globalmente
la Kapal Sadhana, l'essenza di tutte le pratiche Aghori, è sicuramente la forma visibile più conosciuta ed imitata
in questa pratica il Kapal deve essere donato da un Maestro che abbia la capacità di conoscerlo e prepararlo per lo scopo
non tutti i Kapal sono buoni per l'uso spirituale, e l'Aghori "fai-da-te" si espone a pericoli mentali e fisici che neppure immagina
l'uso del Kapal come desco o calice è solamente l'uso grossolano ed iniziale dello strumento che pochi sanno come sfruttare completamente
la pratica cannibalica e la Sava Sadhana sono riassunte nella Kapal Sadhana; il Kapal è uno strumento spirituale e rituale considerato il Potere Assoluto e come tale la sua forza non è sopportabile, o usabile con cognizione, da chiunque
può essere interessante, per chi volesse approfondire l'argomento Aghori, trovare delle copie degli articoli di Hernry Balfour "Life History of an Aghori Fakir" e di H. W. Barrow "On Aghoris and Aghoraphantis" per comprendere come ancora alla fine dell'ottocento ci fosse totale ignoranza nella stessa India riguardo il soggetto, cosa che probabilmente prosegue anche oggi, non solo in India




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