SUCCESSI E INSUCCESSI
Mussolini marcio’ su Roma con una truppa di camice nere.
Molti decenni più tardi, Berlusca marcio’ su palazzo Chigi, complice una troupe di TV Mediaset a colori PAL (1).
Quando si accinse a marciare su Bruxelles, fu tradito da una troupe di TV europee, le quali misero alla berlina la sua smorfia da commedia dell’arte fatta ad un tedesco (il suo consigliere diplomatico non gli aveva detto che l’Europa é diversa dall’Italia).
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(1) PAL = standard di trasmissione del colore in TV
--------- Parigi, 6-7-03
CULTURE UN PO DIVERSE
L’ ICEBERG
Le Valutazioni
Mi riferisco all’articolo “Basta Pregiudizi” (sul CdS del 1-7) di Heinz J. Fischer, il quale scrive fra l’altro: “Tuttavia la mentalità dei popoli rimane ostinatamente la stessa”. E continua dicendo: “In base alla mentalità tedesca, queste pesanti accuse rappresentano ostacoli insormontabili per un candidato…”, con riferimento al conflitto di interessi non risolto, ai processi in sospeso ed alla concentrazione dei media in mano a Berlusca.
Successivamente c’é stato a Strasburgo un sorprendente battibecco tra il nuovo presidente del consiglio europeo e un deputato tedesco. Incidente che sorprende molti europei. Per i quali l’autorità e l’attendibilità di un presidente é anche legata alla sua capacità di servire il proprio Paese (e non ai suoi conflitti di interesse).
L’incidente non sorprende troppo chi ha visto altre esternazioni e gaffes del presidente (ricordo, ad esempio, quella sulla cultura mussulmana, che fece scorrere i giorni seguenti fiumi d’inchiostro e determino’ la necessità di chiarimenti a livello ambasciatori). Soprattutto non sorprende chi, avendo viaggiato per lavoro in Europa per trenta anni, ha osservato differenze notevoli, nell’ambito della U.E., nei comportamenti come nelle culture e nelle sensibilità.
Anni di paragoni ed esperienze in Europa mi spingono ad individuare le motivazioni culturali profonde di un incidente, cui potrebbero seguirne altri altrettanto spiacevoli (e negativi per l’immagine dell’Italia).
L’Iceberg
Il comportamento (ma soprattutto il passato) di Berlusconi che non piace ad un Tedesco, a un Francese o ad un Britannico é solo la punta dello iceberg. La parte immersa dello iceberg riguarda i comportamenti sociali in Italia e nel resto della U.E. (1).
Il quadro sociale relativo al resto della U.E (1) si puo’ sommariamente descrivere indicando quali sono i valori fondamentali in quelle società, le quali sono capaci di una vita sociale certamente più semplice di quella a cui noi siamo ormai abituati (essi sono listati nello Allegato 1). In tali società, nella vita sociale sono considerati degeneri (e credo siano l’eccezione), ad esempio, i seguenti fenomeni:
- sbandierare demagogicamente un programma prima delle elezioni, attuarne uno differente dopo;
- differenze sostanziali fra la formulazione dei diritti e leggi iscritte nella costituzione e nelle leggi e la relativa realizzazione pratica;
- elevate differenze fra i programmi delle infrastutture o servizi sociali che sono alla base delle decisioni prese e i successivi consuntivi finali.
In quelle società, che sono definite da Peyrefitte come “societés de confiance”, c’é in pratica davanti alle leggi e nella realizzazione dei diritti, una sola categoria di cittadini. Ed ognuno ottiene cio’ che gli spetta senza grandi sforzi (non serve il referente). Le capacità di condizionare il proprio futuro, per un popolo che ha adottato tali valori come patto sociale, sono elevate. Tali società arrivano a costruire una vita civile che non é impastata di emergenze, sorprese e insoddisfazioni. Potremmo accostare una società europea di tale tipo ad un grande fiume che scorre lento e calmo, senza grandi rischi di inondazioni.
Un emigrato purtroppo tende invece ad assimilare la vita sociale in molte regioni italiane ad un torrente che scorre irregolare, con ingorghi improvvisi e rischi di inondazioni.
LA DERIVA
La parte immersa dello iceberg riguarda le notevoli distanze fra i comportamenti diffusi che caratterizzano la vita civile in altri Paesi della U.E. e quelli diffusisi in Italia negli ultimi venti anni circa.
Non sembra necessario ricordare quali comportamenti si sono ormai diffusi in tante regioni d’Italia e in tanti settori. Posso pero’ dire che i comportamenti che erano diffusi in Italia trenta anni fa erano molto più vicini a quelli degli altri europei. A quell’epoca, nell’Italia sociale e politica, era ancora pretesa la serietà, la coerenza fra promesse ed azioni, fra doveri e comportamenti effettivi. Esisteva ancora una certa affidabilità di enti ed attori sociali, c’erano meno sorprese ed emergenze nella vita pubblica. A quell’epoca forse Berlusca non sarebbe stato accettato come premier.
Successivamente, abbiamo lentamente ma con continuità abbassato notevolmente la soglia di guardia dei comportamenti accettabili. Una attenta riflessione potrebbe indicare perché cio’ é successo. Ora si accetta di tutto, in un periodo confuso in cui molti Italiani si limitano ad occuparsi del proprio giardinetto, quasi rassegnati alle sopraffazioni. Cio’ non é successo, almeno in tale misura, nel resto della U.E. Ecco quindi le cause sommerse della deriva dalla Europa, che costituisce la parte sommersa dello iceberg.
Un emigrato in un Paese avanzato guarda i comportamenti prevalenti in Italia con occhiali europei, per cui arriva a valutazioni quali le seguenti (vedi anche gli Allegati):
- esistono in Italia (ma non in U.E.) due categorie di cittadini, quelli che “fanno i mazzi” (i VIPs del potere civile e di quelli nascosti) e quelli che...............hanno bisogno di un referente per avere cio’ che gli spetterebbe, se la costituzione e le leggi fossero ben fatte e ben applicate;
- la società sembra avviarsi verso uno scenario di delirio confusionale, ove tutto e il contrario di tutto puo’ succedere;
- gli usi (e i mercanteggiamenti) da sook si diffondono ormai in molte città.
Le disastrose conseguenze della mancanza di chiarezza, di riflessione e di organizzazione, che potremmo comprendere sotto il termine “confusionismo”, tipiche nell’Italia di oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Il confusionismo, l’improvvisazione, che sono italiane e non europee, sono la discriminante che distingue il sistema Italia dal resto della U.E..
Putroppo col confusionismo si puo’ sopravvivere per poco. Si rischia il disastro. Cio’ nonostante, sembra che si sia perso di vista il quadro generale della società e ci si ingolfa spesso nelle fatiche di Sisifo per restare a galla in settori particolari, talvolta caratterizzati da acque non trasparenti. Quindi, si perde la vista d’insieme e non si fanno paragoni con altri tipi di società.
A inizio secolo, nel mercato globale, é necessario adottare valori che sono comuni in altri Paesi e che permettono una vita civile meno confusa che in Italia. Anche per avere competitività. Tali valori, che esistevano in Italia, anche se non in misura sufficiente, si sono poi rarefatti, sembrano spariti dalla società di alcune regioni, a causa della nostra recente degradazione. Eccoli: l’organizzazione, la programmazione, la chiarezza della espressione orale e scritta (da preferire alle scelte intuitive), la logica, l’eguaglianza reale dei diritti dei cittadini, la selezione per merito, il realismo. E poi i valori primari che ne permettono la sopravvivenza: la serietà, la riflessione, la correttezza, la responsabilità, (vedi anche l’Allegato La Favola). Se avessimo diffusi tali valori in tutta la società, riusciremmo ad applicare completamente e pienamente la costituzione e le leggi. La società non avrebbe più strozzature (colli di bottiglia, dice Ciampi). E la competitività farebbe un balzo in avanti. Per ora non possiamo arrivare a tanto.
Il Futuro
Il futuro dipende dalla nostra capacità di realismo e riflessione. I quali sono necessarii per poter ambire ad avere una vita civile a misura europea e pretendere di essere competitivi. Il secondo obiettivo, la competitività, é possibile in una società trasparente (di tipo anglosassone), non in una società di tipo sudamericano, come é quella italiana.
I problemi della FIAT, la discesa del Paese nelle classifiche internazionali relative alla competitività, sono dei segnali. Visti i comportamenti diffusi, non son sicuro che ne terremo conto. Ma spero di sbagliarmi ad essere pessimista.
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
P.S. In due righe: Berlusconi é un premier accettato dagli Italiani (ma essi sono di bocca buona). Non é un presidente del consiglio europeo visto con simpatia dagli altri europei (che io chiamerei più serii e meno confusi), neanche per un breve periodo.
Per U.E. intendo qui gli altri Paesi della U.E., eccetto la Spagna e la Grecia, che non conosco abbastanza.
Allegati (chiedermeli):
Comportamenti europei
Mazzi e padrini
Una favola




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