Alcuni si lamentano che io sia così "campanilista". In realtà io non sono campanilista ma giustamente fiero di tutto ciò che La mia Sardinya ha ed offre di bello e di buono.
Ieri "L'Unione Sarda" ha pubblicato questo articolo.
L'azienda di Pietro Mastinu ne produce 8 mila litri per il mercato italiano e tedesco
Seneghe capitale dell'extravergine
L'olio per la prima volta nella guida dei migliori nel mondo
Per tutti è il simbolo della pace. Qualcuno però ne ha fatto anche un movimento politico. Altri "più semplicemente" l'unica fonte di reddito. Un lavoro. E pure fatto bene, tanto che la provincia di Oristano spicca nella guida dei migliori oli extravergini del mondo. Una pagina dedicata a Cuglieri, una a Villaurbana e una a Seneghe. Un record, l'oristanese diventa il cuore in Sardegna della produzione dell'olio di gran qualità e punto di riferimento in Italia. La novità di quest'anno è rappresentata dall'azienda di Seneghe Pietro Mastinu. Un ragazzo, trentadue anni, che ha capito come produrre un signor olio. E infatti i palati d'oro di tutto il mondo hanno voluto nel libro "L'extravergine-Guida ai migliori oli del mondo di qualità accertata" proprio il suo "S'Ena". A pagina 554, sezione Italia-Sardegna, ecco «l'olio extravergine d'oliva made in Seneghe (Oristano)». «Fa il suo esordio in Guida l'azienda agrituristica di Pietro Mastinu. Situata nel territorio di Seneghe, una delle zone della regione più vocate all'olivicoltura, questa struttura è stata fondata nel 1984. Si estende su una superficie complessiva di 30 ettari dei quali 4 sono destinati agli oliveti dove trovano posto mille piante di varietà manna, bosana e semidana», si legge nella guida. E poi giù con le descrizioni da addetti ai lavori: «Alla vista si presenta di un bel colore giallo dorato intenso con toni verdi, limpido. Al naso si esprime elegante e persistente, dotato di ricche note di erbe balsamiche con netto ricordo di salvia, mirto e menta, complesso e fruttato, con toni di pomodoro acerbo e cardo selvatico. In bocca è potente e fine, armonico, con note di cicoria e frutta secca in chiusura». «Esserci per noi è molto importante - afferma Pietro Mastinu - Vuol dire che viene apprezzato il nostro lavoro anche dagli esperti». Apprezzamenti che arrivano dopo anni di lavoro, che non riguardano solo ed esclusivamente i campi ma che non possono che partire dagli alberi, molti secolari. Dura la vita dell'olivicoltore, «almeno 14 ore al giorno nei momenti di raccolta». Parlando con Pietro Mastinu però ci si rende conto dei motivi che spingono un ragazzo a stare 14 ore al giorno sotto il sole cocente o la pioggia battente. «Se uno guarda solo l'aspetto economico è meglio che lasci perdere. L'olio non è mai pagato quanto dovrebbe e quindi diciamo che una famiglia si mantiene ma non si diventa ricchi. Le vere soddisfazioni sono altre: stare a contatto con la natura prima di tutto. Alcuni avvenimenti ti danno una gioia indescrivibile». Tanto per capire il suo lavoro, gli 8mila litri di olio "S'Ena" nascono in un solo, interminabile giorno. «È un lavoraccio, la mattina raccogliamo le olive, poi vengono pulite e infine passate in frantoio, dopo di che si imbottiglia». Tutto in casa? «La pulizia la cura un'altra azienda di Seneghe e per ora anche l'imbottigliamento», sottolinea Pietro Mastinu. Ed è lui che decide anche le quantità delle diverse varietà di olive che vanno lavorate insieme per finire nella stessa bottiglia. «Noi ad esempio abbiamo la semidana e la bosana. Per trovare il giusto "mix" ci vuole esperienza ma anche preparazione. Io ho partecipato a corsi di formazione dell'Ersat, che sono veramente utili. E poi carpisci i segreti girando per fiere, mostre e visitando altre aziende». Poche, di questo livello almeno, sono come la sua, a conduzione familiare: «Siamo un gruppo di amici che ci scambiamo favori a vicenda, ci aiutiamo tra noi. Io faccio qualcosa per uno e poi magari mi viene ad aiutare alla raccolta. Funziona così e forse è meglio così». La vera e grande sorpresa si ha quando Pietro Mastinu svela quali sono i mercati dell'olio oristanese e come si pubblicizza. «Noi vendiamo essenzialmente nel Nord Est d'Italia e in Germania. E vendiamo a persone che sono state da noi, a visitarci. I turisti che d'estate vengono in provincia fanno un salto in paese e nella nostra azienda. Magari comprano una bottiglia e quando tornano a casa ci chiamano o mandano l'e-mail con gli ordini. Fanno la scorta per tutto l'anno, 50 o 100 litri d'olio. Dopo di che la miglior pubblicità è il passaparola. Chi compra l'olio diventa anche un amico di famiglia e ci fa la pubblicità. Per ora, per un'azienda a conduzione familiare, va bene così. Per il futuro si vedrà». La prossima tappa dell'olio oristanese è Vinitaly, dove sarà presente anche "S'Ena", «e poi ci sarà il concorso Montiferru e poi ancora l'Ercole Olivari a Spoleto». Tra una mostra e una gara Pietro Mastinu prepara il suo matrimonio e la novità del prossimo anno, l'olio biologico. A proposito di biologico elimina in due battute quell'allarme reflui lanciato dallo studio commissionato dalla Provincia e che pare stesse colpendole terre dell'oristanese: «Ma come ci può essere allarme? L'olio non è un prodotto che inquina; ciò che è creato dalla natura mica la può distruggere». Michele Masala
27/02/2005
E ne approfitto per fare un sondaggino piccolo piccolo.
Come giudicate l'olio d'oliva come alimento e come condimento?




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