Lo studio rileva che sono 2 milioni 360 mila le famiglie che vivono in condizioni di povertà, pari al 10,6 per cento di quelle residenti nel nostro Paese. Gli italiani poveri sono in totale 6 milioni 786 mila, vale a dire l'1,8 per cento dell'intera popolazione
Non migliora nè peggiora la povertà nel nostro paese.
La rilevazione dell'Istat nel 2003 sulla povertà relativa (quella che si determina rispetto alla spesa media mensile per i consumi di una famiglia di due persone, la cui soglia è stata fissata a 869,50 euro), presentata oggi alla stampa, mostra un fenomeno stabile rispetto all'anno precedente. E' al di sotto la soglia di povertà il 10,6% delle famiglie; nel 2002 era l'11% (questo lieve calo per l'Istat, anche per effetto degli errori campionari non è significativo).
Si tratta di 2.360.000 di famiglie, complessivamente 6.786.000 individui, l'11,8% dell'intera popolazione. Ma dato ancora più rilevante è che è povera o quasi povera - ossia si avvicina sempre più alla soglia - circa una famiglia italiana su cinque. La povertà interessa ancora vari livelli il 18.5% delle famiglie italiane, che tradotto in numero assoluto vuol dire 4.119.950 nuclei; di questi, oltre un milione vive in condizione di estremo disagio, ossia spendono per consumi meno dell'80% della soglia che discrimina lo stato di povertà.
Le famiglie sicuramente non povere sono l'81,5% del numero totale (era l'81% nel 2002). Al Nord le famiglie sicuramente non povere sono l'89,5% di quelle residenti, al Centro la percentuale è dell'87,9% mentre nel Mezzogiorno del 65,8%.
Rispetto al 2002, non ci sono significative cambiamenti sulla povertà. E' confermata la difficoltà del Mezzogiorno: vive in questa area il 65,6% delle famiglie povere.
Al Sud, infatti, si concentra il 65,6% delle famiglie povere (1.548.000), ma solo il 32,6% di quelle residenti, contro il 24% del Nord e il 10,4% del Centro. E al Mezzogiorno è più elevata l'incidenza delle famiglie povere rispetto al totale di quelle residenti (21,3%, contro il 5,7% del Centro e 5,3% del Nord).
Più a rischio continuano a essere le famiglie numerose, gli anziani, le persone escluse dal mercato del lavoro e con un basso livello di istruzione.
MILLE EURO AL MESE
Tra le regioni del Mezzogiono il record delle famiglie povere spetta alla Sicilia, con il 25,5%, seguita da Basilicata (25,1%) e Calabria (24%).
Al Nord, dove la povertà interessa solo il 5,3% delle famiglie residenti, le punte più alte si toccano in Friuli Venezia Giulia (9,2%) e Trentino Alto Adige (8,7%, con un picco dell'11,1% a Bolzano).
L'indagine campionaria realizzata su 28 mila famiglie italiane, ci dice che ci sono quattro milioni di famiglie italiane che vivono con non più di mille euro al mese; che oltre il 20 per cento dei nuclei con 5 o più componenti è povero ma che nel Mezzogiorno si arriva al 30 per cento e al 31,3 se parliamo di famiglie con tre o più figli; che la condizione di chi ha più di 65 anni è sempre più critica ovunque, ma in particolare al Nord dove è stato registrato un peggioramento al contrario del Centro: qui i poveri tra le persone anziane sole sono diminuiti.
Stanno male le famiglie monogenitore: il genitore separato o single, chi è ormai in là con gli anni ma ha a carico un figlio che non lavora e tira avanti con la pensione; stanno male più o meno nella stessa misura uomini e donne, anche se poi il 79 per cento degli anziani poveri e soli sono di sesso femminile come pure l'85 per cento dei genitori single.
ARRETRATEZZA CULTURALE
Scarso livello di istruzione, esclusione dal mercato del lavoro o basso profilo professionale sono voci che compaiono molto spesso nel curriculum di chi è povero: appena il 4 per cento delle famiglie con persona di riferimento in possesso di un titolo di studio elevato vive in difficoltà economiche.
Mentre sono le famiglie di lavoratori autonomi quelle meno interessate dal fenomeno della povertà: tra queste è povero il 6,7 per cento contro l'8,2 delle famiglie di dipendenti.
Differenze culturali, differenze sociali, ma soprattutto differenze geografiche. Il 65 per cento delle famiglie povere risiede al Sud che tuttavia ospita solo il 32,6 per cento delle famiglie residenti nel nostro Paese.
Vista da un'altra prospettiva: è povero il 5,3 per cento delle famiglie che vivono al Nord, il 5,7 per cento di quelle del Centro e il 21,3 per cento di quelle del Mezzogiorno.
Un Paese dalle diseguaglianze sempre più marcate, un Paese - come dice Rosy Bindi - sempre più ingiusto.




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