



e mentre An ha diversi candidati alla presidenza delle regioni la Lega resta a bocca asciutta nonostante il vincente Gentilini e percentuali tra il 15 e 16 sia in Lombardia che in Veneto...forza Silvio...![]()
sondaggio del 04-03-2005 de L'espresso in Lombardia
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Veneto e Piemonte, il Carroccio si schiera
Ecco le punte di diamante del movimento per le Regionali. Con un obiettivo: essere determinanti
carlo passera
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Giochi fatti in Piemonte e in Veneto. I termini per la presentazione delle liste in vista delle prossime elezioni regionali del 3 e 4 aprile scadono oggi alle 12, ma il Carroccio ha già definito tutti i suoi uomini che correranno per rappresentare le insegne di Alberto da Giussano nei prossimi Consigli. Dopo i portabandiera lombardi, ieri sono stati resi noti anche quelli subalpini e veneti.
LA PATTUGLIA DEL “LEON”
Iniziamo da questi ultimi. Quattro nomi nel “listino regionale” della CdL: i primi due saranno consiglieri sicuri in caso di conferma (data quasi per scontata) di Giancarlo Galan alla guida del Veneto; i secondi hanno grandissime possibilità di essere comunque eletti, salvo improbabili scherzi della legge elettorale. Si tratta di Marino Finozzi, assessore uscente, schierato al secondo posto nel listino proprio dopo Galan; Franco Manzato, capogruppo in Regione (al sesto posto); l’ingegner Giampaolo Bottacin, classe 1969, volto nuovo della Lega Nord bellunese (decimo posto); infine, Andrea Astolfi, segretario del Carroccio di Rovigo (dodicesimo posto). A questo poker si affiancano gli uomini schierati sul territorio. A Treviso il segretario Gianantonio Da Re guida un gruppo ambizioso che vede secondo in lista l’uscente Federico Caner. Consiglieri regionali uscenti capilista anche a Padova (Maurizio Conte), Venezia (Enrico Cavaliere e Daniele Stival), Verona (Flavio Tosi) e Vicenza (Mara Bizzotto). «Sono loro gli uomini che dovranno portare le nostre istanze sul territorio e dovranno far comprendere alla gente i vantaggi del federalismo», commenta Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale veneto, che rivendica al Carroccio la vicepresidenza della giunta: «Da lì - spiega - saremo in grado di concretizzare i princìpi della devoluzione, con un decentramento non solo alle Regioni, ma anche a livello locale». I rappresentanti leghisti nel listino di Galan sono raddoppiati rispetto alla scorsa tornata, a conferma di un radicamento crescente che ha portato il movimento a raggiungere il 14,1 per cento alle scorse Europee (ma la sensazione è che i consensi stiamo crescendo ulteriormente). «Insomma, siamo un valore aggiunto notevole - chiosa Gobbo - Ci impegneremo affinché prevalga la logica di autogoverno del popolo veneto. A iniziare dalla stesura dello Statuto regionale, che dovrà sancire questo principio, promuovendo la valorizzazione della nostra lingua, della nostra identità, della nostra cultura». E la sinistra? Litiga a Venezia ed è poco credibile a livello regionale con l’aspirante governatore (rimarrà tale) Massimo Carraro costretto a fare l’equilibrista tra Margherita e centri sociali, moderati e sostenitori dell’abolizione della proprietà privata. Vita grama, insomma...
TORINO NON SCELGA LA MERCEDES
Passiamo al Piemonte: gli uomini schierati dalla Lega sabauda rispondono a due requisiti fondamentali: dedizione alla causa e volontà di apportare energie fresche in un momento di forte espansione sul territorio. Due i nomi inseriti nel cosiddetto “listino”, che in caso di vittoria del centrodestra saranno sicuramente eletti consiglieri regionali (salvo sorprese nel conteggio dei voti, che appaiono molto improbabili): si tratta di Oreste Rossi ed Enrico Montani. Il primo, alessandrino, non ha bisogno di alcuna presentazione: presidente uscente del Consiglio regionale, già capogruppo della Lega e deputato in Parlamento, una garanzia. Sarà terzo in lista, dietro al governatore Enzo Ghigo e al vicepresidente uscente di giunta, William Casoni (An). Montani, invece, ottavo nel listino, sarà un volto nuovo a palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale. Proviene dal Verbano-Cusio-Ossola (è anzi segretario provinciale della Lega locale), è vicesegretario piemontese «ma soprattutto responsabile organizzativo, ovvero è colui che ha rimesso in piedi il Carroccio in tutta la regione», spiega Roberto Cota con soddisfazione. Due nomi forti, insomma, ai quali si affiancano gli altri capilista sul territorio. Gente come il segretario Stefano Allasia, Gianfranco Novero (rappresentante del Canavese), Maurizio Donadeo (Giovani padani), la commercialista Paola Gobetti e l’avvocato Luca Procacci per Torino; il consigliere regionale uscente Claudio Dutto per Cuneo; lo stesso Oreste “Tino” Rossi ad Alessandria; l’assessore Stefano Monteggia e Maria Piera Pastore (enti locali federali Lega Nord) per Novara; l’assessore provinciale Francesco Borasio per Vercelli; il consigliere Roberto Simonetti a Biella; il segretario Giovanni Scotti ad Asti; Michele Marinello, presidente del consiglio comunale di Domodossola, insieme a Montani per il Vco.
Rispetto alla composizione del listino, Cota esprime un giudizio favorevole: «Abbiamo avuto quel che ci spetta. Potevamo anche pretendere di più, ma non siamo a caccia di poltrone.
Alla scorsa tornata avevamo un solo rappresentante nel listino, ora abbiamo raddoppiato sulla scorta della crescita del movimento in Piemonte (dal 5,9 per cento delle Politiche 2001 all’8,2 per cento delle Europee 2004)». Obiettivi? «Vogliamo certo tornare a governare. Ma vogliamo, soprattutto, essere determinanti, anche numericamente, in Consiglio regionale».
Perché se Ghigo ha meritato un’ampia sufficienza in questi anni di governo, «noi vogliamo che il suo prossimo mandato sia almeno... da 9! Gli chiediamo una riforma della sanità, ormai è indifferibile. E crediamo che i nostri uomini possano dare il loro contributo...». Dunque un leghista alla guida dell’assessorato, seguendo l’indicazione che vuole il Carroccio a gestire le materie devolute? «Ci vogliamo provare, credo sia giusto che un leghista porti avanti questa riforma». Un’ultima battuta sull’avversaria di Ghigo, la diessina Mercedes Bresso: «In un momento di crisi della Fiat, spero proprio che gli elettori piemontesi non vogliano favorire una Mercedes!».
centrale@lapadania.net
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[Data pubblicazione: 05/03/2005]
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf
ma che sondaggio idiota è?
Non hanno tenuto conto di Panto...comunque spero che LN+LFV+PNE=20%


Effettivamente!Originally posted by PINOCCHIO
ma che sondaggio idiota è?
Non hanno tenuto conto di Panto...comunque spero che LN+LFV+PNE=20%
E anche la percentuale della Mussolini mi sembra esageratamente bassa.


la liga veneta è fortemente in crescita in Veneto grazie alle battaglie anti-islam, anti-immigrazione, a difesa della nostra identità e tradizione...spiace non vedere Gentilini candidato Governatore del Veneto...sicuramente sarebbe arrivato al ballottaggio in vantaggio...per quanto riguarda Panto io credo che in Veneto non prenda più del 2%..sono anni che provano con queste leghe patacche (Movimento nord-est, liga fronte veneto...ecc.ecc..) ma non impensieriscono...


Per le regionali non c'è nessun ballottaggio.
http://ilselvaggio.jimdo.com/ Scaricatevi IL SELVAGGIO la vera origine e sviluppo delle razze umane
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CONTRO MONOTEISMO
http://www.thule-italia.net/religione/monoteismo.html
www.laliberacompagnia.org


se avessero candidato gentilini la cdl avrebbe fatto manbassa i nvenetoOriginally posted by L'Argonauta
la liga veneta è fortemente in crescita in Veneto grazie alle battaglie anti-islam, anti-immigrazione, a difesa della nostra identità e tradizione...spiace non vedere Gentilini candidato Governatore del Veneto...sicuramente sarebbe arrivato al ballottaggio in vantaggio...per quanto riguarda Panto io credo che in Veneto non prenda più del 2%..sono anni che provano con queste leghe patacche (Movimento nord-est, liga fronte veneto...ecc.ecc..) ma non impensieriscono...
Ma gli ordini da roma sono chiari.. mai nessun governatore leghista meno che mai in veneto ..
e al nano non resta che adeguarsi ...(e farci " adeguare" anche a noi ) anche se per me rischia molto di perdere in casa.. galan non vale nulla .


Il dato di Rifondazione in Veneto e' sballato, il che mi fa pensare che pure il sondaggio lo sia![]()


E' roba di Crespi, ex boss di Datamedia, ricordate? Diffidate, meglio altri istituti più noti e in genere più affidabili: Ipsos, SWG, magari anche IPR.Originally posted by yurj
Il dato di Rifondazione in Veneto e' sballato, il che mi fa pensare che pure il sondaggio lo sia![]()