Marco Travaglio - Wikipedia
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Nel 2000 è stato condannato in sede civile,[27][28] dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo sull'Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[29][30].
Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85mila euro (più 31mila euro di spese processuali) per un errore di omonimia contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001. In esso, a pagina 537, si descriveva «Fallica Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia», «Commerciante palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccicché... condannato dal Tribunale di Milano a 15 mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel collegio di Palermo Settecannoli». L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso. Fonte: Il diritto dell'informazione e dell'informatica,
http://www.giur.uniroma3.it/material...encovich-2.pdf
Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12mila euro più 4mila di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era era risultato inquisito. Fonte: Il diritto dell'informazione e dell'informatica,
http://www.giur.uniroma3.it/material...encovich-2.pdf
Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26.000 euro, a causa dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari"[31] pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006.[32] La sentenza è di primo grado e Travaglio ha dichiarato di stare preparando l'appello.[33]
Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12mila euro più 6mila di spese processuali per aver descritto la giornalista del Tguno Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio». Fonte: Il diritto dell'informazione e dell'informatica,
http://www.giur.uniroma3.it/material...encovich-2.pdf
Ad ottobre 2008 è stato condannato in primo grado[34] dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti, ad 8 mesi[35] di reclusione con sospensione condizionale e al pagamento di 100 euro di multa. Il reato, secondo il giudice monocratico, sarebbe stato commesso mediante l'articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato sull'Espresso il 3 ottobre 2002.[36] In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio è stato condannato in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20mila euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti. Travaglio ha dichiarato di voler ricorrere in appello.[37]
Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.[38][39]
Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione al risarcimento di euro cinquemila nei confronti del giudice Filippo Verde a causa di alcune affermazioni riguardo i precedenti penali del suddetto, riportate nel suo volume Il manuale del perfetto inquisito, giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite "in maniera incompleta e sostanzialmente alterata".[40]