articolo preso dall'Unione sarda di oggi L'Unione Sarda - L'Aquila, transumanza della solidarietà - venerdì 20/11/2009
L'autocolonna carica di aiuti è giunta ieri mattina nell'Abruzzo devastato dal sisma
L'Aquila, transumanza della solidarietà
Ai terremotati le prime greggi donate da tutti i pastori sardi
Venerdì 20 novembre 2009
Oggi alle 11 la cerimonia ufficiale di consegna del bestiame. Poi nel campo della Croce Rossa verrà offerto un pranzo con piatti sardi.
DAL NOSTRO INVIATO
MICHELE TATTI
L'AQUILA Ospitone ha emesso il suo primo belato ieri alle 11,45 a L'Aquila. L'agnellino chiazzato di nero è il primo testimone della “transumanza della solidarietà” partita mercoledì pomeriggio da Nuoro e arrivata, dopo una traversata via mare, nell'Abruzzo devastato dal terremoto dove stamattina, alla presenza di rappresentanti politici regionali e provinciali, 19 allevatori potranno ricostruire parte del capitale bestiame perso nel sisma di sette mesi fa dividendosi le prime 450 delle mille pecore donate da 350 pastori di tutta la Sardegna. A battezzare l'agnellino chiazzato di nero concepito nel Gennargentu e nato ai piedi del Gran Sasso con il nome del mitico re nuragico, è stato il leader del gruppo musicale nuorese degli "Istentales" Gigi Sanna, ideatore dell'iniziativa che è riuscito a coinvolgere prima la Coldiretti e poi la Regione sarda (comprese le agenzie agricole Agris e Laore) e a Nuoro Provincia e Camera di commercio.
I primi ad essere sorpresi per l'iniziativa sono stati gli agenti della polizia stradale che poco prima del raccordo anulare di Roma hanno bloccato i due camion dei fratelli Marchi di Gavoi convinti di trovarsi davanti a un normale trasporto-bestiame da controllare a dovere. Invece hanno visto fermarsi uno dopo l'altro i mezzi scortati dalla Protezione civile della Provincia di Nuoro, che ha offerto il supporto logistico alla spedizione dei pastori coordinando le squadre dei volontari delle associazioni di Oliena, Meana Sardo, Gadoni e Paff Quartu, veterani dell'emergenza abruzzese e tornati nelle zone terremotate insieme al gruppo di amici degli Istentales. Dopo il lungo viaggio, Ospitone ha sgambettato (con una sessantina di agnellini nati nei giorni scorsi, 450 pecore, una decine di capre partite dall'Ogliastra e cinque montoni selezionati del Sarcidano) nel recinto predisposto a fianco del campo della Croce rossa allestito alla periferia de L'Aquila, nell'area dell'ex Italtel dove annunciano l'iniziativa i manifesti de Sa paradura, il rito solidale dei pastori che in Sardegna offrono una pecora per ricostruire il gregge del pastore caduto in disgrazia o vittima di una calamità.
Già dalle operazioni di scarico del gregge, l'importanza dell'iniziativa appare chiara quando un omino (“abito nella zona rossa ancora inaccessibile per il terremoto”), si avvicina e chiede «due pecore per farle pascolare nel mio orto: almeno avrò il latte». Non può essere accontentato subito, perché i beneficiari sono già stati individuati secondo criteri rigidi dalla Coldiretti. Si spera però che il rito di Sa paradura faccia scattare la solidarietà tra i pastori abruzzesi: «Ci auguriamo che ognuno di loro regali a sua volta qualcuna delle pecore donate da noi - dice Giovanni Coccollone, imprenditore agricolo di Fonni, uno dei primi a credere nella multidisciplinarietà e ad aprire un centro di educazione ambientale in una cantoniera ristrutturata a “S'Arena”, nella vecchia strada Nuoro-Lanusei -. Sarebbe bello esportare in questa terra provata dal terremoto anche la cultura sarda della solidarietà». Anche gli organizzatori cercano un modo per moltiplicare gli effetti del gesto maturato negli ovili della Barbagia. «Non sarebbe male che Sa Paradura venisse riscoperta anche da pastori sardi emigrati nell'Italia centrale e in paesi qui vicino», dice Gianpiero Porcu, arrivato da Orune al seguito degli Istentales. Intanto stamattina alle 11 le pecore saranno ufficialmente consegnate ai loro nuovi proprietari alla presenza di rappresentanti politici regionali, poi nel campo della Croce rossa cena pranzo sardo per tutti e infine concerto di Gigi Sanna e della sua band. Un momento di gioia nell'Aquila trasformata in un grande cantiere dove le ferite del terremoto sono visibili in ogni angolo.




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