COLLEGAMENTI SARDEGNA: LA CONTINUITA' TERRITORIALE IN ITALIA
(ANSA) - ROMA - Il Regolamento comunitario 2408 del 1992 relativo all'accesso di vettori aerei comunitari nei collegamenti all'interno della Comunita' e' stato recepito per la prima volta in Italia attraverso la legge n.144 del 17 maggio 1999 con la quale e' stato delineato il quadro normativo per l'imposizione di oneri di servizio pubblico ovvero, (art 36, legge 144/99) l'attivazione del regime di continuita' territoriale per i collegamenti con la Sardegna e le isole minori della Sicilia. Il sistema e' stato successivamente allargato attraverso l'emanazione legislativa e l'ampliamento dell'ambito geografico. Il 23 dicembre del 2000 con la legge n. 388 artt. 135 e 136 e' stato previsto un cofinanziamento regionale non inferiore al 50% del contributo statale ed estesa l'applicazione del regime di continuita' territoriale agli scali aeroportuali della Sicilia e i principali aeroporti nazionali e, tra gli scali siciliani e quelli delle isole minori della Sicilia. L'anno seguente con la legge 488/2001 (art. 52, comma 35) sono stati attivati i collegamenti in regime di continuita' territoriale per Crotone e i principali aeroporti nazionali. Nel 2002 con la legge 289 (art 82, comma 1) e' stato previsto l'allargamento del regime anche per gli aeroporti di Alberga, Cuneo, Taranto, Trapani, Crotone, Bolzano e Aosta e per le isole di Pantelleria e Lampedusa. Infine, nel 2003 con la legge 350 (art 206) il sistema di continuita' territoriale e' stato previsto anche per gli scali di Reggio-Calabria-Messina e Foggia verso i principali aeroporti nazionali. Fino ad oggi i voli di collegamento effettuati in regime di continuita' territoriale attivi in Italia hanno interessato le seguenti rotte: Roma-Cagliari (operata da Alitalia dal gennaio 2002); la tratta Roma-Alghero, Milano-Alghero e Milano-Cagliari (operata da AirOne); la Roma-Olbia, Milano-Olbia (operata da Meridiana) per quanto riguarda la Regione Sardegna. In Sicilia i collegamenti operati da AirOne (dal 1 giugno 2003) hanno coperto le rotte Milano-Roma-Trapani, Trapani-Bari-Venezia, Trapani-Catania, Lampedusa-Trapani e Pantelleria-Trapani. I collegamenti con la Calabria operati in regime di continuita' territoriale da Alitalia sono stati attivati a partire dal 15 settembre del 2003 ed hanno interessato i voli da Milano a Crotone e da Roma a Crotone. A partire dal gennaio 2004, le compagnie che operano in regime di continuita' territoriale da e per la Sardegna, hanno accettato di non ricevere piu' la compensazione finanziaria. Il 31 dicembre 2004 il decreto legge che inquadrava a livello giuridico l'applicazione del regime per la fornitura di servizi aerei da e per la Sardegna e' scaduto ed il provvedimento emanato dal Ministero delle Infrastrutture (d.l. dell'8 novembre 2004) e' stato bloccato, in seguito al ricorso presentato da Alitalia, da una ordinanza di sospensiva emessa dal Tar del Lazio. Il decreto in questione apporterebbe delle modifiche al regime precedente, prevedendo la fornitura dei servizi di collegamento senza esclusiva ne' oneri di finanziamento a carico dello Stato. Il nuovo sistema di continuita' territoriale, in sostanza, offrirebbe alle compagnie la possibilita' di realizzare alcune nuove rotte, senza pero' usufruire di integrazioni o compensazioni pubbliche. L'adesione all'offerta, da comunicare entro 15 giorni dalla pubblicazione della stessa sulla Gazzetta ufficiale europea, comporterebbe per le compagnie l'accettazione dell'intero pacchetto sulle 18 rotte che dovranno essere 'coperte' in base a costi, numero di posti e fasce orarie prestabilite. A livello operativo la nuova offerta in continuita' territoriale riguarderebbe le rotte tra Alghero e Roma, Milano Bologna, Torino e Pisa; tra Cagliari e Roma, Milano, Bologna Torino, Pisa, Verona, Napoli e Palermo; infine tra Olbia e Roma, Milano, Bologna, Torino e Verona. (ANSA). Y37
10/03/2005 13:45
TASSONE: SU AEREI SARDEGNA POTREBBE DECIDERE CONSIGLIO STATO
(ANSA) - ROMA - Non e' escluso che la decisione finale sul provvedimento del Governo che indica le nuove linee guida del regime di continuita' territoriale per la Sardegna, potrebbe passare al Consiglio di Stato. Lo rileva, in una intervista rilasciata al sito Ansa Infrastrutture e Trasporti, il vice-ministro alle Infrastrutture Mario Tassone precisando che, in caso di sentenza sfavorevole da parte del TAR, sara' sempre possibile adire ad un secondo grado di giudizio, presso il Consiglio di Stato. Tuttavia, ha sottolineato Tassone, ''l'auspicio, in questo caso, e' che le parti in causa trovino la via di una soluzione consensuale. Se tutto cio' non avvenisse, pero', si potrebbe rovesciare il ragionamento precedente ovvero, potrebbe essere la parte soccombente a voler decidere di ricorrere al Consiglio di Stato''. Quanto al nuovo regime elaborato dal Governo il vice ministro ne ha ribadito la validita' e l'efficacia. Infatti, ha chiarito Tassone, ''il nuovo provvedimento non si e' trasfuso in una mera riedizione del precedente, ma si e' sviluppato come frutto di un'ulteriore, approfondita valutazione istruttoria e opera di rielaborazione. Insomma, non c'e' stato alcun restyling normativo, ma l'Amministrazione ha lavorato nel profondo, attenta alle esigenze dei cittadini e delle amministrazioni locali''. Inoltre, i vantaggi per i residenti nell'area ha aggiunto Tassone - riguarderanno l'estensione della platea di rotte interessate dal regime specifico legato alla continuita' territoriale (prima i collegamenti con la Sardegna riguardavano solo due scali nazionali: Roma e Milano) e la possibilita' di poter viaggiare su piu' destinazioni a prezzi convenienti. ''Con questo provvedimento ha concluso il vice ministro - e' stata immessa quella logica di sistema finora carente. Pertanto, eventuali crescite dell'offerta ed aumenti in termini di livelli di concorrenza non faranno altro che seguire il percorso tracciato secondo la logica di una futura e completa liberalizzazione di questo mercato''. (ANSA). Y37
10/03/2005 13:46
COLLEGAMENTI SARDEGNA: BRUXELLES INDAGA SU ONERI AEROPORTI
(ANSA) - ROMA - In seguito alla liberalizzazione del mercato del trasporto aereo, la Comunita' europea, al fine di impedire la concentrazione dei flussi di traffico negli aeroporti principali, ha attivato un sistema di protezione delle aree periferiche improntato allo sviluppo del territorio anche a livello regionale, elaborando a tal fine un Regolamento comunitario (n. 2408 del 1992) da far recepire nelle legislazioni nazionali. Il 4 marzo, la Commissione europea ha annunciato di aver avviato un'indagine sugli oneri di servizio pubblico imposti sulle rotte aeree con la Sardegna, sottolineando che l'inchiesta riguarda 18 rotte aeree tra tre aeroporti sardi (Alghero, Cagliari e Olbia) e i principali aeroporti della penisola italiana. Le perplessita' espresse dall'esecutivo Ue mirano a verificare l'adeguatezza di tali misure alle regole del mercato interno dei trasporti aerei: ''l'analisi preliminare della Commissione sugli oneri pubblicati dallo Stato italiano ha affermato Bruxelles - hanno rivelato l'esistenza di elementi tali da far sorgere seri dubbi sulla conformita' di tali oneri alla normativa europea''. Infatti, il Regolamento comunitario relativo all'accesso di vettori aerei Ue nei collegamenti all'interno della Comunita' ha disposto, attraverso l'art. 4, la facolta' per gli Stati Membri di individuare alcune rotte su cui imporre oneri di servizio pubblico. Secondo quanto indicato dall'articolo 4: ''uno Stato Membro puo' imporre oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei di linea effettuati verso un aeroporto che serve una regione periferica o in via di sviluppo all'interno del suo territorio o una rotta a bassa densita' di traffico, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo sviluppo economico della regione in cui si trova l'aeroporto, nella misura necessaria a garantire che su tale rotta siano prestati adeguati servizi aerei cui i vettori non si atterrebbero se tenessero conto unicamente del loro interesse commerciale''. Il controllo sull'adeguatezza dei servizi aerei va verificata, secondo le indicazioni Ue, tenendo in considerazioni alcuni fattori: l'interesse pubblico; la possibilita', in particolare per le regioni insulari, di far ricorso ad altre forme di trasporto; le tariffe e le condizioni che possono essere offerte agli utenti; gli effetti combinati dell'operare dei vettori presenti o intenzionati ad entrare nel mercato di riferimento. Proprio in ottemperanza delle disposizione indicate dal Regolamento comunitario, la Commissione ha dichiarato di voler ''esaminare approfonditamente vari aspetti'', ed in particolare ''il carattere essenziale dei collegamenti in questione per lo sviluppo economico delle aree della Sardegna interessate, nonche' l'impossibilita' di utilizzare collegamenti sostitutivi''. Infine, Bruxelles valutera' ''la conformita' dell'onere imposto ai vettori interessati a valorizzare come un insieme unico il pacchetto dei 18 collegamenti e dell'obbligo di offrire tariffe ridotte ai passeggeri per il solo motivo di essere nati o di avere parenti in Sardegna''. Per quanto attiene la compensazione degli oneri di servizio effettuata dallo Stato Membro, il Regolamento UE prevede l'obbligo di un contratto nel quale gli oneri stessi vengano precisati inoltre, gli stessi devono tenere conto esplicitamente dei costi e dei ricavi generati dal servizio. Dopo l'emanazione della normativa europea che tutela il diritto alla mobilita' per le aree periferiche e le piccole comunita', molti Stati hanno attivato questo tipo di servizio. In particolare, dal 1994 la Francia, il Portogallo, l'Irlanda, la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna e l'Italia hanno applicato il nuovo regime. In Italia, le indicazioni UE hanno trovato applicazione attraverso la legge n.144 del 17 maggio 1999 con la quale e' stato delineato il quadro normativo per l'imposizione di oneri di servizio pubblico, ovvero, l'attivazione del regime di continuita' territoriale per i collegamenti con la Sardegna e le isole minori della Sicilia. (ANSA). Y37
10/03/2005 13:46
COLLEGAMENTI SARDEGNA: 17 MARZO DECISIONE TAR,FUTURO INCERTO
(ANSA) - ROMA - Alla fine del 2004 il sistema che disciplina l'applicazione del regime di continuita' territoriale si e' inceppato e da qualche mese, malgrado la proroga del precedente decreto, il sistema delle agevolazioni tariffarie per i sardi vive uno stato di anarchia. Infatti, dopo la decisione del Tar del Lazio che ha confermato l'ordinanza di sospensiva del decreto dell'8 novembre 2004 sul nuovo regime aereo tra Sardegna e penisola in applicazione della legge sulla continuita' territoriale, le compagnie aeree si sono trovate a gestire liberamente le rotte. Il nodo sui collegamenti aerei da e per la Sardegna verra' sciolto il 17 marzo, quando i giudici amministrativi si pronunceranno sul futuro del provvedimento del ministro Lunardi che detta la nuova normativa in materia e, in sostanza, offre alle compagnie la possibilita' di realizzare alcune nuove rotte senza pero' usufruire di integrazioni o compensazioni pubbliche: il decreto sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo gennaio 2005, per due anni, fino al 31 dicembre 2007. La vertenza e' emersa in seguito al ricorso presentato da Alitalia, che ha dichiarato di non poter offrire il servizio (i collegamenti tra la Sardegna e 18 aeroporti italiani) senza oneri sociali. Infatti, le compagnie che attualmente operano i collegamenti con la Sardegna hanno espresso posizioni differenti circa la validita' del nuovo testo di legge. Lo scorso novembre durante un'audizione in Commissione Trasporti della Camera il Parlamento ha avuto modo di sondare le intenzioni delle compagnie italiane sul provvedimento: Meridiana e AirOne si sono dichiarate pronte ad offrire i collegamenti tra la Sardegna e 18 aeroporti italiani attraverso la sola imposizione degli oneri di servizio pubblico, senza esclusiva e senza oneri finanziari a carico dello Stato. Alitalia, invece, ha detto 'no' e si e' dichiarata pronta a garantire il servizio solo a fronte di oneri sociali. Per Alitalia il sistema scelto limiterebbe il mercato, imbrigliando l'offerta all'interno di tariffe non sostenibili a livello economico e che la societa' non potrebbe sostenere. L'adesione all'offerta contenuta nel nuovo sistema di continuita' territoriale, che dovra' essere comunicata entro 15 giorni dalla pubblicazione dell'offerta stessa sulla Gazzetta ufficiale europea, comporterebbe' per le compagnie l'accettazione dell'intero ''pacchetto'' sulle 18 rotte che dovranno essere 'coperte' in base a costi, numero di posti e fasce orarie prestabilite. A livello operativo la nuova offerta in continuita' territoriale riguarderebbe le rotte tra Alghero e Roma, Milano Bologna, Torino e Pisa; tra Cagliari e Roma, Milano, Bologna Torino, Pisa, Verona, Napoli e Palermo; infine tra Olbia e Roma, Milano, Bologna, Torino e Verona. Con l'inizio del nuovo anno la situazione e' diventata piu' complicata. La compagnia dell'Aga Khan infatti, prima ha annunciato che dal primo gennaio 2005 Meridiana avrebbe attivato tutti i 18 collegamenti da e per la Sardegna con l'applicazione della nuova normativa prevista dal decreto della Regione autonoma della Sardegna sulla Continuita' Territoriale e poi, ha proceduto per la sua strada attivandosi per richiedere gli slot per poter operare sui voli fra Cagliari Roma e Milano e da Alghero per Roma e Milano (attualmente operati da Alitalia ed AirOne). Mentre Governo e Regione in piena sintonia si sono dichiarati pronti ad attendere la comunicazione definitiva dell' Avvocatura dello Stato in merito alla sospensione dell' efficacia del decreto ministeriale, ad alzare i toni ed aggravare ancora di piu' le maglie della concorrenza ci ha pensato l'irlandese Ryanair, e lo ha fatto con un annuncio d'effetto: dal 28 aprile la compagnia low cost lancera' dieci voli al giorno da 4,99 euro per partenze da Roma verso Alghero, Venezia e Verona. Ora l'ultima parola sul futuro regime di continuiita' territoriale in Sardegna spetta ai giudici amministrativi, sempre che le parti non decidano di proseguire con le vie legali. Recentemente, a sollevare ulteriori dubbi sul nuovo regime dettato dal decreto dell'8 novembre 2004 e' intervenuta anche la Commissione Europea. Il 4 marzo Bruxelles ha annunciato di aver avviato un'indagine sugli oneri di servizio pubblico imposti sulle rotte aeree con la Sardegna, sottolineando che l'inchiesta riguarda 18 rotte aeree tra tre aeroporti sardi (Alghero, Cagliari e Olbia) e i principali aeroporti della penisola italiana. Le perplessita' espresse dell'esecutivo UE mirano a verificare l'adeguatezza di tali misure alle regole del mercato interno dei trasporti aerei: ''l'analisi preliminare della Commissione sugli oneri pubblicati dallo Stato italiano ha affermato Bruxelles - hanno rivelato l'esistenza di elementi tali da far sorgere seri dubbi sulla conformita' di tali oneri alla normativa europea''. Un altro tassello sulla vicenda lo ha inserito il presidente della Regione Sardegna Renato Soru, annunciando l'esistenza di una nuova direttiva comunitaria che consente convenzioni dirette con compagnie low cost. In sostanza, la direttiva Ue da' modo ai paesi membri - quindi anche all'Italia - di espletare gare pubbliche per favorire lo sviluppo del territorio attraverso convenzioni dirette con vettori che garantiscono voli a basso costo. Una soluzione, questa, che potrebbe essere presa in considerazione dalla regione Sardegna qualora il nuovo modello, previsto dal decreto Lunardi, che prevede complessivamente 18 rotte da e per l'Isola, dovesse incontrare degli intoppi. (ANSA). Y37
10/03/2005 13:47
CIAO
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