Stati Uniti d'America - 11.3.2005
L'arma del dolore
Gli Usa stanno sviluppando un'arma al plasma che provochi il massimo dolore possibile
L¹esercito statunitense sta finanziando gli esperimenti per sviluppare un¹arma capace di provocare, nel raggio di due chilometri, il massimo grado di dolore possibile senza causare danni permanenti. La nuova arma sarebbe per esempio utilizzabile per immobilizzare i partecipanti a una protesta di piazza. Ma secondo molti neurologi uno strumento del genere, oltre che deprecabile dal punto di vista etico, rischierebbe comunque di ledere il sistema nervoso centrale e persino di provocare la morte delle persone con salute fragile.
Proiettili al plasma. La ricerca, portata avanti dalla University of Florida, è venuta alla luce quando il Sunshine Project, un¹organizzazione statunitense che si occupa di monitorare gli studi sulle armi biologiche, ha portato alla luce il contratto con cui lo US Naval Studies Board ha commissionato gli esperimenti ai neurologi dell¹ateneo. Nel documento, ottenuto grazie alla legge sulla libertà dell¹informazione, si mette nero su bianco lo studio delle ³conseguenze sensoriali di impulsi elettromagnetici emessi con plasma indotto dal laser². Tutto riguarda i cosiddetti PEP (Pulsed Energy Projectiles), dei proiettili che azionano un impulso laser capace di generare un plasma che si espande quando colpisce qualcosa di solido, come una persona.
Gli effetti. Secondo un rapporto dello US Naval Studies Board del 2003 sulle armi non letali, redatto per la marina statunitense, i PEP hanno prodotto ³dolore e una temporanea paralisi² sugli animali sottoposti ai test. Dato che il plasma agisce sui neuroni che attivano la sensazione del dolore, il nuovo studio _ finanziato con 514mila dollari _ vuole trovare il modo di potenziare l¹effetto per renderlo efficace anche sull¹uomo. Il contratto chiede ai ricercatori di scoprire ³i parametri di impulso ottimali per provocare un picco nell¹attivazione sensoriale², in altre parole di capire quanto dolore è possibile provocare senza rischiare danni permanenti o la morte della persona.
I pareri dei neurologi. ³Tecnicamente, un¹arma che immobilizzi una persona esiste già _ dice Fabrizio Di Stani, medico del Centro di Terapia del dolore all¹ospedale Umberto I di Roma _ ma stiamo parlando delle pistole in dotazione alla polizia, che provocano una scarica elettrica. Un¹arma al plasma che agisca sui neuroni di tutti quelli che si trovano nel raggio di due chilometri mi sembra rischiosissima. Non si possono escludere danni sul sistema nervoso centrale². Secondo Di Stani, gli effetti dipenderebbero anche dalla distanza a cui si trova chi è colpito dal plasma. ³E¹ chiaro che a 20 metri l¹intensità dello stimolo sarebbe enorme. Utilizzare uno strumento del genere contro un gruppo di persone potrebbe essere estremamente pericoloso².
Per Franco Del Conno, primario del Reparto di Terapia del dolore e Cure palliative all¹Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ci sarebbe anche il rischio di morte. ³In caso di persone fragili di salute, uno stimolo così intenso potrebbe benissimo uccidere. I neuroni attivati vanno a gonfiare i vasi sanguigni, la circolazione sanguigna è sotto fortissima pressione. Non si tratta solo di danni al sistema nervoso centrale: se uno è debole di cuore, per esempio, provocargli un dolore fortissimo può farlo rimanere secco. Dal punto di vista etico, di un¹arma del genere penso tutto il male possibile².
Alessandro Ursic
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