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    Predefinito La Svizzera dovrà fare a meno di Swiss? - CdT

    La Svizzera dovrà fare a meno di Swiss?

    Ora che Lufthansa si appresta ad assorbire Swiss, ponendo fine ad una delle più ingloriose vicende svizzere degli ultimi anni, è lecito porsi qualche interrogativo sul ruolo giocato dalla politica e sui due miliardi iniettati tre anni fa dai poteri pubblici. Se la Confederazione non avesse permesso a Swiss di nascere sulle ceneri della defunta Swissair ora probabilmente non ci sarebbe nulla da vendere, l’hub di Zurigo sarebbe stato forse ridimensionato, la perdita dei posti di lavoro sarebbe stata superiore e il traffico aereo in Svizzera ne avrebbe risentito in modo pesante. La scelta di salvare il salvabile all’indomani del «grounding» era quindi difendibile. Ora c’è ancora qualcosa da offrire sul mercato, anche se a prezzo di liquidazione. Ma è un magro risultato. È possibile che il marchio Swiss possa sopravvivere e che l’hub di Zurigo continui a svolgere anche in avvenire il ruolo attuale. Ma non è da escludere che in un secondo tempo i termini del contratto siano modificati a danno della filiale svizzera. Le voci che corrono non sono incoraggianti e non a caso molti si dicono contrari a svendere la compagnia in questo momento, proprio quando si cominciava ad intravvedere la possibilità di conti in pareggio dopo la dolorosa cura dimagrante di questi tempi. E c’è anche chi, come il patron di Swatch Nicolas Hayek, suggerisce un nuovo intervento dell’ente pubblico per mantenere in Svizzera i centri decisionali ed evitare quella che appare a molti come l’agonia della compagnia. Non è facile rassegnarsi. E non si può dimenticare che per giungere a questo risultato l’incompetente management di Swissair ha fatto fondere come neve al sole la bellezza di 17 miliardi di franchi e che dei due miliardi versati dai poteri pubblici tre anni fa almeno 1,5 sono persi definitivamente. Come non sarebbe giusto dimenticare il sacrificio chiesto alla Crossair, che non esiste più, e i tagli di posti di lavoro intervenuti anche negli ultimi tempi. Tutto questo per dover poi cedere tutta la compagnia per un prezzo poco più che simbolico. Sulla fine ingloriosa di Swissair non è ancora stato scritto l’ultimo capitolo se è vero che la giustizia intende chiedere conto agli amministratori delle loro azioni dal punto di vista penale se non addirittura con l’obbligo di rifondere la perdita. Ma anche il capitolo Swiss è tutt’altro che edificante. Business plan rivelatisi poco realistici e modificati più volte, dirigenti cacciati, licenziamenti e dure vertenze sindacali è storia di questi tre tormentati anni di vita della nuova compagnia. Nel 2002, al momento del lancio, Swiss disponeva di un capitale di tre miliardi, due dei quali pubblici. Ora si negozia la transazione su una base di 65 milioni di euro e qualche garanzia riguardo al futuro. Incompetenza ed errori, dunque. Ma quel che è peggio è che una parte di amministratori che hanno portato al rovinoso risultato dell’era Swissair erano anche politici ai vari livelli cantonali e federali. Politici che prima del 2001 non hanno saputo vedere il disastro che arrivava nonostante i segnali premonitori. Politici-amministratori che hanno lanciato l’allarme quando era troppo tardi e hanno richiesto l’aiuto di Berna solo per tappare il buco. Si ricorderà che al momento di votare i milioni per permettere la prosecuzione dell’attività degli aeroplani bloccati a terra l’UDC si era chiamata fuori. Lo fece anche per prendere le distanze da quell’intreccio zurighese fra politica e affari (il cosiddetto «filz») che all’UDC non aveva lasciato molto spazio. Ma anche perché aveva previsto lo spreco dei soldi dei contribuenti. In ogni caso una brutta storia, che ha fatto perdere molto denaro a tanta gente e che anche verso l’estero espone la Svizzera ad una figuraccia. Dover vedere la fine della nostra compagnia di bandiera é già abbastanza triste. Ancora più doloroso è pensare a come ci si é arrivati. A meno che il Consiglio federale, in un sussulto di orgoglio, intervenga prima che sia troppo tardi e faccia in modo che Swiss rimanga indipendente.

    Carlo Manzoni
    Corriere del Ticino
    17/03/2005 23:18

  2. #2
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    Predefinito

    Grazie per l'interessante articolo.

    Che dire? Rispetto alle cifre menzionate (17 MILIARDI di CHF buttati!), il caso AZ sembra quasi una quisquilia...

    Ciao,

    CharlieTango
    Ciao,

    CharlieTango

 

 

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