I biancocelesti, più convinti, segnano con A. Filippini. Nella ripresa espulso Giannichedda, va in gol Cruz ma i nerazzurri sprecano e deludono: 17° pareggio
ROMA, 12 marzo 2005 - “Non possiamo regalare punti così, a livello di testa dobbiamo crescere ancora tantissimo”. Nelle amarissime parole di Juan Sebastian Veron c’è la spiegazione perfetta dell’ennesima deludente prestazione dell’Inter che stasera ha pareggiato 1-1 all’Olimpico contro una Lazio tutta cuore e grinta. Parole pesanti quelle dell'argentino, oggi osservato speciale di José Mourinho, venuto a vedere se potrà ancora far comodo al suo Chelsea che ne detiene il cartellino.
Pesanti anche perché se a marzo, e cioè il momento decisivo della stagione, questo gruppo non ha ancora acquisito la giusta mentalità c’è da chiedersi cosa possa riservare il finale. Il campionato è ormai andato, le X degli uomini di Roberto Mancini sono ora 17, i rimpianti invece non si contano più. Ma resta ancor più sconcertante il primo tempo praticamente non giocato di una squadra che deve ancora conquistare tutto, soprattutto uno dei due posti per la Champions 2006.
Si è vista infatti una partita dai due volti. Mancini ha risparmiato Cambiasso e Stankovic in vista del decisivo match contro il Porto. Ma la coppia Emre-C.Zanetti affiancata da Kily Gonzalez e Veron non spiega le gambe molli dei nerazzurri per tutta la prima parte di gara. Che è stata un festival degli errori da entrambe le parti. Le due squadre si sono affrontate in modo molto guardingo ma i padroni di casa sono stati sicuramente più aggressivi.
Giannichedda ha ringhiato e recuperato molti palloni a centrocampo. Liverani ha creato gioco, i fratelli Filippini sulle fasce hanno infastidito non poco Ze Maria e Zanetti che sono spesso stati costretti a non avanzare lasciando quindi isolati Emre e Veron che non sono mai riusciti a servire bene né Cruz né Adriano. I quali hanno peraltro cercato con costanza gli spazi prima di essere però sempre chiusi da Couto e da Siviglia.
Comunque con due squadre molto corte si sono visti tanti, troppi, errori di passaggi. Di occasioni da gol praticamente nessuna salvo un paio di punizioni, una di Oddo e una di Adriano che non hanno creato problemi ai due portieri. L’Inter un gol lo ha segnato al 28’ ma Trefoloni lo ha annullato per doppio fallo di mano di Adriano (ammonito). I nerazzurri hanno deluso ma siccome la Lazio non ha attaccato più di tanto a un certo punto hanno aumentato la pressione, specie quando Mancini ha spostato Veron al centro dirottando Emre a destra.
Ma a parte tre cross tutti ribattuti, di tiri in porta nemmeno l’ombra. E così su un contropiede dei biancocelesti nel finale è nato il gol di Antonio Filippini. Palla recuperata da Liverani, passaggio dentro per Emanuele Filippini e cross per il gemello che lasciato totalmente solo (Kily Gonzalez non pervenuto) ha battuto facilmente Toldo di testa.
Nella ripresa cambia tutto. L’Inter entra con un altro spirito e all’11’ c’è l’episodio che cambia la gara: Giannichedda riceve il secondo giallo per fallo di mano e viene espulso. I laziali hanno protestato a lungo perché qualche minuto prima Adriano aveva toccato col braccio dopo su uno stop di petto e non era stato ammonito. Ma forse di non corretta c’è stata solo la prima ammonizione di Giannichedda.
E’ comunque la svolta perché l’Inter inizia a premere e la Lazio arretra. Mancini inserisce Coco e Stankovic e al 25’ arriva il pari. Cross di Ze Maria, stacco vincente di Cruz e gol. Dentro anche Van der Meyde per provare a vincere ma nei minuti finali arrivano solo una traversa di Stankovic e un regolamento di conti di Muzzi che si vendica di un calcio di Materazzi e lo fa sanguinare al volto. Il volto di un’Inter eternamente ferita e incapace di trovare il sorriso.




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