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Rif: Alexandre Del Valle
Citazione:
Originariamente Scritto da
Anton Hanga
Il mio e' un discorso tagliato con l'accetta, per semplificare, ovviamente andrebbe preso in esame articolo per articolo, libro per libro, se vogliamo fare una critica sensata, ma chiaramente non ne ho il tempo ne' l'intenzione. Resti valida la distinzione tra Evola "studioso tradizionalista" ed Evola "mondano" (politica e costume) come criterio di valutazione. C'e' da aggiungere al discorso sui "cattivi allievi" che, esclusi minorati mentali e persone predisposte psicologicamente e moralmente a deviare verso certi lidi, molto spesso questi cattivi allievi in realta' sono degli esegeti animati da pregiudizi precedenti alla lettura di Evola (qui entra sia il caso del tizio di "destra" in senso becero, conservatore e filo-capitalista, che si mette a leggere E. e ne trae solo cio' che gli fa comodo, come anche l'agente provocatore che lo usa per deviare ed eterodirigere certi ambienti "antagonisti" ad uso e consumo del sistema) che cercano, in malafede ovviamente, di interpretarlo a tutto vantaggio delle attuali posizioni "terminali" della destra estrema o moderata che sia e per giustificarne l'involuzione.
Posto che "conservatore" non è una parolaccia, più che i filocapitalisti i pessimi esegeti di Evola sono quelli che lo leggono e automaticamente si sentono superuomini, non comprendendo che questo è tutto l'opposto di quanto dovrebbe fare un vero tradizionalista: tendere verso il meglio non ritenendosi mai abbastanza adeguato (almeno finché la questione non si dissolva in maniera definitiva, di fronte ad un ipotetico mutamento).
Per quanto riguarda l'Evola della politica contingente, potrà anche aver sbagliato ma erano anni diversi, ed è troppo facile sputare sentenze a posteriori. Ora come ora la sua supposta simpatia atlantista non avrebbe più alcuna ragion d'essere, quindi non ci sono scusanti.
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Rif: Alexandre Del Valle
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Originariamente Scritto da
Anton Hanga
Il mio e' un discorso tagliato con l'accetta, per semplificare, ovviamente andrebbe preso in esame articolo per articolo, libro per libro, se vogliamo fare una critica sensata, ma chiaramente non ne ho il tempo ne' l'intenzione. Resti valida la distinzione tra Evola "studioso tradizionalista" ed Evola "mondano" (politica e costume) come criterio di valutazione. C'e' da aggiungere al discorso sui "cattivi allievi" che, esclusi minorati mentali e persone predisposte psicologicamente e moralmente a deviare verso certi lidi, molto spesso questi cattivi allievi in realta' sono degli esegeti animati da pregiudizi precedenti alla lettura di Evola (qui entra sia il caso del tizio di "destra" in senso becero, conservatore e filo-capitalista, che si mette a leggere E. e ne trae solo cio' che gli fa comodo, come anche l'agente provocatore che lo usa per deviare ed eterodirigere certi ambienti "antagonisti" ad uso e consumo del sistema) che cercano, in malafede ovviamente, di interpretarlo a tutto vantaggio delle attuali posizioni "terminali" della destra estrema o moderata che sia e per giustificarne l'involuzione.
Non sono d'accordo sull'Evola mondano, se escludiamo alcuni articoli di politica contingente che lasciano a desidera l'Evola teorico politico non differisce da quello perennialista.
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Aristocle
Posto che "conservatore" non è una parolaccia, più che i filocapitalisti i pessimi esegeti di Evola sono quelli che lo leggono e automaticamente si sentono superuomini, non comprendendo che questo è tutto l'opposto di quanto dovrebbe fare un vero tradizionalista: tendere verso il meglio non ritenendosi mai abbastanza adeguato (almeno finché la questione non si dissolva in maniera definitiva, di fronte ad un ipotetico mutamento).
Per quanto riguarda l'Evola della politica contingente, potrà anche aver sbagliato ma erano anni diversi, ed è troppo facile sputare sentenze a posteriori. Ora come ora la sua supposta simpatia atlantista non avrebbe più alcuna ragion d'essere, quindi non ci sono scusanti.
Sostanzialmente concordo, se ci mettiamo anche noi a demonizzare Evola è finita.
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Rif: Alexandre Del Valle
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Spetaktor
Quello che dal suo eremo in corso Vittorio Emanuele a Roma (se non erro la via) analizzava gli sconvolgimenti politici del Mondo Moderno, secondo schemi vecchi, ammuffiti. Vuoi un esempio? L'articolo "il doppio liberalismo" (atualmente nella raccolta Idee per una destra) è una buffonata. Era un articolo che forse aveva la sua attinenza nell'Inghilterra vittoriana, ma non se riferito al PLI di Altissimo. Senza poi parlare degli articoli di "costume" sulla RAI-TV. Degni del peggior commentatore del corriere della sera o di libero. Certo, poi, si potrebbe dire "c'aveva da campà!"...
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Originariamente Scritto da
Spetaktor
Proprio perchè non dobbiamo farne dei "Maestri spirituali ai quali obbedire acriticamente" possiamo contestare l'apologia di Pinochet, il tentativo di proporre una Grande Destra con monarchici, MSI e PLI, la durissima critica alle tendenze socialiste della Repubblica Sociale Italiana, il descrivere il bolscevismo (inteso in senso negativo, ovviamente) come "insito nello spirito degli slavi" (propagandando quella sottile, ma nemmeno troppo, slavofobia presente in gran parte della destra del dopoguerra). Solo per citare alcuni esempi.
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Originariamente Scritto da
Anton Hanga
Il mio e' un discorso tagliato con l'accetta, per semplificare, ovviamente andrebbe preso in esame articolo per articolo, libro per libro, se vogliamo fare una critica sensata, ma chiaramente non ne ho il tempo ne' l'intenzione. Resti valida la distinzione tra Evola "studioso tradizionalista" ed Evola "mondano" (politica e costume) come criterio di valutazione. C'e' da aggiungere al discorso sui "cattivi allievi" che, esclusi minorati mentali e persone predisposte psicologicamente e moralmente a deviare verso certi lidi, molto spesso questi cattivi allievi in realta' sono degli esegeti animati da pregiudizi precedenti alla lettura di Evola (qui entra sia il caso del tizio di "destra" in senso becero, conservatore e filo-capitalista, che si mette a leggere E. e ne trae solo cio' che gli fa comodo, come anche l'agente provocatore che lo usa per deviare ed eterodirigere certi ambienti "antagonisti" ad uso e consumo del sistema) che cercano, in malafede ovviamente, di interpretarlo a tutto vantaggio delle attuali posizioni "terminali" della destra estrema o moderata che sia e per giustificarne l'involuzione.
Sicuramente Anton Hanga in questa parte ha ragione. Evola ha scritto numerosissime cose, su moltissimi argomenti, in periodi diversissimi - non solo della sua vita, ma anche della storia dell'Europa. Per quanto mi riguarda apprezzo oltre all'Evola studioso della Tradizione europea - e non solo - anche l'Evola che frequenta gli ambienti (e si mantiene in contatto con i membri rilevanti) della Rivoluzione Conservatrice tedesca, l'Evola che cerca una neo-sintesi ghibellina tra Italia Fascista e Germania Nazionalsocialista durante le varie conferenze all'Ordensburgen delle Waffen SS, l'Evola che compie missioni diplomatiche ed interviste con i capi del Fascismo europeo tra cui Corneliu Zelea Codreanu, l'Evola che cerca di proporre una dottrina della razza al Fascismo italiano, l'Evola che caduta tutta questa gloriosa fase storica tenta di tirare le somme, fare un bilancio e riorientare la battaglia, cercando di delineare - con anni di anticipo - la situazione che è venuta a predominare in Occidente. Un rammarico che ho è il fatto che Evola non abbia approfondito le sue analisi sul Mondo slavo e soprattutto non è riuscito (per colpa del tempo) - pur cercando di abbozzarla - la società multietnica che si sta creando in Occidente, distuggendo l'Europa (ma ci hanno pensato altri; penso rispettivamente a Dugin e Freda che si situano nello stesso solco travviato da Evola). Il resto sono solo contingenze politiche legate al periodo storico e in gran parte superate dai fatti della storia. Per quanto riguarda il tipo umano che si è appropriato di questo bagaglio culturale si mischia benissimo con alcuni frangenti della Destra Radicale degli Anni 90 e con alcune derive moderne di alcuni movimenti politici - ma mi sembra che parlandone si dia troppa importanza a questo falso problema.
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Rif: Alexandre Del Valle
Citazione:
Originariamente Scritto da
Midgard
Sicuramente Anton Hanga in questa parte ha ragione. Evola ha scritto numerosissime cose, su moltissimi argomenti, in periodi diversissimi - non solo della sua vita, ma anche della storia dell'Europa. Per quanto mi riguarda apprezzo oltre all'Evola studioso della Tradizione europea - e non solo - anche l'Evola che frequenta gli ambienti (e si mantiene in contatto con i membri rilevanti) della Rivoluzione Conservatrice tedesca, l'Evola che cerca una neo-sintesi ghibellina tra Italia Fascista e Germania Nazionalsocialista durante le varie conferenze all'Ordensburgen delle Waffen SS, l'Evola che compie missioni diplomatiche ed interviste con i capi del Fascismo europeo tra cui Corneliu Zelea Codreanu, l'Evola che cerca di proporre una dottrina della razza al Fascismo italiano, l'Evola che caduta tutta questa gloriosa fase storica tenta di tirare le somme, fare un bilancio e riorientare la battaglia, cercando di delineare - con anni di anticipo - la situazione che è venuta a predominare in Occidente. Un rammarico che ho è il fatto che Evola non abbia approfondito le sue analisi sul Mondo slavo e soprattutto non è riuscito (per colpa del tempo) - pur cercando di abbozzarla - la società multietnica che si sta creando in Occidente, distuggendo l'Europa (ma ci hanno pensato altri; penso rispettivamente a Dugin e Freda che si situano nello stesso solco travviato da Evola). Il resto sono solo contingenze politiche legate al periodo storico e in gran parte superate dai fatti della storia. Per quanto riguarda il tipo umano che si è appropriato di questo bagaglio culturale si mischia benissimo con alcuni frangenti della Destra Radicale degli Anni 90 e con alcune derive moderne di alcuni movimenti politici - ma mi sembra che parlandone si dia troppa importanza a questo falso problema.
:giagia:
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Rif: Alexandre Del Valle
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Aristocle
Posto che "conservatore" non è una parolaccia, più che i filocapitalisti i pessimi esegeti di Evola sono quelli che lo leggono e automaticamente si sentono superuomini, non comprendendo che questo è tutto l'opposto di quanto dovrebbe fare un vero tradizionalista: tendere verso il meglio non ritenendosi mai abbastanza adeguato (almeno finché la questione non si dissolva in maniera definitiva, di fronte ad un ipotetico mutamento).
"conservatore" non e' una parolaccia, ma oggi lo e' diventata. Posto che la definizione implica la volonta' di conservare l'esistente (e secondo me non c'e' nulla che valga la pena di conservare oggi visto che tutto e' gia' stato sovvertito). In genere la mentalita' conservatrice e' quella che tende ad idealizzare gli anni dell'infanzia e della giovinezza ed a voler a tutti i costi difendere tale visione contro un presente e un futuro prossimo avvertiti come degradati. Oggi un conservatore tipo (dipende dall'eta') e' un nostalgico degli anni del Drive In, della girella mangiata mentre si guardavano i cartoni animati giapponesi in televisione, della preghierina a Gesu' bambino a Natale, del look paninaro, ecc. personaggi come Santanche', Storace, praticamente tutta la Lega Nord, lo stesso Berlusconi a giorni alterni rientrano in pieno in questa definizione. Quelli che vogliono il ritorno del Sacro Romano Impero, la societa' tripartita, il faraone divinizzato ecc. non sono i conservatori ma semmai i reazionari. Quindi questo e' il concetto di conservatorismo come lo intendevo nel precedente post, ovviamente non ha niente a che fare con il conservatorismo dell'ottocento/primi del novecento o peggio ancora con la "rivoluzione conservatrice", siamo agli antipodi.
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Per quanto riguarda l'Evola della politica contingente, potrà anche aver sbagliato ma erano anni diversi, ed è troppo facile sputare sentenze a posteriori. Ora come ora la sua supposta simpatia atlantista non avrebbe più alcuna ragion d'essere, quindi non ci sono scusanti.
Infatti sono intervenuto al post di Spetaktor precisando che non e' Evola ad essere di per se' un cattivo maestro quanto piuttosto, per una serie di circostanze che ho spiegato, la sua lettura oggi porta nella maggior parte (?) dei casi a produrre cattivi se non pessimi allievi. Precisando ulteriormente che non sono gli studi tradizionalisti quelli pericolosi, ma i suoi saggi politici e di costume che creano i Del Valle i carli martelli e compagnia.
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Rif: Alexandre Del Valle
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Originariamente Scritto da
Midgard
Sicuramente Anton Hanga in questa parte ha ragione. Evola ha scritto numerosissime cose, su moltissimi argomenti, in periodi diversissimi - non solo della sua vita, ma anche della storia dell'Europa. Per quanto mi riguarda apprezzo oltre all'Evola studioso della Tradizione europea - e non solo - anche l'Evola che frequenta gli ambienti (e si mantiene in contatto con i membri rilevanti) della Rivoluzione Conservatrice tedesca, l'Evola che cerca una neo-sintesi ghibellina tra Italia Fascista e Germania Nazionalsocialista durante le varie conferenze all'Ordensburgen delle Waffen SS, l'Evola che compie missioni diplomatiche ed interviste con i capi del Fascismo europeo tra cui Corneliu Zelea Codreanu, l'Evola che cerca di proporre una dottrina della razza al Fascismo italiano, l'Evola che caduta tutta questa gloriosa fase storica tenta di tirare le somme, fare un bilancio e riorientare la battaglia, cercando di delineare - con anni di anticipo - la situazione che è venuta a predominare in Occidente. Un rammarico che ho è il fatto che Evola non abbia approfondito le sue analisi sul Mondo slavo e soprattutto non è riuscito (per colpa del tempo) - pur cercando di abbozzarla - la società multietnica che si sta creando in Occidente, distuggendo l'Europa (ma ci hanno pensato altri; penso rispettivamente a Dugin e Freda che si situano nello stesso solco travviato da Evola). Il resto sono solo contingenze politiche legate al periodo storico e in gran parte superate dai fatti della storia. Per quanto riguarda il tipo umano che si è appropriato di questo bagaglio culturale si mischia benissimo con alcuni frangenti della Destra Radicale degli Anni 90 e con alcune derive moderne di alcuni movimenti politici - ma mi sembra che parlandone si dia troppa importanza a questo falso problema.
Infatti tutta la "letteratura" evoliana anteguera è di ESTREMO INTERESSE,
come lo sono anche
ORIENTAMENTI
GLI UOMINI E LE ROVINE
RIVOLTA CONTRO IL MONDO MODERNO
ma ecco...non ne farei un santone...nè un cretino
come ho scritto in altro thread,
quando trattava argomenti strettamente politici e storici...era piuttosto mediocre.
Come tradizionalista...veramente un'eccellenza.
Diciamo che nella "Biblioteca Personale di Formazione", Evola non può mancare, come non possono mancare Romualdi, Lenin, Stalin, Freda, LaRochelle, Dugin, Spengler, etc...
preciso che io per "formazione" intendo quella metapolitica non e non quella strettamente politica ed ideologica.
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Rif: Alexandre Del Valle
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Anton Hanga
Il mio e' un discorso tagliato con l'accetta, per semplificare, ovviamente andrebbe preso in esame articolo per articolo, libro per libro, se vogliamo fare una critica sensata, ma chiaramente non ne ho il tempo ne' l'intenzione. Resti valida la distinzione tra Evola "studioso tradizionalista" ed Evola "mondano" (politica e costume) come criterio di valutazione. C'e' da aggiungere al discorso sui "cattivi allievi" che, esclusi minorati mentali e persone predisposte psicologicamente e moralmente a deviare verso certi lidi, molto spesso questi cattivi allievi in realta' sono degli esegeti animati da pregiudizi precedenti alla lettura di Evola (qui entra sia il caso del tizio di "destra" in senso becero, conservatore e filo-capitalista, che si mette a leggere E. e ne trae solo cio' che gli fa comodo, come anche l'agente provocatore che lo usa per deviare ed eterodirigere certi ambienti "antagonisti" ad uso e consumo del sistema) che cercano, in malafede ovviamente, di interpretarlo a tutto vantaggio delle attuali posizioni "terminali" della destra estrema o moderata che sia e per giustificarne l'involuzione.
su evola, ha scritto un interessante profilo geminello alvi in "uomini del novecento" (adelphi, 1995)
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Rif: Alexandre Del Valle
Non ci siamo...
I filosofi seguaci di Besancon non sono affato evoliani... considerano Evola totalmente al di fuori del proprio raggio di azione.