Zelig, «No alla talebana, offende islamiche» L'Associazione donne musulmane italiane: «Non siamo offese, non è satira religiosa, solo presa in giro di paradossi e aspetti estremi» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Va bene la satira, le battute, le freddure. Ma prendere in giro le musulmane «non è per niente divertente», anzi, «è proprio di cattivo gusto» perché «offende la dignità di tante persone, in primis le migliaia di donne musulmane che vivono in Italia da tanti anni e si sentono pienamente emancipate». Ce l’ha con «Zelig» Khalid Chaouki, ventiduenne direttore del sito www.musulmaniditalia.com. Anzi, più precisamente con Rosalia Porcaro e il suo personaggio, l’afghana Assundham, definita una «piccola ma pericolosa gaffe» commessa dal «bellissimo programma» con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada il venerdì su Canale 5. «Zelig Circus e i suoi protagonisti ci stanno molto simpatici», scrive Chaouki in un editoriale, ma «nel caso della "talebana" la Porcaro non fa altro che ripetere lo stereotipo della musulmana schiavizzata dal marito o dall’uomo di turno, offendendo la dignità di tante persone»: e solo per «guadagnare ascolti e popolarità». Sarebbe meglio invece, consiglia alla comica napoletana, «confrontarsi sul palco con una musulmana vera e con lei discutere in tono satirico». Il problema, continua Chaouki, «è che oggi tutti possono dire tutto sull’Islam senza il minimo rispetto per la religione e per il milione di musulmani che vivono pacificamente in Italia».




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