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All'unione serve una Mercedes
Regionali. Nella competizione piemontese l'ex Publitalia Ghigo ha finalmente trovato il pane per i suoi denti. E' Mercedes Bresso
Nicola Tranfaglia
Per la prima volta,dopo un decennio,la partita tra l’Unione e la Casa delle libertà non é scontata in Piemonte.
Dopo che le due precedenti elezioni avevano segnato una vittoria netta da parte dell’ex funzionario di Pubblitalia Enzo Ghigo contro candidati deboli(nel primo caso Pichetto,traslocato in un baleno dalla presidenza dell’Unione Industriali a una candidatura di centro-sinistra,nel secondo Livia Turco, ministro del governo D’Alema,assente da vent’anni nella regione), ora lo scontro tra l’europarlamentare Mercedes Bresso e lo stesso Ghigo che tenta il terzo mandato appare almeno equilibrato.
Dalla sua la Bresso ha una recente elezione portata a termine con successo nel Nord-Ovest,dieci anni passati a reggere con indubbia efficacia la provincia di Torino e una personalità che può spingere i piemontesi a votare questa volta per il centro sinistra.
Anche perché le elezioni comunali e provinciali che si sono svolte negli ultimi tre anni hanno segnato costanti progressi per la coalizione di Prodi e una perdita costante soprattutto per Forza Italia e per la Lega Nord.
Da parte sua,Ghigo é colpevole di un vero disastro nella sanità regionale come nella politica culturale della regione ridotta esclusivamente alle sagre di paese e alle occasioni enogastronomiche. Inoltre i debiti della regione si sono più che raddoppiati durante il decennio e di questo proprio l’opinione pubblica più avvertita non può non tenere conto.
In compenso la dittatura mediatica, in termine di copie e di reti televisive, é pressocché totale giacché le perdite assai consistenti della Stampa(che in cinque anni ha perduto più di centomila copie)non hanno segnato un’espansione corrispondente dell'edizione regionale di Repubblica che resta ferma a poco più di diecimila copie nell’area metropolitana di Torino.
Il telegiornale regionale della Rai esibisce Ghigo ad ogni stormir di foglia tanto da risultare in grave difetto persino per l’Osservatorio regionale sulla comunicazione.
E questo dipende anche dall’orientamento fortemente rutelliano del giornale romano che critica,ma con molta prudenza,il governo regionale senza tentare neppure di parlare dei problemi insoluti che la giunta Ghigo si lascia alle spalle.
Ma saranno decisive,in ogni caso,le province piemontesi(da Asti e Alessandria a Vercelli e Novara) nel risultato elettorale giacché la provincia di Torino resta saldamente in mano al centro-sinistra, malgrado gli errori sempre maggiori che fa nell’ex capitale il sindaco Chiamparino che si é specializzato nell’attribuire tutti gli incarichi culturali di rilievo a uomini della Fiat con un servilismo nei confronti della grande azienda di cui non erano capaci neppure i sindaci democristiani degli anni cinquanta e sessanta. L’ultima gaffe é stata quella di cercar di chiamare l’ing. Cantarella alla guida dell’ATM,
fermato,a quanto pare,dagli esponenti prodiani della Margherita.
La partita così resta incerta e sarà decisa nelle ultime settimane, ma questa volta é possibile vincere,come dicono gli ultimi sondaggi e l’atmosfera diversa che si respira in Piemonte.
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