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Discussione: Il ritiro?Una Vittoria

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    Predefinito Il ritiro?Una Vittoria

    L’annuncio televisivo di Berlusconi sull’inizio del ritiro delle truppe italiane dal prossimo settembre rappresenta un chiaro successo della Resistenza irachena, una conferma lampante della sua forza politica e militare e del suo radicamento popolare. Il ritiro, benché siano ancora incerti i tempi ed indefinite le modalità, è anche una vittoria del movimento contro la guerra ed in particolare della sua parte più cosciente che si è mobilitata in questi due anni contro l’occupazione.

    IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO

    http://www.iraqlibero.at
    comitato_nazionale@iraqlibero.at

    Nel sito http://www.iraqlibero.at potete trovare informazioni, analisi ed altri documenti utili

    Questo bollettino contiene:

    1. VITTORIA DELLA RESISTENZA E DI CHI SI E’ OPPOSTO ALL’OCCUPAZIONE DELL’IRAQ
    2. SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DI SANT’ANNA - Comunicato
    3. SABATO 19 MARZO MANIFESTAZIONE A ROMA
    4. CHI HA PAURA DELLA RESISTENZA IRACHENA? Volantino che distribuiremo a Roma
    5. I PROSSIMI INCONTRI CON SAMMI ALAA’

    -----------------------------------------------------------

    VITTORIA DELLA RESISTENZA E DI CHI SI E’ OPPOSTO ALL’OCCUPAZIONE DELL’IRAQ

    L’annuncio televisivo di Berlusconi sull’inizio del ritiro delle truppe italiane dal prossimo settembre rappresenta un chiaro successo della Resistenza irachena, una conferma lampante della sua forza politica e militare e del suo radicamento popolare.
    Il ritiro, benché siano ancora incerti i tempi ed indefinite le modalità, è anche una vittoria del movimento contro la guerra ed in particolare della sua parte più cosciente che si è mobilitata in questi due anni contro l’occupazione.
    Quello che è certo è che si tratta di una clamorosa sconfitta del governo italiano. In poche battute televisive Berlusconi ha di fatto smentito due anni di menzogne: da quella sulla “missione di pace”, a quella sulla normalizzazione portata dalle elezioni, fino alla descrizione della resistenza come “terrorismo”.
    La Resistenza popolare c’è eccome, ed alla fine il pagliaccio di Arcore ha dovuto tenerne conto anche per cercare di migliorare un pò le sue prospettive elettorali.
    L’avventura neocoloniale italiana, perché di questo si tratta, si appresta così a finire con un mesto ritiro. BENE, anzi BENISSIMO.
    Berlusconi pensava forse ad una passeggiata abbastanza breve all’ombra dei carri armati americani. Magari, come Mussolini nel 1940, aveva messo in preventivo qualche modesta perdita, giusto per partecipare, sebbene in posizione del tutto subalterna, al tavolo dei vincitori.
    Gli è andata male. Dunque BENE, anzi BENISSIMO per la Resistenza irachena e per chi la sostiene.
    Naturalmente tutto ciò deve rafforzare la richiesta di ritiro immediato delle truppe. Una richiesta che, comicamente, proprio nel giorno dell’annuncio del capo del governo, l’opposizione di centrosinistra (con l’unica eccezione del PdCI) ha ritenuto di non porre all’ordine del giorno del parlamento.
    Berlusconi, Fini e tutti i nostrani servi dell’imperialismo americano pensavano di poter occultare il vero significato della partecipazione ad un’impresa di guerra con la farsa elettorale del 30 gennaio.
    Gli è andata veramente male. Ad un mese e mezzo da quell’imbroglio la situazione sul campo non è certo mutata, le componenti su cui dovrebbe reggersi il prossimo governo litigano tra loro, l’apertura del parlamento nato dalla truffa elettorale è stata salutata questa mattina dai colpi di mortaio della guerriglia....
    Ora più che mai: CON LA RESISTENZA FINO ALLA VITTORIA!

    16 marzo 2005

    *************************
    SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE A SANT'ANNA DI STAZZEMA

    Con la presenza di alcune centinaia di persone si è tenuta, domenica 13 marzo, la commemorazione congiunta dei martiri del nazismo, del fascismo e dell'imperialismo americano.
    La prima parte della manifestazione si è svolta a Sant'Anna di Stazzema, nella piazza che il 12 agosto 1944 fu teatro del massacro perpetrato dalle SS comandate da Walter Reder, dove si sono succeduti gli intervenuti di Francesco Giuntoli del comitato organizzatore, Marco Riformetti di Laboratorio Marxista, Roberto Massari dei Comitati Iraq Libero, Dante Bianchi partigiano della "Formazione Sodini", Hamza Piccardo segretario dell'UCOII e Sammi Alaa' dell'Alleanza Patriottica Irachena.
    L'ex presidente della commissione difesa della Camera, Falco Accame, impossibilitato ad essere presente per motivi di salute, ha inviato un messaggio.
    Tutti gli oratori hanno sottolineato le similitudini tra i crimini patiti da questa terra durante la seconda guerra mondiale e quelli sofferti oggi dal popolo iracheno a causa della criminale occupazione americana.
    Così come è stato ricordato non solo l'identico diritto a resistere, ma anche la necessità che tutti i democratici, tutti coloro che intendono lottare contro l'oppressione e l'ingiustizia, sostengano oggi in ogni modo l'eroica lotta della Resistenza irachena.
    A chiusura di una mattinata dall'alto valore simbolico, Dante Bianchi e Sammi Alaà, unendo idealmente le due resistenze, hanno deposto sul monumento che ricorda la strage del 1944 una corona di alloro dedicata ai martiri di Sant'Anna e di Falluja.
    A proposito del massacro compiuto dalle truppe USA nella città di Falluja nel novembre scorso, Sammi Alaà ha parlato di 40-50mila morti tra la popolazione civile. Insomma una carneficina gigantesca che continua ad essere oscurata in occidente dalla manipolazione e dalla disinformazione imperialista.

    Nel pomeriggio la manifestazione ha vissuto il suo secondo momento a Massa, dove si è tenuta un'assemblea sul tema "La lotta dei liberazione del popolo iracheno dopo due anni di Resistenza".
    Gli interventi introduttivi di Sammi Alaà, Gianfranco Castellotti, Roberto Gabriele ed Hamza Piccardo hanno aperto un dibattito che si è largamente incentrato sulle prospettive dell'iniziativa politica a sostegno della Resistenza irachena nel nostro paese.
    Se in Italia, due anni fa, scese in piazza il più grande movimento contro la guerra, oggi si registrano ancora grandi difficoltà ad affermare un sostegno aperto alla Resistenza, sostegno sempre più necessario proprio in virtù dell'assoluta centralità dello scontro in atto in Iraq nello scenario mondiale.
    A questo proposito molte sono state le denunce della collocazione di fatto filoimperialista del grosso della sinistra italiana. Dalla negazione della resistenza espressa nella teoria bertinottina della nonviolenza assoluta, alla censura che il quotidiano Il Manifesto ha voluto operare nei confronti di questa manifestazione, alle ambiguità di tanti settori "no global", c'è molto materiale di riflessione su una sinistra alla deriva che vuole accreditarsi in ogni modo presso gli USA e che non perde occasione per tessere accordi bipartisan di unità nazionale con il governo Berlusconi.

    Dalla manifestazione di domenica, per la partecipazione e per lo spirito unitario e di lotta che l'ha animata, viene certamente un contributo importante ad andare avanti, per costruire anche in Italia una resistenza diffusa ed organizzata ad un regime di guerra che intreccia la manipolazione mediatica del consenso con l'aperta repressione.
    Sarà certamente una battaglia lunga quanto decisiva per sconfiggere l'oppressione imperialista e per affermare gli ideali di giustizia e libertà. Chi ha manifestato ieri lo ha sicuramente ben presente, nella consapevolezza di rappresentare già oggi buona parte di coloro che si opposero alla guerra e che non intendono piegarsi al dominio americano.

    14 Marzo 2005
    COMITATI IRAQ LIBERO
    LABORATORIO MARXISTA

    *************************
    SABATO 19 MARZO MANIFESTAZIONE A ROMA

    I Comitati Iraq Libero invitano alla mobilitazione per la riuscita della manifestazione di sabato prossimo, in occasione del secondo anniversario dell’aggressione americana all’Iraq.
    Si tratta di una mobilitazione importante anche perché, al di là delle tante adesioni formali, in molti lavorano di fatto per il suo fallimento trincerandosi dietro alla concomitanza con altre manifestazioni, in primo luogo quella europea di Bruxelles.

    Unitamente ad altre realtà politiche e di movimento che intendono esprimere il pieno sostegno alla Resistenza irachena, manifesteremo tutti dietro lo striscione “CON LA RESISTENZA IN IRAQ – PER L’INTIFADA IN PALESTINA” con i colori nazionali iracheni (rosso, bianco, nero).
    L’appuntamento è per tutti alle ore 14 in piazza della Repubblica davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli di fronte alla fontana.

    Dato che esistono molte ambiguità nella gestione di questa giornata di mobilitazione, e dato che riteniamo ormai insostenibili le posizioni pilatesche che pur riconoscendo il “diritto a resistere” continuano ad aggirare il nodo del sostegno politico alla Resistenza, abbiamo ritenuto di rivolgerci ai manifestanti con un volantino che pubblichiamo di seguito.

    CHI HA PAURA DELLA RESISTENZA IRACHENA?
    volantino che distribuiremo sabato a Roma

    Il 19 marzo non è un giorno qualunque. E’ l’anniversario del criminale attacco americano all’Iraq.
    Due anni di occupazione – 250mila civili uccisi, 100mila incarcerati, 10mila desaparecidos, decine di migliaia di torturati – hanno mostrato di quali mostruosità sia capace l’imperialismo USA.
    Ma due anni di eroica lotta di Resistenza, in drammatiche condizioni di isolamento dovuto ad una sproporzione di forze militari, politiche e mediatiche senza precedenti nella storia, hanno dimostrato che resistere all’oppressione è non solo giusto, ma anche possibile.
    E’ questo l’insegnamento fondamentale che ci viene dalla lotta di liberazione del popolo iracheno, ed è questa la ragione fondamentale per cui tutte le forze che intendono sinceramente opporsi al disegno imperiale americano dovrebbero SOSTENERE ESPLICITAMENTE, senza se e senza ma, LA RESISTENZA.

    Accade invece che gli organizzatori italiani dell’odierna manifestazione continuino a limitarsi ad indicarne la legittimità, certo importante ma decisamente insufficiente, anziché il necessario SOSTEGNO.
    Accade invece che venga deciso di non dare la parola ad un rappresentante della RESISTENZA, cosa ben strana in una giornata dedicata alla lotta contro l’occupazione dell’Iraq.
    C’è insomma chi, pur riconoscendo il diritto a resistere – e ci mancherebbe altro! – continua a barcamenarsi pur di non doversi schierare.

    I Comitati Iraq Libero, che per primi hanno raccolto in Italia l’appello a manifestare il 19 marzo, che per primi hanno invitato tutte le componenti più avanzate del movimento contro la guerra a manifestare unitariamente, denunciano la pericolosità di questa posizione.
    Una posizione che non vuole fare i conti con alcune verità:
    1. Se non vi fosse stata la Resistenza armata agli occupanti lo stesso movimento contro la guerra in occidente si sarebbe definitivamente liquefatto. In altre parole: se siamo qui lo dobbiamo alla Resistenza.
    2. In Iraq, Bush lo ripete in continuazione, si gioca una partita decisiva. E’ quella la prima linea tra le pretese imperiali americane e chi, nelle diverse situazioni, vi si oppone.
    3. Non si contrasta il neoservilismo politicamente corretto alla Bertinotti con una linea semplicemente un pò più avanzata, ma che si rifiuta di fare i conti con le ragioni politiche e teoriche di quella deriva, che non esce da un “politically correct” sia pure un pò più a sinistra, che non vuole affrontare seriamente il nodo della lotta al regime bipolare

    Il 13 marzo, insieme a tante realtà che sono qui anche oggi, con l’adesione di personaggi importanti della politica e della cultura – da Giorgio Bocca a Gianni Vattimo, da Hamza Piccardo a Giulio Girardi, da Falco Accame a Domenico Losurdo, da Luigi Cortesi a Roberto Giammanco, da Costanzo Preve ad Aldo Bernardini – abbiamo manifestato a Sant’Anna di Stazzema per commemorare congiuntamente, con un gemellaggio simbolico con la città di Falluja, le vittime del nazismo, del fascismo e dell’imperialismo americano.
    Anche in questo caso il conformismo che porta alla prodiana Unione ha colpito.
    Lo ha fatto con una censura de Il Manifesto ad un’inserzione per la manifestazione di Sant’Anna, con la motivazione che la redazione di quel giornale non accetta, neppure a pagamento (a differenza dei paginoni di pubblicità dell’ENI i cui interessi non sono certo estranei alla presenza delle truppe a Nassirya), alcuna equiparazione tra la Resistenza italiana e quella irachena.

    Insomma, il punto è: siamo con la Resistenza irachena oppure no?
    La nostra posizione è nota e pensiamo sia condivisa dalla maggioranza di chi lotta contro la guerra e l’occupazione: siamo con la Resistenza non solo perché giusta ma anche perché decisiva, in questo contesto storico, nella battaglia più generale contro l’imperialismo.
    Chi continua a tergiversare non reca danno soltanto alla lotta del popolo iracheno, danneggia anche se stesso se il suo scopo è davvero quello di costruire un’alternativa in Italia.
    E’ su questo, in particolare, che invitiamo tutti a riflettere.

    Comitati IRAQ LIBERO

    *************************
    I PROSSIMI INCONTRI CON SAMMI ALAA'

    Mercoledì 16 marzo, nel pomeriggio, intervento a Controradio.

    Mercoledì 16 marzo, ore 21 – Firenze - Casa del popolo dell’Isolotto, via Maccari 104, incontro con il Comitato per la difesa del Kurdistan – dibattito e confronto sulla questione mediorientale e l’occupazione americana. Partecipano Sandro Targetti, consigliere provinciale del Prc e Claudio Pedretti del comitato del Kurdistan.

    Giovedì 17 marzo, ore 16 - Roma - Aula 6, Villa Mirafiori, Via C. Fea 2, Assemblea pubblica su "Resistenza internazionale: Iraq e Palestina".
    All'incontro, oltre a Sammi Alaà, parteciperanno Stefano Chiarini, Bassam Saleh e Daniel Amit.

    Venerdì 18 marzo, ore 16,30 – Poggibonsi (SI) – Conferenza stampa – Incontro con la stampa locale nella sede del circolo Prc.

    Sabato 19 marzo, ore 15 - Roma - Manifestazione nazionale in occasione del secondo anniversario dell'aggressione all'Iraq.

    COMITATI IRAQ LIBERO – 16 marzo 2005

  2. #2
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    A mio avviso bisognerà però vedere se quando se ne andranno cesserà anche la proprietà di imprenditori e banchieri statunitensi, europei e d'altra nazionalità sulle banche e sulle risorse idriche privatizzate a loro tornaconto. Solo allora si potrà affermare che la ribellione (come io chiamo quella che voi chiamate resistenza) abbia avuto successo.

  3. #3
    eh?
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    Possibile che l'Unione venga superata a sinistra dal Berlusca?
    solo più questa dovevamo vedere...

  4. #4
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    Sono 2 anni che andiamo dicendo che i balbettiii e l'ambiguita' della sinistra sul tema irakeno sono fatali per costruire una vera alternativa.

  5. #5
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    In origine postato da pietro
    Sono 2 anni che andiamo dicendo che i balbettiii e l'ambiguita' della sinistra sul tema irakeno sono fatali per costruire una vera alternativa.
    Soprattutto, se veramente avesse avuto la volontà, l'Unione col seguito che ha avrebbe potuto portare in paizza milioni di persone... sempre che lo avesse voluto.

  6. #6
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    Secondo me, l'annuncio del ritiro farà parte anche di una delle tante manovre elettorali che Berluscazzo sta attuando e attuerà per raggranellare futuri voti...

    Ma il vero motivo è ovviamente che gli amichetti Giorgino e Tonino hanno cambiato rotta, e quindi per leccare meglio è necessario seguirli!

  7. #7
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    Ultima ora:Berlusconi su pressione di forze occulte,si e' rimangiato tutto.
    Il "ritiro sicuro" e' divenuto "si auspica un ritiro" e state sicuri che diverrà "non ci ritiriamo".
    Questo quando dico che in democrazia comandano "altri"

  8. #8
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    Cmq è inutile che ci esaltiamo: è tutta una messainscena.

    Bush l'ha rimesso in riga e il Berlusca ha spiegato che era solo un auspicio... ma vada via er ciap!

    E poi non sarebbe comunque una vittoria perchè l'influenza occidentale rimarrebbe attraverso il governo fantoccio di Baghdad che si limiterà ad amministrare il paese in nome di Giorgino ed ei suoi interessi imperialistici.

    Sempre avanti, compagni!
    A pugno kiuso!

 

 

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