Un generale dell'Onu ha denunciato terribili atrocità nell'Ituri, nel nordest della Repubblica Democratica del Congo, ai danni della popolazione. Alcuni miliziani hanno cotto alla brace corpi umani per mangiarli e fatto lessare vive due bambine davanti agli occhi della loro madre. "I responsabili di queste atrocità saranno condotti davanti alla giustizia" ha dichiarato il generale olandese Patrick Cammaert.
Il generale ha aggiunto che la forza Onu sta cercando di privare la milizia delle sue forniture di armi, che a quanto pare passano dalla vicina Uganda. Il rapporto dell'Onu si basa su testimonianze raccolte durante un anno e che riferiscono di centinaia di rapimenti, di decapitazioni e di torture, di riduzione in schiavitù in campi di lavoro, nella pesca, per i lavori domestici o per schiavitù sessuale. "
Diversi testimoni hanno segnalato casi di mutilazione seguiti da morte o di decapitazione. E' stato riferito che organi vitali sono stati asportati e usati come amuleti magici. Ci sono anche informazioni secondo cui bambini (dell'etnia) Hema sono stati gettati su frecce conficcate nel terreno. Inoltre, vi sono stati casi di persone costrette da miliziani a nuotare nel lago Alberto, che separa il Congo dall'Uganda, fino ad annegare per sfinimento.
Uno dei testimoni, Zainabo Alfani, ha descritto in quali circostanze è stata costretta a guardare i ribelli uccidere e mangiare due dei suoi bambini nel giugno 2003. Un terzo bambino è sfuggito alla sorte perché, di soli sei mesi di vita, è stato considerato troppo piccolo per essere mangiato. Zainabo è stata violentata da numerosi ribelli e mutilata. E' morta domenica in ospedale, circa due anni dopo aver subito le torture, soccombendo all'Aids contratto durante gli atti di barbarie. La sua testimonianza è stata raccolta in febbraio ed è stata resa nota dopo il suo decesso per evitarle rappresaglie.


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