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Mamma mia, questa discussione è tremendamente delicata...
Premetto che ti parlo per quella che è la mia comprensione della questione:
Citazione:
Originally posted by Thomas Aquinas
Sì, ma questo "tutto ciò che è" ripete ancora l'"è" dell'essere, è un altro modo di dire essere, non è una definzione.
L'Essere si definisce solamente mediante se stesso.
Citazione:
Originally posted by Thomas Aquinas
Sicuro che noi non esistiamo? :)
Dipende. Da un punto di vista relativo si, sennò non starei qui nel soggiorno di casa mia a mandarti questo messaggio. Da un punto di vista assoluto evidentemente no, perchè solo l'Essere è.
Io sono (relativamente), ma solo l'Essere è (assolutamente). Dunque io sono l'Essere, ma l'Essere non è me. Anche tu sei l'Essere ma l'Essere non è te, et cetera. Tutti noi siamo relativamente, e solo l'Essere è assolutamente. Tutto il mondo è l'Essere, ma l'Essere non è tutto il mondo (che casino! :D).
Citazione:
Originally posted by Thomas Aquinas
Essoterica la nozione di essere? :confused:
Per l'appunto, NON E' essoterica, ma il suo contrario. Comunque credo di avere usato un termine sbagliato, in quanto forse era meglio dire: "Attenzione a non cadere nell'errore di iniziare un discorso metafisico con un linguaggio e delle categorie mentali TEOLOGICHE".
Ad esempio, se parliamo di "Dio", usiamo un linguaggio teologico, in quanto ci poniamo in un piano di comprensione delle cose che presuppone la dualità Creatore-creatura. Ma il concetto di "Essere" si pone in un altro piano di comprensione, nel quale questo rapporto si dissolve. La "creatura", infatti, ha una esistenza solamente relativa rispetto all'esistenza assoluta dell'Essere. Diciamo che "Dio" è il termine teologico che usiamo per esprime l'Essere assoluto che ci trascende (in quanto ognuno di noi è un essere relativo), ma in realtà, per usare un linguaggio che (a cagione di quanto ho detto sopra) è in realtà inadeguato, non esiste che Dio.
Al di là di queste cose (che riguardano piuttosto un discorso di "realizzazione spirituale") non bisogna dimenticare neanche che lo scopo principale dell'uomo è comunque la SALVEZZA, e la salvezza per un cristiano è mediante Cristo che fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ;)
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[QUOTE]Originally posted by Talib
Mamma mia, questa discussione è tremendamente delicata...
Premetto che ti parlo per quella che è la mia comprensione della questione:
L'Essere si definisce solamente mediante se stesso.
E gli si oppone logicamente il non essere...si si lo so, ma è una tautologia.
Dipende. Da un punto di vista relativo si, sennò non starei qui nel soggiorno di casa mia a mandarti questo messaggio. Da un punto di vista assoluto evidentemente no, perchè solo l'Essere è.
Io sono (relativamente), ma solo l'Essere è (assolutamente).
No, no: sei e basta. Attento a non cadere nell'univocità dell'essere alle Parmenide\Severino.
Dunque io sono l'Essere, ma l'Essere non è me.
Io non sono l'essere, se fossi l'essere sarei onnicomprensivo, trascendentale, ma sono finito.
Anche tu sei l'Essere ma l'Essere non è te, et cetera. Tutti noi siamo relativamente, e solo l'Essere è assolutamente. Tutto il mondo è l'Essere, ma l'Essere non è tutto il mondo (che casino! :D).
Allora...si può dire che io partecipo (in senso tomista) dell'essere. Essere che non è tuttavia un tutto indeterminato, ma una nozione con elementi molto precisi.
Per l'appunto, NON E' essoterica, ma il suo contrario. Comunque credo di avere usato un termine sbagliato, in quanto forse era meglio dire: "Attenzione a non cadere nell'errore di iniziare un discorso metafisico con un linguaggio e delle categorie mentali TEOLOGICHE".
Philosophia ancilla theologiae!
Ad esempio, se parliamo di "Dio", usiamo un linguaggio teologico, in quanto ci poniamo in un piano di comprensione delle cose che presuppone la dualità Creatore-creatura. Ma il concetto di "Essere" si pone in un altro piano di comprensione, nel quale questo rapporto si dissolve. La "creatura", infatti, ha una esistenza solamente relativa rispetto all'esistenza assoluta dell'Essere. Diciamo che "Dio" è il termine teologico che usiamo per esprime l'Essere assoluto che ci trascende (in quanto ognuno di noi è un essere relativo), ma in realtà, per usare un linguaggio che (a cagione di quanto ho detto sopra) è in realtà inadeguato, non esiste che Dio.
Il termine Dio può essere utilizzato in filosofia quando si realizza l'esistenza di un essere personale, dotato cioè di intelligenza e volontà. Solo Dio esiste "a titolo proprio", vero. Questo non significa che io non esisto, esisto in quanto partecipo dell'actus essendi. di per sè infinito, secondo la mia essenza limitata.
Al di là di queste cose (che riguardano piuttosto un discorso di "realizzazione spirituale") non bisogna dimenticare neanche che lo scopo principale dell'uomo è comunque la SALVEZZA, e la salvezza per un cristiano è mediante Cristo che fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ;)
Certo, infatti l'Ipsum Esse chi sarà mai? Oibò :)
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Sicuramente l'essere è Dio: "Io sono colui che è".
:)
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Certo.
Il problema di Talib, che è quello di tutta la filosofia, è conciliare l'essere con gli enti, il finito con l'infinito, l'uno coi molti. La tentazione di molti filosofi è stata quella di tagliare uno dei due..
Si deve concludere che c'è alternativa tra l'essere filosofi e l'essere cristiani?
No: la nozione tomista, e solo quella tomista, di partecipazione, permette di affermare sia l'Essere, sia gli enti.
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Citazione:
Originally posted by Thomas Aquinas
Certo.
Il problema di Talib, che è quello di tutta la filosofia, è conciliare l'essere con gli enti, il finito con l'infinito, l'uno coi molti. La tentazione di molti filosofi è stata quella di tagliare uno dei due..
Si deve concludere che c'è alternativa tra l'essere filosofi e l'essere cristiani?
No: la nozione tomista, e solo quella tomista, di partecipazione, permette di affermare sia l'Essere, sia gli enti.
Ottima conclusione.
Noi siamo perchè siamo "di" e "in" Dio.
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Sì, il nostro essere è dato, ricevuto.
L'essere infinito è delimitato in noi da una essenza finita e ci compete in modo limitato.
La partecipazione coinvolge solo il partecipato così, per così dire, se a noi cambia tutto nel partecipare, a Dio non cambia nulla, nulla a lui viene aggiunto o tolto.
Come quando una persona gioisce e un amico partecipa della sua gioia, la partecipazione non toglie nulla alla gioia del primo amico. Così a livello ontologico.
:)
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Citazione:
Originally posted by Thomas Aquinas
Sì, il nostro essere è dato, ricevuto.
L'essere infinito è delimitato in noi da una essenza finita e ci compete in modo limitato.
La partecipazione coinvolge solo il partecipato così, per così dire, se a noi cambia tutto nel partecipare, a Dio non cambia nulla, nulla a lui viene aggiunto o tolto.
Come quando una persona gioisce e un amico partecipa della sua gioia, la partecipazione non toglie nulla alla gioia del primo amico. Così a livello ontologico.
:)
Almeno sui principii tomisti siamo d'accordo.
Ma siccome siamo fatti di anima e di corpo (porco, diceva sant'Ignazio :) ) vado a desinare rispettando il tempo quaresimale.
A presto.
:)
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Citazione:
Originally posted by Thomas Aquinas
Philosophia ancilla theologiae! [/B]
Caro Thomas,
il "problema" di Talib (se è un problema) è che sta esprimendo concezioni proprie a dottrine orientali quali l'induismo, apprese mediante la lettura del tradizionalista (convertito all'Islam e amato dalla massoneria) francese Renè Guènon.
Orbene Guènon non intende la parola "metafisica" in senso filosofico moderno (per "moderno" intendendo anche Aristotele), ma in senso strettamente etimologico, come qualcosa che va al di là del fisico ossia del "manifestato" (anche qui il fisico o manifestato non è solo la materia, ma tutto ciò che esiste), ponendo una netta distinzione fra l' "Esistente" e l' "Essere".
Ad esempio Guènon sostiene che l'epressione metafisica (metafisica nella sua accezione) "l'Essere è" viene resa più comprensibile (cioè più essoterica) nella teologia tomista divenendo "Dio esiste". Tuttavia, per Guènon, la prima espressione è molto più "alta" della seconda, cioè la comprensione della prima è realmente metafisica, super-razionale, e potrebbe essere colta soltanto mediante una "intuizione intellettuale", non alla portata dell'uomo comune.
Per questo Talib scrive:
Attenzione a non cadere nell'errore di iniziare un discorso metafisico con un linguaggio e delle categorie mentali TEOLOGICHE.
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Ho capito, beh: non siamo guenoniani e non abbiamo queste bizzarre teorie
;)
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X Thomas
se vuoi approfondire ti consiglio R. Guènon "introduzione allo studio delle dottrine Indù" - Adelphi
chissà mai, diventi un "anti-guenoniano" di ferro!!
;)