«Casalinghe con mattarello pronte a colpire Cofferati» E la Procura avvertì la Digos
BOLOGNA — Una «pasionaria al ragù» contro il Cinese. Le donne argentine per protesta sbatacchiavano sulle casseruole, un manipolo di casalinghe bolognesi agita il matterello. Sergio Cofferati era/e nel mirino (simbolico) di Norma Tarozzi, 64 anni, battagliera neo leghista che stravede per Mario Borghezio. Forse è esagerato dire che la signora anti immigrati turba i sonni del sindaco. Ma di sicuro qualcuno si è preoccupato per le sue mosse, temendo una sorta di golpe rosa, anzi verde. Con possibile irruzione nella casa del primo cittadino. E non un qualcuno qualunque: addirittura un alto magistrato della Procura che ha messo in allerta la Digos. n Cinese è un noto amante dell'opera: ma questa «Norma» gli suona stonata. Anche se messa sotto controllo dai poliziotti, la candidata alla Regionali per la Lega non ha perso il suo humour: «Sogno di trovarmelo davanti. E dargli il matterello in testa. Come Sganapino che nei burattini picchia sempre Fagiolino». Tutto teatro, insomma. Infatti la faccenda, rivelata ieri dal Secolo d'Italia, quotidiano di An, nasce da una battuta sibilata dalla Norma mentre presentava ai carabinieri un esposto (poi archiviato) contro le autorità costituite. «Ero incavolata con il sindaco per l'invasione sfrenata di extracomunitari. Avrò detto, per ridere: se non mette ordine andiamo a casa sua armate di matterello». Un maresciallo aveva messo in calce all'esposto i roboanti sfoghi esternati dalla incontenibile «pasionaria», persino l'idea di occupare i Dinari. Letto e meditato, il procuratore aggiunto Luigi Persico trasmise alla polizia l'incarico di indagare e vigilare sulla signora e sul suo Comitato anti degrado. Risultato: erano solo parole. Tutto questo è accaduto l'estate scorsa ma è venuto a galla soltanto adesso. Oggetto del contendere: l'occupazione da parte di un gruppo di immigrati del Ferrhotel, nella zona di Porta Lame, a due passi dall'abitazione della signora Tarozzi che inizia la battaglia lamentando un crescendo di sporcizia, furti, spaccio. «La gente del quartiere non ne poteva più, in tre giorni ho fatto un Comitato e raccolto trecento firme». Alla passione per il Bologna calcio e la Virtus basket, la signora ha aggiunto il nuovo hobby: mandare via gli extracomunitari dal fatiscente stabile di proprietà delle Ferrovie. Alla fine, partita vinta, perché nei giorni scorsi c'è stato il forzato trasloco deciso dal Comune. «Per la strada incontro gente che mi da il cinque e mi offre il caffè». Con la vittoria, la svolta politica: nuove leghiste crescono. Del matterello anti Cofferati potrebbe fare il suo personale simbolo elettorale. La guerra contro il Cinese, appena cominciata, non è ancora finita. Con il sindaco c'era già stato un fugace incontro ravvicinato. La signora, ovvio, protestava contro i vicini scomodi. «Lui mi ha detto: ma dove vuole che li metta? E io: se li prenda in casa sua». Cofferati non rise allora e nemmeno adesso.
Vittorio Monti-- Corriere della Sera --19 Marzo 2005--




Rispondi Citando
