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In Origine Postato da Fenicio
Si scrive su pol per imparare, se sappiamo già tutto cosa ci guadagnano a discutere con altri?
:o
Questo è verissimo, mai trovato un luogo virtuale dove si impara altretanto che qui. ;) Da quando frequento POL ho anche quasi smesso di guardare i notiziari in TV, molto più ampia e sfaccettata l'informazione che si trova qui.
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In Origine Postato da Fenicio
No, ci ho pensato bene.
Trovo che sia sempre preferibile evitare che nascano questi problemi cercando di evitare gli accanimenti terapeutici, tuttavia, non essendo sempre possibile, trovo che possano esistere casi in cui la cosa migliore è uccidere il paziente.
Un plauso. La mia stima. Ti stimo. Molto. Ma non per quello che hai detto.... magari ai fini della verità oggettiva quello che ha detto Fenris è una emerita cazzata. Ma ai fini della verità soggettiva (tra di noi) ti sei comportato in modo encomiabile. Degno di qualsiasi elogio.
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In Origine Postato da Adriano1897
Un plauso. La mia stima. Ti stimo. Molto. Ma non per quello che hai detto.... magari ai fini della verità oggettiva quello che ha detto Fenris è una emerita cazzata. Ma ai fini della verità soggettiva (tra di noi) ti sei comportato in modo encomiabile. Degno di qualsiasi elogio.
Ha avuto più soccesso un post di 4 righe senza nè capo nè coda, dove ammetto di aver peccato di parzialità nelle mie opinioni, che i miei lunghissimi post su altri argomenti. :o
Cmq grazie.
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Citazione:
In Origine Postato da Fenicio
Ha avuto più soccesso un post di 4 righe senza nè capo nè coda, dove ammetto di aver peccato di parzialità nelle mie opinioni, che i miei lunghissimi post su altri argomenti. :o
Cmq grazie.
Siamo tutti parziali.
Per forza di cose.
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In Origine Postato da aguas
Rifiutare lke cure significa causare la moprte.
Il nesso eziologico (ossia determinativo) tra l'azione o la emissione e il verificarsi dell'evento è il medesimo.
Non a caso per il codice penale non impedire un evento che si aveva la capacità di impedire equivale a causarlo.
Il resto è l'ipocrisia pilatesca e gesuitica di chi vuole lavarsene le mani.
I problemi sono di due ordini:
1) Chi è "proprietario" della propria vita se si è capaci di intendere e volere?
Per me la risposta è ovvio: ne è proprietario l'essere umano nel quale la vita scorre. Nessun altro.
Essere umano che deve avere la libertà di porre fine come e quando vuole alla vita, anche facendosi aiutare da altri.
Dunque lo Stato non deve aver nessuna autorità sul nostro corpo, permettendoci di disporre come si vuole.
2) Chi è "proprietario" della vita di un essere umano quando questo è privo di capacità cerebrali?
Il problema non si pone quando il "malato" ha rilasciato dichiarazioni su un suo eventiuale stato futuro di incoscienza permanente.
Si devono rispettare queste volontà, anche se portano alla morte fisica del proprio corpo.
Il problema si pone quando non si ha la certezza della vontà della persona che si trovi in quello stato.
La risposta non è facile, ma sicuramente non ne è proprietario lo Stato, che non può stabilire chi debba decidere che quel corpo debba finire di vegetare.
Credo che vada attrribuita ai familiari il diritto di determinare la morte fisica di quel corpo.
Ma a quali familiari? Agli eredi? A quali eredi? E nel contrasto tra gli stessi.
Non sono problemi di facile risoluzione, ma credo sia venuto il momento di interrogarsi su questi problemi
Che lo Stato non debba avere nessun potere sulla vita dell'uomo sono daccordissimo. Deve solo prendere atto della natura dell'uomo, che è tale da prima che qualcuno si prese la briga di inventare lo Stato.
Proprietario della vita dell'uomo per me non è nessuno, e nessuno ha il permesso di derle fine. L'uomo ha al massimo il diritto di scegliere le cure. Anche nessuna cura se la differenza di esito non esiste (la morte). C'è differenza tra dare la morte o rifiutare le cure quando non c'è più speranza, perchè nel secondo caso si cambia solo la tipologia di morte naturale, ottenuta dopo inutili cure o senza, ma naturale rimane sempre, nessuno se ne fa padrone, nel primo caso invece sì.
Per il caso di una persona incapace di esprimere la propria volontà e senza apparente speranza, se questa volontà non l'ha espresso in modo chiaro e verificabile prima, nel dubbio si deve continuare la cura.
E' ovvio che tutto ciò coerentemente discende dal fatto che per me la vita non appartiene all'uomo (tantomeno allo Stato). Se tu pensi il contrario, capisco le argomentazioni, ma tutto parte da qui.
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Citazione:
In Origine Postato da iannis
Che lo Stato non debba avere nessun potere sulla vita dell'uomo sono daccordissimo. Deve solo prendere atto della natura dell'uomo, che è tale da prima che qualcuno si prese la briga di inventare lo Stato.
Proprietario della vita dell'uomo per me non è nessuno, e nessuno ha il permesso di derle fine. L'uomo ha al massimo il diritto di scegliere le cure. Anche nessuna cura se la differenza di esito non esiste (la morte). C'è differenza tra dare la morte o rifiutare le cure quando non c'è più speranza, perchè nel secondo caso si cambia solo la tipologia di morte naturale, ottenuta dopo inutili cure o senza, ma naturale rimane sempre, nessuno se ne fa padrone, nel primo caso invece sì.
Per il caso di una persona incapace di esprimere la propria volontà e senza apparente speranza, se questa volontà non l'ha espresso in modo chiaro e verificabile prima, nel dubbio si deve continuare la cura.
E' ovvio che tutto ciò coerentemente discende dal fatto che per me la vita non appartiene all'uomo (tantomeno allo Stato). Se tu pensi il contrario, capisco le argomentazioni, ma tutto parte da qui.
Dire che proprietario della vita dell'uomo non è nessuno non significa niente.
E di chi sarebbe la vita?
A questa domanda non dai una risposta, o meglio, non hai il coraggio di dire quello che pensi.
Non hai il coraggio di dire che per te le leggi degli uomini dovrebbero essere sottoposte a quelle di una religione, tra le tante.
Una religione che pretende di imporre a chi non si riconosce in quella religione di strappare la potestà su sé stessi.
A chi appartiene la vita?
Cosa dovrebbero fare le leggi degli uomini?
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Citazione:
In Origine Postato da aguas
Dire che proprietario della vita dell'uomo non è nessuno non significa niente.
E di chi sarebbe la vita?
A questa domanda non dai una risposta, o meglio, non hai il coraggio di dire quello che pensi.
Non hai il coraggio di dire che per te le leggi degli uomini dovrebbero essere sottoposte a quelle di una religione, tra le tante.
Una religione che pretende di imporre a chi non si riconosce in quella religione di strappare la potestà su sé stessi.
A chi appartiene la vita?
Cosa dovrebbero fare le leggi degli uomini?
Non è che non ne ho il coraggio di dire che per me appartiene a Dio, ma il fatto è che per me non è fondamentale, perchè il fatto che non si è padroni della propria vita è un fatto ragionevole di per sè, anche per i non credenti. Infatti anche quando ero ateo non avevo dubbi su questo. Al massimo questa constatazione può indirizzare verso la fede, visto che appunto ci si chiede "allora di chi è?", ma non è strettamente necessario.
Più laicamente la vita è come un foglio bianco su cui l'uomo può fare tutti gli scarabocchi che vuole, ma non stracciare il foglio.