A questo punto, a meno di ribaltamento del Consiglio di Stato (Spes ultima Dea, come sempre) credo che i camerati laziali debbano avere un approccio il più possibile "laico" al voto.
Nella situazione che si è venuta a determinare, se si vuole mandare a casa Storace c'è unico voto utile: votare Marrazzo. Questo anche per compensare i voti che , inevitabilmente, dai simpatizzanti, meno "organici" ad As, si sposteranno dal possibile voto alla Mussolini a quello per Storace.
A questo, chi apprezza il lavoro delle Osa, può sicuramente aggiungere una preferenza "disgiunta" per Gerri. Nella misura in cui non si consideri la sua candidatura organica alla lista Storace, una preferenza data a lui non rappresenta un voto per la lista, ma una possibilità in meno di essere eletti per tutti i restanti candidati della lista storaciana.
Astenersi, in ogni caso, è un gentile regalo alla premiata ditta AN&company.
Per i motivi detti sopra, ovvero che del 4-5% del quale era accreditata la Mussolini, la parte di voto di destra meno ideologizzata potrebbe confluire sul candidato di AN. La parte di voto "di simpatia" probabilmente si dividerà tra i due candidati o opterà l'astensione. A questo punto è necessario che la terza "fetta" di elettorato, ovvero l'elettorato militante e comunque più consapevole, tenti di annullare l'effetto della prima "fetta" confluendo direttamente sul candidato avverso.
Questo non significa che debba essere data indicazione ufficiale in questo senso da As, l'indicazione più saggia è la libertà di voto. Ma nei termini sopra esposti dovrebbe invece indirizzarsi il "tam tam" delle indicazioni di voto della base militante.
Poi, chiaramente, ognuno voti secondo coscienza. Ma nella consapevolezza degli effetti del proprio voto.




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