Non ci entusiasmiamo troppo, ma leggete il parere di Rodotà
E' Probabile che il Consiglio di Stato riammetterà la lista della nipote del Duce presentata per le elezioni regionali del Lazio. Annullerà la decisione del Tar laziale che ha respinto il ricorso della Mussolini contro l'esclusione decisa dalla Corte d'Appello. Annullerà la sospensiva. Perché sosteniamo questa tesi. I fatti sono noti e sono di una autentica gravità. Non lo dico io. Lo afferma il garante della cosiddetta privacy Stefano Rodotà in una intervista a Repubblica. " Sono rimasto profondamente colpito perché ho avuto la prova empirica che la tutela dei dati personali è uno snodo fondamentale per la democrazia. E deriva da qui l'enorme responsabilità di una istituzione come la nostra". Perché?
Lo chiarisce Rodotà nel prosieguo dell'intervista. " Ci sono almeno tre risvolti inquietanti che mi hanno turbato profondamente sin dalle prime indiscrezioni di cronaca. Al gradino più basso c'è la notizia di un grave episodio di pirateria informatica che si manifesta con l'intrusione illegittima all'interno di una banca dati; subito dopo si pone un problema di garanzie visto che la gestione di una materia così delicata era stata affidata dalla Regione Lazio a un soggetto esterno; infine c'è la disciplina dei dati che è condizione fondamentale per la democrazia. Dell'avvenuta violazione stanno discutendo tutti, della garanzia dei dati si occupa l'ufficio del Garante, ma è necessario che l'opinione pubblica rifletta bene sui rischi di quanto è accaduto". Un attacco alla democrazia ed è ciò che sottolinea preoccupato Rodotà. Il Consiglio di Stato per bocciare il ricorso della Mussolini deve scavalcare questo ostacolo. Lo riteniamo insormontabile quando le indagini in corso, in particolare quelle della Procura della repubblica di Roma, sono ancora in fase conoscitiva . Se lo strumento giuridico della sospensiva è volto a tutelare il danno emergente grave e irreparabile ed è ciò che si rileva escludendo Alternativa sociale dalle elezioni, il Consiglio di Stato non può prescindere dal giudizio il procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica i cui esiti appaino fondamentali per stabilire la verità e le responsabilità che ne emergono. Appare dunque probabile che i giudici di secondo grado opteranno per lasciare via libera alla nipote del Duce. I risultati elettorali rimarranno comunque sub judice con il rischio che il grano raccolto finisca al macero quando tutta la vicenda sarà riesaminata nel merito alla luce delle verità acquisite.
Renato Corsini. (Corsera.it)




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