IO sono antifascista al 100 percento, e su questo non c'è dubbio.
Parto dall'analisi su come la stampa traduce le azioni dei compagni, amplificando le azioni che "disturbano" l'ordine pubblico e tralasciando i contenuti delle nostre denunce. E' così e c'è poco da dire, pressochè tutti gli organi d'informazione lavorano per il consolidamento dell'attuale potere, demonizzando gli "estremismi" al fine di consolidare la "democrazia" che è interna all'area polo-ulivo, non più in qua e non più in là. Così facendo siamo settarizzati e non riusciamo ad allargarci: la massa non si avvicina al movimento comunista.
Non cerco nessuna convergenza coi fascisti, e ci mancherebbe solo questo. Diciamo che un "movimento di protesta" è allargabile ad altre componenti che rifiutano questo tipo di sistema, o che vogliono che la politica si riprendi la sua autonomia dagli interessi del capitale. Non parlo di un movimento con una sua precisa direzione politica, ma con idee forti e cardini che tengono insieme genti diverse. UN movimento che può veramente fare pressione verso chi fa la "politica ufficiale". Non mi riferisco nè al comunismo nè al fascismo,anche se certe convinzioni è difficile metterle da parte. Ma perdio, se in inghilterra oggi la politica di Blair ha disgustato il popolo al punto che a votare ci va il 25 percento degli aventi diritto, perchè non si può credere che il restante 75 percento non possa protestare e cercare di riavvicinare la politica alle persone?




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