La Calabria, la Strada Statale 106 e la mania di protagonismo
Succede avvolte che dei giovani calabresi vogliano uscire fuori dai classici schemi che li vedono inerti davanti a crude realtà. Capita anche che alcuni giovani si sveglino dal torpore che vessa la nostra terra e si mettano a disposizione dei cittadini e dedicano tutta la loro giovinezza nello ristabilire la vera giustizia sociale con spensieratezza e capacità. Ci sono comunità in Calabria, che consapevoli della scarsa incisività dell’ intera classe politica regionale, prende a cuore una delle piaghe che affligge l’ intera regione, ovvero la scarsissima sicurezza presenta sulla strada statale 106, e cerca di sensibilizzare i cittadini sulla tematica in questione, con una petizione popolare e con presidi e volantinaggi.
Invece ci sono delle persone che credono di avere il copyright su alcune iniziative, solo perché in passato hanno esternato il loro disappunto sulla stessa questione, che ora i giovani stanno portando avanti con tenacia e sacrificio. E’ il caso successo domenica pomeriggio a Crotone, dove i militanti di Casapound Italia hanno organizzato una raccolta firma per richiedere la messa in sicurezza della SS 106. Ed è così che si materializza un signorotto, di mezza età, all’anagrafe Nando Amoruso, portavoce del “comitato pro-106” che sbraitando frasi incomprensibili cerca di destare l’attenzione sulla sua presenza al gazebo informativo allestito dai nostri ragazzi, in Piazza della resistenza, dove affigge una copia della missiva con cui il ministero dei trasporti ha annunciato l’avvio del primo stralcio dei lavori della messa in sicurezza degli svincoli di Cutro, Isola Capo Rizzuto e Le Castella. Questo signore, pretende di avere l’esclusiva delle iniziative riguardanti la SS 106, solo perché, a suo dire, è il primo ad aver manifestato il suo disappunto verso le condizioni precarie in cui desta la statale stessa e si lamenta del fatto di non essere stato avvisato dell’iniziativa.
Ed è così che si evince il suo voler apparire a tutti i costi, la sua mania di protagonismo il suo essere l’ unico promulgatore di iniziative riguardanti la statale in questione. Ci chiediamo allora, se a questo signore importa il primato o la reale messa in sicurezza della cosiddetta “strada della morte” . Non mettiamo in dubbio che esso, in passato, abbia organizzato iniziative simili alle nostre, ma non riusciamo a capire il perché si senta espropriato di un qualcosa che sicuramente non gli appartiene, cioè la paternità di una richiesta urgente quanto legittima, dei cittadini calabresi, che pretendono di avere una reale e immediata messa in sicurezza di un tratto stradale che collega la costa ionica con il resto della Calabria.
Il signor Amoruso, dovrebbe essere contento che ci sono ragazzi che spendono il loro tempo a sostenere battaglie sociali, che prendono a cuore le sorti della nostra regione e a farsi portavoce delle problematiche che i cittadini esternano quotidianamente, piuttosto che arroccarsi il diritto di sbraitare contro di noi solo perché l’anzianità gli sconvolge gli ormoni.
Invitiamo il signor Nando a rilassarsi, a non farsi prendere troppo dall’emozione, poiché rischia seriamente di compromettere quel poco che ha fatto per richiedere la messa in sicurezza della SS 106, in quanto, i cittadini capiranno le sue reali intenzioni, ovvero di essere prima donna e quindi protagonista in quella che egli ritiene essere la “sua” battaglia, e non di tutti i cittadini che soffrono giorno per giorno per la morte dei loro cari su questo maledetto asfalto.
Mimmo Gianturco
Casapound Italia
Benvenuto in CPI
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