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  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Un articolo che dice troppo

    L’orrore dei lager alimentò anche dei miti. A Gerusalemme si apre la polemica
    Storici ebrei: sapone con i deportati, leggenda nera


    Cade una leggenda nera, quella degli ebrei ridotti a sapone. E’ una rivelazione recente che pone fine a una serie di credenze sulle atrocità dei lager nazisti, servite in parte anche a negare gli orrori commessi. Disinformazione di guerra, dunque. Anche se nella realtà del nazismo resta una macabra contabilità. Collezioni di scheletri e crani, corpi affidati agli istituti di anatomia delle facoltà di medicina tedesche per essere spolpati e studiati a fondo, e non solo per «conoscere», come richiedeva Himmler, il «sottotipo razziale ebreo e bolscevico», ma per redigere atlanti e manuali di medicina; capelli umani trasformati in feltro industriale «previo avvolgimento in bobine» (i capelli delle donne permettevano anche la fabbricazione di pantofole). Queste e altre simili atrocità realmente compiute sui corpi vivi e morti degli ebrei e dei deportati nei lager nazisti, sono stati all'origine della leggenda nera adesso messa in discussione. Con il grasso degli ebrei, assassinati nelle camere a gas, i nazisti avrebbero «fatto sapone» o addirittura carne in scatola, da servire agli stessi ebrei impiegati nelle industrie di guerra. Una leggenda di cui non si conosce bene l'origine, ma che circolò tra le fila della resistenza polacca e che sarebbe stata alimentata dagli ufficiali e dai commissari politici dell'Armata rossa, per dipingere con toni ancor più macabri e drammatici gli orrori del nazismo. Una leggenda fatta propria anche da taluni dei sopravvissuti (ne abbiamo sentito eco anche in Italia) che, per attirare l'attenzione dei molti indifferenti alla loro tragica storia, dichiaravano di avere assistito alla saponificazione di molti ebrei.
    Una storia tutta da sfatare, come ricorda l' Avvenire di ieri, e che qualcuno ha attribuito alla penna di Wiesenthal, il cacciatore di nazisti, che arrivò a ipotizzare la saponificazione di quasi un milione di corpi di ebrei assassinati da parte di un'industria tedesca nei pressi del lager di Belzec.
    Una storia che anche il direttore del Museo dell'Olocausto israeliano e lo storico Yeudha Bauer dell'università di Tel Aviv definiscono priva di fondamento.
    Tuttavia, le notizie delle atrocità compiute dai nazionalsocialisti erano così diffuse e, in parte, così incredibili, che non fu difficile confondere realtà e fantasia. Anzi, a volte si negava la verità dei fatti quando veniva raccontata da testimoni d'eccezione (come accadde a Jan Karski, una staffetta della resistenza polacca, che nel 1942 rischiò la vita per entrare di nascosto in un lager di sterminio nei pressi proprio di Belzec), e si credeva più facilmente alle falsità, capaci di colpire la fantasia popolare e che facevano parte di un noto e già sperimentato armamentario propagandistico di guerra psicologica contro il nemico.
    Per altro verso, gli ufficiali dell'Armata rossa, esagerando le atrocità dei nemici nazisti, riuscivano assai bene a nascondere i crimini commessi dal loro esercito liberatore sulle popolazioni e spesso anche sui loro stessi soldati, quando erano accusati di "tradimento". A tale proposito, alcune pagine del libro autobiografico di Margarete Buber-Neumann ( Prigioniera di Stalin e Hitler ), sono esemplari. Sopravvissuta al lager di Ravensbruck, fugge terrorizzata dalla fulminea avanzata dell'Armata rossa.
    Così, una leggenda nera che si trasforma in racconto (anche il regista Benigni che per il suo film La vita è bella , dichiara di essersi avvalso della consulenza di storici e sopravvissuti italiani, mette in bocca a Giosuè la frase «con noi ci fanno i bottoni e il sapone»), negli anni verrà usata da molti negazionisti per affermare che lo sterminio e le camere a gas non sono mai esistiti. Chi dice il falso una volta, chi esagera sulle cifre delle vittime (nel dopoguerra una commissione sovietica affermò che ad Auschwitz erano morti quattro milioni di persone e che con la cenere dei corpi si era fabbricato del fertilizzante), allora non è credibile nemmeno quando riporta la verità fattuale.
    Da tempo, gli storici si sono fatti più prudenti, hanno cercato di sfatare miti e leggende, di correggere eccessi nella descrizione di orrori e nel numero delle vittime, per offrire una verità sempre più vicina all'uomo, che accusi i carnefici, ammonisca gli spettatori indifferenti e renda giustizia alle vittime.

    Frediano Sessi

  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    In quest'articolo, ahimé, Frediano Sessi ha detto più di quel che doveva dire. Anzi, ha addirittura elencato i dati essenziali che sono alla base della genealogia del cosiddetto ''olocausto''. C'è poi un riferimento [a Jan Karski] inintellegibile ai più, sul quale sarà bene, in seguito, aggiungere qualcosina [lascio stare il commento su Wiesenthal, ovviamente verissimo].

    In pratica, che dice Sessi?

    Dice che sulle atrocità naziste circolavano diffusamente voci incontrollate e ''in parte incredibili''.

    Dice, cosa essenziale, che tali ''falsità'' ''facevano parte di un noto e già sperimentato armamentario propagandistico''.

    Dice, altro elemento essenziale, che la voce sul sapone umano ''circolò tra le fila della resistenza polacca e che sarebbe stata alimentata dagli ufficiali e dai commissari politici dell'armata rossa''

    Dice, ancora, che ''sarebbe stata fatta propria anche da taluni dei sopravvissuti''.

    In questi passaggi c'è, ovviamente in modo schematico, praticamente tutto.

    C'è innanzitutto la motivazione: ovvero ''propaganda dell'orrore'', sistema già ampiamente noto e sperimentato.

    C'è poi la cinghia di trasmissione di tale propaganda, ovvero resistenza polacca-armata rossa-sopravvissuti

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Il riferimento alla resistenza polacca è indubbiamente il punto più importante dell'articolo di Sessi.

    Il motivo è semplicissimo: è stata la resistenza polacca a mettere in circolazione la propaganda sull'olocausto e per l'ovvia ragione che tutti i cosiddetti ''campi di sterminio'' erano in Polonia [Auschwitz e Chelmno nella parte di Polonia annessa al Reich, Treblinka, Sobibor, Belzec e Majdanek nel Governatorato generale, cioè nella parte di Polonia occupata ma non annessa].

    La resistenza polacca aveva come riferimento il governo polacco in esilio in Inghilterra. Quindi, la cinghia di trasmissione prevedeva che la propaganda elaborata dalla resistenza raggiungesse gli alleati per poi essere diffusa da questi.

  4. #4
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Altro elemento importante messo in luce da Sessi è il ruolo dei sovietici.

    Anche qui la cosa è ovvia, visto che furono i sovietici a occupare i ''campi di sterminio'' polacchi [in realtà solo quelli di Majdanek e Auschwitz, perchè gli altri 4 erano già stati chiusi dai tedeschi].

    La commissione d'inchiesta polacco-sovietica che agì a Majdanek, nell'agosto 1944, arrivò alla conclusione che in quel campo c'erano state 1.380.000 vittime [in realtà le vittime furono circa 42.000].

    La commissione d'inchiesta ad Auschwitz, invece, arrivò alla conclusione che le vittime di questo campo erano 4 milioni. Tale cifra venne poi divulgata ufficialmente in un articolo della ''Pravda'' del 7 maggio 1945 e ricevette una sanzione definitiva nell'udienza del 19 febbraio 1946 del processo di Norimberga.

    Questa leggenda dei 4 milioni di morti è ricordata anche da Sessi nel suo articolo. Solo che Sessi ha dimenticato di aggiungere che le lapidi del campo di Auschwitz con sopra questa cifra rimasero in bella evidenza addirittura sino al 1990...

    Attualmente [cifre non revisioniste], il numero dei morti di Auschwitz è sceso a 510.000 [Fritjof Mayer]

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Prima di ricapitolare il tutto, qualche considerazione su Karski.

    Frediano Sessi facendo il nome di Karski da un lato dà un esempio concreto di come funzionava la propaganda olocaustica, dall'altro prende una cantonata stratosferica.

    Jan Karski era un membro della resistenza polacca, autore di un rapporto sul campo di Belzec [e non su un ''lager di sterminio nei pressi di Belzec''].

    Tale rapporto venne consegnato da Karski al governo polacco in esilio in Inghilterra nel novembre 1942.

    Il 25 novembre 1942 un sunto del rapporto veniva pubblicato sul ''Daily News Bullettin''

    Il 20 dicembre 1942 il ''New York Times'' riferiva che tale rapporto era stato ufficialmente riconosciuto come veridico dall'Inter-Allied Information Committee.

    Successivamente, un sunto del rapporto di Karski trovò posto in un testo pubblicato nel 1943 a New York, ossia ''The Black Book of Polish Jewry''.

    La stratosferica cantonata presa da Sessi [ma anche da tutti coloro che diedero credito al rapporto Karski] è che in tale rapporto c'è scritto che le esecuzioni a Belzec avvenivano tramite ''folgorazioni elettriche'' in apposite ''baracche'' che avevano per pavimento '' una lastra metallica''!!! Altro che ''verità dei fatti''...

  6. #6
    Ospite

    Predefinito

    ok...abbiamo capito che la palmolive non è teutonica...compriamo il sapone liquido...
    il punto è...è esistita una sistematica deportazione ed eliminazione dell'ebreo?

    Esiste ed è esistita la sistematica colpevolezza dell'ebreo?
    Ebreo usuraio, ebreo deicida, ebreo cospiratore...


    Allora, ne vogliamo parlare...

    Provvedimenti razziali adottati da Mussolini nel 1938...



    Art 9) l’appartenenza alla razza ebraica deve essere denunziata ed annotata nei registri dello stato civile e della popolazione. Tutti gli estratti dei precedenti registri ed i certificati relativi, che riguardano appartenenti alla razza ebraica, debbono fare espressa menzione di tali annotazioni. Uguale menzione deve farsi negli atti relativi a concessioni o autorizzazioni della pubblica autorità. I contravventori del presente articolo sono puniti con l’ammenda fino a lire 2000. Art.10)I cittadini di razza ebraica non possono:
    A) Prestare servizio militare in pace e in guerra;
    B) Esercitare l’ufficio di tutore o curatore di minori o incapaci non appartenenti alla razza ebraica;
    C) Essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione (...), di aziende di qualunque natura che impieghino 100 o più persone, né avere di dette aziende la direzione, né assumervi,
    comunque, l’ufficio di amministratore o di sindaco;
    D) Essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a lire 5000;
    E) Essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un imponibile superiore a lire 20000(...).
    Art.11) Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengono a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali.
    Art.12) Gli appartenenti alla razza ebraica non possono avere alle proprie dipendenze, in qualità di domestici, cittadini italiani di razza ariana. I trasgressori sono puniti con l’ammenda da lire 1000 a lire 5000.



  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    Alcuni punti delle leggi di Norimberga...

    Par 1) Sono proibiti matrimoni tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine I matrimoni già celebrati sono nulli, anche se celebrati all'estero per sfuggire a questa legge.
    Par 2) Sono proibiti rapporti extramatrimoniali tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine.
    Par 3) Gli ebrei non potranno assumere al loro servizio, come domestiche, cittadine di sangue tedesco o affine sotto i 45 anni.
    Par 4) Agli ebrei è proibito innalzare la bandiera del Reich e quella nazionale ed esporre i colori del Reich.
    Par 5) Chi contravviene al divieto di cui al Par.1, viene punito con il carcere duro.Chi contravviene alle norme di cui al Par.2, viene punito con l'arresto e con il carcere duro.
    Chi contravviene alle norme di cui ai Parr.3 o 4, viene punito con la prigione sino ad un anno e con una multa o con pene di questo genere.

  8. #8
    Ospite

    Predefinito

    Scappate ebrei, scappate!
    Deborah Fait


    Correva l'anno 1391 quando per le comunità ebraiche di Castiglia e di Aragona incomiciarono le persecuzioni più crudeli e devastanti mai organizzate prima di allora dalla cristianità: migliaia di ebrei bruciati sui roghi, migliaia di ebrei furono sottoposti a conversioni forzate, migliaia di ebrei tentarono di fuggire sparpagliandosi un po' dovunque.

    Nel 1478, grazie a Ferdinando di Castiglia e Isabella d'Aragona, con uno sponsor d'eccezione, Papa Sisto IV, nacque ufficialmente l'Inquisizione ed ebbe inizio uno dei periodi più crudeli, lunghi e penosi del martirio imposto agli ebrei e uno dei fenomeni più strani e tristi della storia ebraica europea: il marranesimo.
    La storia degli ebrei d'Europa è trascorsa tra un'espulsione e l'altra, tra una persecuzione e l'altra ma in Spagna essi avevano radici profonde, avevano raggiunto posizioni prestigiose e lasciato tracce di cultura, civiltà e di economia talmente importanti da influenzare la storia e la vita del continente fino ai nostri giorni.
    Nel 1492 gli ebrei di Spagna furono espulsi e il 2 agosto, 9 di Av, ancora oggi giorno di lutto, salutarono i loro morti e in alcuni casi anche i loro vivi, i conversos, e lasciarono la terra amata con un dolore tale da non essere mai più cancellato. Fuggirono, costretti ad abbandonare i loro beni e le loro case, i ricordi e le radici e arrivarono in Nord Africa, in Turchia, nelle Americhe. Vagarono attraverso l'Europa. l'ebreo errante. Un popolo costretto a diventare nomade.
    Scappate ebrei, scappate. Scappate.
    La vita dei marrani fu, se possibile, ancora più stressante e pericolosa. L'ebreo sapeva di essere preso prima o poi, era quasi rassegnato, il converso sperava di no, credeva di essere bravo a fingere e a recitare la parte del cristiano. Questa tenue speranza rendeva la paura più insopportabile.
    Quattrocento anni di terrore, inestinguibile terrore di essere scoperti, in Spagna e altrove, riconosciuti come ebrei e messi in un piccolo forno di metallo sotto il quale il boia accendeva un bel fuoco. Era questa la punizione per i marrani che involontariamente si tradivano, venivano denunciati e portati davanti a quegli inquisitori col cappuccio in testa. Non il rogo, punizione considerata troppo umana per chi offendeva Cristo. Per i marrani c'era il forno dove venivano infilati a forza, vivi, urlanti e legati.
    Le comunità ebraiche d'Europa furono distrutte e i sopravissuti dovettero scegliere tra un esilio dopo ogni esilio e il marranesimo.
    Scappate ebrei. Scappate, scappate.

    Nel 1834 fu abolita l'Inquisizione ma il fenomeno del marranesimo non finì mai e, con orrore, ci siamo resi conto che dura tuttora.
    La caccia agli ebrei sembra essere lo sport preferito in Europa e questo popolo martirizzato ha sempre dovuto inventarsi tutti i trucchi possibili per non farsi riconoscere e salvare i propri figli dai forconi, dai pogrom, dalle decapitazioni, dagli stupri fino ad arrivare alla battuta di caccia finale, la più grande, quella che avrebbe dato più soddisfazione ai predatori, quella che ebbe inizio negli anni 30/40 del secolo appena trascorso.
    Quanti ebrei si convertirono al cristianesimo nel tentativo di salvarsi, quanti ebrei si finsero di pura razza ariana e battezzarono i loro figli per salvarli ma ancora una volta niente servì se non la fuga.
    Scappate ebrei, scappate. Scappate.
    Quelli che non riuscirono a fuggire finsero inutilmente di non essere ebrei. Erano tedeschi, italiani , francesi, polacchi, danesi, cosa avevano di diverso dagli altri?
    Ma anche questa volta li attendeva un forno, più grande , più moderno naturalmente, e furono di nuovo condannati a bruciare e a diventare cenere.

    Siamo nel terzo millennio. Il terzo millennio. Abbiamo avuto Michelangelo, l'Inquisizione, Mozart e la Shoà. Pensavamo, speravamo che l'Europa non odiasse più, che tutto il male fosse finito, niente più persecuzioni, niente più marrani, basta fughe, basta basta basta! Invece l'odio è sempre vivo e palpitante. Questa volta non c'entra Cristo, non c'entra nemmeno la razza. Questa volta c'è un Paese che non viene accettato, cui non si da il permesso di difendersi, una Nazione che si vuole distruggere. L'odio questa volta non è solo contro il giudeo, né soltanto contro l'ebreo, l'odio è contro il sionista.
    L'antisemitismo è sempre pieno di risorse.
    Ebrei dove siete? vogliamo uccidervi, dobbiamo uccidervi, vi odiamo. Dove siete ebrei ? Ecco, là c'è uno colla Kippà in testa, forza, dagli al sionista, bastonatelo, ammazzatelo.
    Il Rabbino di Francia consiglia agli ebrei di farsi marrani ancora una volta. Nascondetevi ebrei, mettetevi un berretto in testa, non fategli capire che siete "quel" popolo.
    Scappate. Scappate. Scappate... lasciate questa Europa che pure amate appassionatamente, scappate ebrei. "Vietato l'ingresso a spie, omosessuali ed ebrei". Le scritte ritornano, tornano le fughe, la paura, il terrore. Non vi salverà nascondere la Kippà né farvi marrani perché i servi della kafiah, i buonisti, i pacifisti vedono il vostro sguardo, lo conoscono bene, lo hanno studiato per 20 secoli.
    Quello sguardo vi tradisce. Vi ha sempre tradito. Lo hanno detto, lo dicono ancora, vi riconosceranno sempre.Avete lo sguardo da ebreo, ebrei, scappate.



    ...questi sarebbero i padroni del mondo...i cospiratori del male...gli uccisori di Gesù..mah?

  9. #9
    Cattolico Resiliente
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    05 Mar 2002
    Località
    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    omissis
    Bravo Paul!
    Ho già salvato sul mio HD le tue sempre interessantissime considerazioni.

  10. #10
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Alcune note conclusive sull'articolo

    Innanzitutto, è interessante il riferimento al film di Benigni, ennesima dimostrazione di come persino i ''consulenti'' [''storici e sopravvissuti italiani''] del film abbiano confermato simili leggende. C'è da chiedersi quale attendibilità abbiano simili ''storici e sopravvissuti italiani'' se continuano a propalare tali leggende...

    Altro punto importante è l'accenno a Wiesenthal, che Sessi fa rimanere a livello appunto di accenno. In effetti, però [riprendo questo pezzo da un articolo di Roberto Beretta], "già nel 1946 Wiesenthal pubblicava su Der Neue Weg, il giornale della comunità ebraica austriaca, un articolo in materia: «Fu nel Governatorato generale della Polonia (che iniziò la saponificazione degli ebrei) e la fabbrica si trovava in Galizia, a Belzec. Dall'aprile 1942 al maggio 1943 900 mila ebrei furono utilizzati come materia prima in questa fabbrica». In pratica i cadaveri sarebbero stati macabramente riciclati in diversi usi, quindi «il resto, lo scarto grasso residuo, veniva impiegato per la produzione di sapone. Il mondo civilizzato non può immaginare la gioia che questo sapone procurava ai nazisti del Governatorato generale e alle loro donne. In ogni pezzetto di sapone essi vedevano un ebreo che era stato messo là magicamente e al quale si era impedito di diventare un secondo Freud, Ehrlich o Einstein»".
    Quindi Wiesenthal ebbe un ruolo importante nella diffusione di tale leggenda.


    Sempre dall'articolo di Beretta, ricavo che ''la vicenda fu presto accreditata dalle citazioni di grossi calibri del sionismo come Ben Gurion e la filosofa Hannah Arendt («La camera a gas e la fabbrica di sapone sono le cose a cui può condurre l'antisemitismo»)''. Altra testimonianza della pervasività della ''leggenda nera'' del sapone.

    Ancora dall'articolo di Beretta la leggenda del sapone è unita ad un'altra incredibile leggenda: ''anche durante i processi per crimini di guerra alcuni testimoni oculari dissero che i nazisti producevano sapone e paralumi rispettivamente con grasso e pelle umana. Tanto che nel 1948 il governatore militare americano della Germania occupata inviò i presunti manufatti in pelle umana a un laboratorio e ne ebbe il responso che erano in realtà di pelle di capra''.

    Sempre dall'articolo di Beretta, un interessante precedente: "forse ha ragione chi cita un precedente della Grande Guerra, quando la propaganda anti-tedesca ricorse fece circolare la terroristica notizia che i soldati del Kaiser che tagliavano le mani ai bambini belgi e ricavavano sapone dai corpi dei soldati morti: un classico della «disinformazione» usata a fini bellici".

    Pertanto, l'articolo di Sessi è, a suo modo, revisionista. Ovviamente, revisionista verso l'indifendibile. Revisionista, cioè, solo verso gli aspetti più incredibili della propaganda olocaustica. Ma per fare ciò Sessi si è visto costretto a smascherare i meccanismi propagandistici che furono alla base della propaganda olocaustica. Ed è questo l'aspetto davvero importante dell'articolo [visto che i revisionisti già da decenni avevano smontato le fole sul ''sapone''].

    PS. quanto fosse pervasiva la leggenda del sapone, lo dimostra il fatto che fosse diffusa anche nelle file ''neofasciste''. Ad esempio, ecco due strofe di una canzoncina cantata sull'aria di ''ventiquattromila baci'' di Celentano

    Con ventiquattromila ebrei, quanto sapone ci farei.
    E se ne restasse uno vivo, ci farei pure il detersivo.

 

 
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