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Risultati da 51 a 60 di 96
  1. #51
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    In Origine Postato da pensiero
    hai preso come esempio un ministro che con l'economia c'entra poco o niente....complimenti per la tua acutezza:K

    guarda che gasparri ha fatto guadagnare a berlusconi500 milioni di euro solo l'anno scorso, con l'economia c'entra eccome.

    Mercoledì 23 Marzo 2005, 8:51

    Mediaset: utile 2004 tocca i 500 mln (+35,2%), dividendo a 0,38 euro



    Mediaset (Milano: MS.MI - notizie - bacheca) ha sfornato ieri sera il miglior bilancio da quando è sbarcata a Piazza Affari, circa 10 anni fa. Infatti ha archiviato l'esercizio 2004 con un utile netto di 500,2 milioni, in progresso del 35,3% rispetto ai 369,7 milioni del 2003. I ricavi netti consolidati hanno registrato una crescita del 12,1% a 3.441 milioni. Sul fronte redditività, il risultato operativo (Ebit) ha toccato quota 1.034,2 milioni, +33% rispetto al 2003, raggiungendo il 30% del fatturato. La raccolta pubblicitaria ha visto un progresso del 9,1% (+20% in Spagna con la controllata Telecinco). Il dividendo proposto è di 0,38 euro per azione. La posizione finanziaria netta consolidata passa dai –199,3 milioni di euro al 31 dicembre 2003 ai +62,0 milioni di fine 2004 con la generazione di cassa che è balzata a 710,5 milioni dai 420,8 del 2003.



    LA LEGGE GASPARRI FUNZIONA!! BERLUSCONI FA I SOLDI !!!

  2. #52
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    In Origine Postato da pensiero
    si sta peggio...lo dicono tutti e lo vedono tutti, questa è la dimostrazione più lampante...voi ci avete rifilato l'europa e questo governo ne ha pagato lo scotto



    dimmi te che intendi coi sta frase comica......dove c'è la più grande concentrazione di leghisti c'è stato solo lavoro e forte produttività, sempre.....
    calma e sangue freddo, perche' credo che tu ti stia dimenticando che l'Emilia-Romagna (o la Toscana) e' una delle regioni piu' richhe d'Europa... e come qualita' della vita... non siamo affatto messi peggio di veneti e/o lombardi... eppure votiamo a sinistra...

    detto questo e' vero che si sta peggio che 5 anni fa, ma e' anche vero che abbiamo un governo diverso... dato incontrovertibile..

    Mai possibile che tutti gli altri vadano meglio di noi nella stessa situazione internazionale??? Che c'e' di diverso? Un governo... noi abbiamo i saltinbanco gli altri, chi piu' chi meno, con idee piu' o meno simili alle mie (a volte molto dissimili) hanno governi seri...

  3. #53
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    In Origine Postato da estewald
    Le ragioni sono storiche e affondano le radici ai tempi dell'unificazione dell'Italia, ma se non si conosce la storia c'è poco da ragionare
    l'unificazione c'è stata solo per il nord?, e com'è che per il resto del paese non c'è stato lo stesso sviluppo e la stessa produttività...ripassa e studia tu la storia....

  4. #54
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    In Origine Postato da pensiero
    i motivi sono quelli uguali a tutti gli altri paesi, che si sta peggio
    ma chi te lo ha detto che gli altri stanno peggio?
    se fosse colpa dell'europa allora il resto del mondo dovrebbe stare molto meglio di Germania e Francia, che so l'Argentina, il Brasile, gli USA (ma li puoi parlare delle 2 torri e delle guerre), e il Giappone?...
    solo la Cina ha avuto una vera crescita in questi anni, gli altri hanno galleggiato, mentre noi siamo sprofondati nella merda grazie anche al basso quoziente intellettivo ed allo scarso livello culturale dei tuoi amici leghisti, alleati con dei veri e propri malfattori e malversatori

  5. #55
    Veneta sempre itagliana mai
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    In Origine Postato da RomagnaRossa

    Mai possibile che tutti gli altri vadano meglio di noi nella stessa situazione internazionale??? Che c'e' di diverso? Un governo... noi abbiamo i saltinbanco gli altri, chi piu' chi meno, con idee piu' o meno simili alle mie (a volte molto dissimili) hanno governi seri...
    perchè dici questo? ha o non ha la germania più di sei milioni di disoccupati in costante aumento? ha o non ha sforato la germania e la francia il patto di stabilità?

  6. #56
    Sospeso/a
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    In Origine Postato da pensiero
    io non ho mai saputo che con l'aumento della disoccupazione la gente stia meglio...sarà che la crande gemania è un paese speciale

    e daje con sta disoccupazione, guarda che in italia dla disoccupazione cala solo perchè molti non cercano più il posto di lavoro.

    La ricchezza si misura dal PIL, al mio paese, e noi siamo divantati gli ultimi al mondo grazie ai tuoi amici bananas buoni solo a ciacolare e a rubare.

  7. #57
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    In Origine Postato da brunik
    e daje con sta disoccupazione, guarda che in italia dla disoccupazione cala solo perchè molti non cercano più il posto di lavoro.

    eh si, come no....dirò solo quello che vuoi te....

  8. #58
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    In Origine Postato da pensiero
    l'unificazione c'è stata solo per il nord?, e com'è che per il resto del paese non c'è stato lo stesso sviluppo e la stessa produttività...ripassa e studia tu la storia....
    grave mancanza da parte tua....
    non ho parole... non sai che i costi delle guerre furono fatti pagare al meridione, trattato come paese colonizzato e non come invece furono trattati la Lombardia ed il Veneto che invece fecero un plebiscito per l'annessione al Piemonte... dovresti saperlo.
    C'è poi da dire che le risorse naturali sono soprattutto al nord (metano, metanopoli San Donato Milanese ENI ti dicono nulla queste cose?) e quando Enrico Mattei fece il contratto con l'Algeria per il gasodotto che avrebbe collegato la Sicilia col nord'Africa ed avrebbe reso l'Italia indipendente dal petrolio americano ed avrebbe finalmente fatto crescere il sud, nel viaggio di ritorno dalla Sicilia il suo aereo esplose in volo... e di quell'idea nessuno parlò più avevano tutti troppa paura dell'america e della mafia sua alleata...
    ma se non sai queste semplici cose non puoi capire

  9. #59
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    Germania: economia in stallo e riforme economiche
    A causa di un periodo prolungato di recessione economica il Cancelliere tedesco Gerard Schoeder ha proposto un piano di riforma economica che prevede manovre fiscali di dubbia efficacia, suscitando preoccupazione e perplessità sia all’interno del paese che in ambito europeo.
    (Marta Soprana)

    Equilibri.net (22 luglio 2003)



    La crisi economica tedesca: un quadro generale

    Con un PIL annuo pari a circa 2.700 miliardi di dollari nel 2002 ed un volume di esportazioni annue di circa 570 miliardi di dollari nel 2001, la Germania è da considerarsi una delle maggiori economie europee. Infatti, il paese da solo rappresenta il 30% del PIL totale dell’Eurozona e il suo andamento influisce pesantemente sull’economia dell’Unione Europea. Non stupisce, perciò, l’interesse delle maggiori istituzioni europee e degli stati membri per le sorti dell’economia tedesca che, da almeno tre anni, attraversa una fase di stallo con una crescita annua prossima allo zero e un tasso di disoccupazione dell’10,8%, percentuale riscontrabile in Germania nel periodo successivo alla riunificazione. I sei principali istituti di analisi tedeschi stimano per il paese un tasso di crescita media attesa del 0,5% nel 2003 e un ritmo di espansione che nel 2004 dovrebbe raggiungere l’1,8%, confermando l’opinione ormai diffusa che l’economia tedesca sia poco dinamica e necessiti di un consistente piano di riforme che possa stimolare e creare migliori condizioni per la ripresa.

    Le ragioni della recessione tedesca sono da ricercare nel rallentamento del ciclo internazionale ma, soprattutto, nella struttura stessa dell’economia tedesca. La maggior parte delle economie che dipendono prevalentemente dalle esportazioni, ed in particolare, da quelle rivolte al mercato statunitense, hanno fortemente risentito degli eventi dell’11 settembre che hanno determinato un declino ed un rallentamento dell’economia degli Stati Uniti e, conseguentemente, dei suoi principali partner commerciali ed economici. La Germania è uno di questi.

    Tuttavia, questo elemento non basta per spiegare come mai l’economia tedesca si trovi in maggiori difficoltà rispetto ad altre, come ad esempio quella italiana, che dipendono altresì fortemente dagli Stati Uniti. Le ragioni della crisi tedesca, infatti, vanno ricercate anche nella struttura stessa della suaeconomia, basata eccessivamente su di un sistema con forti elementi protezionisti, soprattutto nei confronti dei Lander orientali, e in cui le grandi istituzioni bancarie, come la HypoVereinsBank (HVB) e la Allianz, investono enormemente nell’industria, sostituendosi al mercato come principale attore dell’economia tedesca. Secondo l’ex Cancelliere Helmut Schmidt, le banche tedesche hanno adottato strategie di investimento basate su false aspettative di una continua crescita del valore delle azioni e, pertanto, hanno risentito in maniera estremamente negativa dello scoppio della bolla speculativa, causando un declino nel settore degli investimenti e una conseguente diminuzione della produttività e della crescita economica.

    Agenda 2010: il piano di riforma di Schroeder

    Per poter rilanciare l’economia tedesca, perciò, è necessario avviare una serie di riforme che permettano di allentarne i vincoli strutturali a cui è sottoposta. Questo è lo scopo di Agenda 2010, il pacchetto di riforme promosso dal Governo del Cancelliere Gerhard Schoeder. Esso si basa essenzialmente su di una aggiustamento e un adeguamento della riforma pensionistica del 2001; una riforma del sistema sanitario con lo scopo di ridurre i contributi dell’assicurazione malattia dal 14,3% al 13% e, conseguentemente, risparmiare circa 15 miliardi di euro; una riforma del codice del lavoro; una ridefinizione delle condizioni, dell’indennità e del sussidio di disoccupazione; una riduzione delle agevolazioni fiscali.

    La riforma della politica fiscale è uno degli elementi più discussi di Agenda 2010 soprattutto in seguito alla recente proposta del Cancelliere Schroeder di anticipare di un anno i tagli alle imposte previste per il 2005, allo scopo di indurre i consumatori ad investire e spendere in prodotti nazionali il reddito risparmiato stimolando così la domanda e, conseguentemente, l’economia. In base al progetto di riforma l’aliquota più alta verrebbe ridotta dal 48,5% attuale al 42% e quella più bassa dal 19,9% attuale al 15% con effetto dal 1° gennaio 2004. Inoltre, l’indennità individuale di base verrà incrementata di 429 euro, da 7.235 euro a 7.664 euro. Secondo il Ministero delle Finanze Federale questa riforma consentirà di alleviare il peso fiscale sostenuto dai contribuenti di un 10% circa ma, al tempo stesso determinerà una riduzione delle entrate fiscali pari a 18 miliardi di euro contribuendo ad indebolire il bilancio dello stato.

    Si prevede che il pacchetto Agenda 2010 produca una crescita del PIL reale pari al 2% nel 2004 e un tasso di crescita del 2,2% nel biennio 2005-2007. Inoltre, le riforme dovrebbero ridurre la disoccupazione a 4,5 milioni nel 2004 fino ad arrivare a 3,9 milioni nel 2007.

    Ostacoli e perplessità sulla riforma

    Sfortunatamente, le previsioni sul rilancio dell’economia tedesca attraverso il pacchetto di riforme del Governo Schoerder si basano su aspettative fin troppo ottimistiche. In primo luogo, la riforma fiscale così come è stata progettata dal Cancelliere presuppone che il 10% di reddito risparmiato dal contribuente attraverso i tagli alle imposte sia da questi utilizzato per investire e incrementare la domanda nazionale. Tuttavia, tale politica fiscale fallisce nel caso in cui i contribuenti decidano di acquistare prodotti stranieri oppure preferiscano depositare in banca il reddito risparmiato, soprattutto quando vi è incertezza economica derivante, come nel caso della Germania, da un elevato tasso di disoccupazione. Basti pensare che già nel 2001, su 22 miliardi di euro risparmiati dai contribuenti ben 8,5 miliardi vennero depositati in banca.

    In secondo luogo, le aspettative del Ministero delle Finanze Federale sul tasso di crescita nel 2004 sono criticate dall’istituto economico di ricerca DIW che prevede un tasso di crescita reale pari all’1,3%. Se si considera che un’eventuale riforma fiscale anticipata potrà stimolare e indurre l’economia a crescere di un ulteriore 0,3%, allora il tasso di crescita reale nel 2004 si aggirerà intorno all’1,6%, ovvero 0,4% in meno rispetto alle previsioni del Governo Schroeder.

    Un ulteriore problema da affrontare riguarda il rispetto del Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea. Secondo questo accordo, gli stati membri si impegnano a mantenere un deficit di bilancio pari o inferiore al 3% e un rapporto debito/PIL non superiore al 60%. Contrariamente a quanto suggerito dal Ministro delle Finanze tedesco Hans Nichel e dal Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari Pedro Solbes, che sostengono che la Germania riuscirà ad attuare le riforme nel pieno rispetto del Patto di Stabilità e Crescita, si prevede che il deficit di bilancio tedesco si aggirerà intorno al 4% e il rapporto debito/PIL al 64, 2% nel 2004. Conseguentemente, il paese rischia di incorrere in pesanti sanzioni da parte dell’Unione Europea, pari ad un massimo di 10 miliardi di euro, che minerebbero fortemente la ripresa dell’economia tedesca.

    Le perplessità relative all’efficacia della manovra fiscale progettata dal governo tedesco e alla sua capacità di rispettare gli accordi sottoscritti nell’ambito dell’Unione Europea derivano prevalentemente dalla modalità con cui Schoeder intende sopperire alla riduzione di introiti fiscali. Infatti, il Cancelliere propone di bilanciare questa riduzione delle entrate attraverso una riduzione della spesa pubblica in termini di tagli ai sussidi. Tuttavia, poiché i sussidi costituiscono in parte canali indiretti per la domanda, lo stimolo all’economia derivante dai tagli alle imposte rischia di essere neutralizzato dalla riduzione dei sussidi e dalla conseguente riduzione della domanda da essi originata.

    Il Governo tedesco ha anche proposto di finanziare la manovra fiscale attraverso un incremento del debito statale, rischiando però di non rispettare i criteri imposti dal Patto di Stabilità e Crescita, e la vendita di titoli di ex-monopoli di stato. I conservatori si oppongono all’incremento del debito come soluzione per la riduzione delle imposte.

    Il ruolo dei sindacati

    Anche i sindacati si sono opposti al pacchetto di riforme Agenda 2010. Essi, infatti, sono contrari alla riforma del codice del lavoro che prevede di agevolare l’assunzione ed il licenziamento dei lavoratori da parte dei datori di lavoro e alla prospettiva di finanziare la manovra fiscale attraverso una riduzione delle indennità e dei sussidi di disoccupazione. Poiché circa metà dei parlamentari tedeschi, specialmente tra le file dell’SPD e dei Verdi, appartengono ad un sindacati, questi ultimi detengono una posizione privilegiata tra le forze più influenti nel processo politico. Perciò, la loro contrarietà al progetto Agenda 2010 potrebbe sfavorire l’implementazione stessa delle riforme in esso contenute.

    Tuttavia, recenti sviluppi inducono a credere che la popolazione tedesca sia più favorevole alla proposta del Cancelliere Schroeder perché appare sempre più evidente che, in mancanza di adeguate riforme, il welfare state tedesco non sarà più sostenibile nel lungo periodo. In giugno, infatti, uno dei maggiori sindacati tedeschi, la IG Metall, ha interrotto uno sciopero portato avanti da circa 300.000 lavoratori in Sassonia e Berlino che protestavano da un mese per la riduzione delle ore di lavoro dalle attuali 38 alle 35. L’interruzione è stata dovuta alla reazione della maggioranza della popolazione tedesca che, attraverso un sondaggio, aveva espresso parere contrario allo sciopero perché si riteneva danneggiasse ulteriormente l’economia tedesca ed, in particolare, uno dei più importanti settori industriali del paese, quello automobilistico, come dimostrano i problemi causati dallo sciopero alla produzione di automobili nella regione occidentale della Germania.

    Conclusione

    Il progetto di riforma proposto dal Governo Schroeder sta ottenendo maggiori consensi in Germania ma è da considerarsi solo un punto di partenza. Secondo i sei maggiori istituti di analisi tedeschi gli effetti previsti dall’implementazione di Agenda 2010 saranno in grado di stimolare la ripresa dell’economia tedesca solo marginalmente. Il Governo dovrà prepararsi a varare riforme più coraggiose che possano favorire la ripresa dell’economia sia nel breve che nel lungo periodo, rispettando però gli accordi con gli altri stati membri dell’Unione Europea che attendono con ansia la ripresa di una delle più importanti economie europee

  10. #60
    illuminista eretico
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    che c'entra con quello che dicevi questo copia e incolla preso da chissà dove???

 

 
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