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Discussione: il sano liberismo....

  1. #1
    stanziale
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    Exclamation il sano liberismo....

    Il sito Jobdumping.de scatena un'aspra polemica Germania, "Cerco lavoro al prezzo più basso" L'ideatore: «I costi sono troppo alti». I politici: «Immorale, è il mercato degli schiavi». I sindacati: rispettare le tariffe minime STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    FRANCOFORTE - «Riordino la vostra scrivania per soli 7 euro all'ora. Chi mi vuole? Sono di Postdam della regione del Brandenburgo (ex Ddr)». L'annuncio è stato posto il 7 marzo alle 13,31 e scadrà un mese dopo. Finora l'annuncio ha ottenuto 572 risposte.

    «Installatore impianti gas, acqua e riscaldamento con 30 anni di esperienza. Offre la sua perizia per almeno 10 euro all'ora».

    «Cerco un guardiano di casa per 4 settimanedal 26 giugno al 24 luglio a 500 euro tutto compreso. Pagamento in contanti. Abbiamo un grosso cane e due gatti. Abitiamo nella zona di Berlino. Prende il lavoro chi fa l'offerta più bassa».

    (foto Emmevi)
    Sono tre post che compaiono su Jobdumping.de, un sito di offerte di lavoro che in Germania ha scatenato un putiferio. Infatti si tratta di una sorta di asta che al posto di un oggetto mette sul mercato il lavoro partendo da un prezzo base (il sito non accetta offerte inferiori a 3 euro).
    Chi desidera accaparrarsi i servizi di un determinato lavoratore non fa altro che fare un'offerta al rialzo alle condizioni poste da chi cerca lavoro (per esempio, entro una determinata zona).
    Oppure il datore di lavoro stabilisce un prezzo massimo e chi vuole essere assunto fa un'offerta al ribasso. Alla fine dell'asta il lavoratore sceglie ovviamente la proposta di chi ha offerto di più e il datore di lavoro chi accetta di lavorare al prezzo più basso.
    L'idea è in apparenza ottima: unire chi cerca lavoro con chi ha bisogno di qualcuno che svolga una determinata funzione per un periodo limitato di tempo. E per la maggior parte dei casi si tratta di piccoli lavori (giardinaggio, pulizie, elettricista, custode) offerti da pensionati o occupati part-time e in zone ad alta disoccupazione, come le regioni dell'ex Germania Est.

    Ma i sindacati temono che in questo modo vengano scavalcati al ribasso i minimi di paga stabiliti per i vari settori. Tanto che sul sito dell'istituto di ricerca del sindacato Dgb, è stato ritenuto opportuno mettere online le tabelle dei minimi sindacali per i vari settori. Lo stesso partito liberale tedesco (Fdp), che certo non è contrario a una maggiore liberalizzazione del mercato del lavoro, ha definito l'iniziativa di Jobdumping.net «un'idea immorale» tramite il portavoce per le questioni sociali Dirk Niebel. «Siamo al mercato degli schiavi», ha detto al quotidiano «Berliner Zeitung».

    L'ideatore del sito, Fabian Loew, il 31enne che lo scorso novembre ha aperto il sito e che ha permesso a 13 mila persone finora di trovare un lavoro, si difende su «Die Zeit»: «In Germania il costo del lavoro è altissimo. Occorre una revisione completa»

    31 marzo 2005

  2. #2
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    Predefinito

    Niente di strano, mi sembra perfettamente coerente con quanto vanno predicando da un decennio destra, sinistra, intellettuali, finanzieri, sindacati e tirapiedi vari.
    Questa prassi era in voga nel periodo del dopo "risorgimento" quando la miseria nera che portò con se l'infausto evento, costrinse molti contadini, mezzadri e braccianti, a emigrare o a sottostare alle "regole" imposte da "illuminati" padroni.
    Si doveva pietire qualche giornata di lavoro confidando nel "buon cuore" dei nuovi latifondisti che si dimostravano sempre estremamente generosi.
    Evviva il turbocapitalismo, si prospettano altre e più ingegnose idee per abbassare il costo del lavoro.

  3. #3
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    Predefinito Una Padania non liberale ma comunitaria

    . Di Sergio Terzaghi
    Il liberalismo incarna l’ideologia dominante del periodo contemporaneo. Il pensiero liberale ha dato autonomia all’economia riguardo alla politica e alla società, alle quali era precedentemente subordinata. Il liberalismo si è affermato contrapponendosi al movimento socialista. Invero, liberalismo e marxismo rappresentano, per propria natura, due facce della medesima medaglia: stesso individualismo, medesimo carattere universale, stessa logica egualitaria. Per entrambi vale il primato del fattore economico, ambedue insistono sulla potenza di emancipazione del lavoro ed esibiscono la stessa fede nel progresso. Il liberalismo, a differenza del marxismo, è riuscito a realizzare obiettivi primari quali lo sradicamento dell’identità e delle culture tradizionali e il disincanto della bellezza della natura del mondo. Inoltre, ha generato l’individualismo in conformità ad una falsa idea di società in cui si agita meccanicamente un individuo, il quale è mosso dalle leggi del calcolo e del profitto. Con la scomparsa delle solidarietà tradizionali, il liberalismo ha dato sfogo nel “mondo occidentale” alla filosofia del panem et circensem, propria dello stato totalitario.
    Ha creato e radicato lo Stato assistenziale, quale struttura di distribuzione apolide e privo d’un senso profondo. La logica del pensiero liberal ha generalizzato l’irresponsabilità sociale trasformando i cittadini in consumatori assistiti e spettatori passivi. Costoro non auspicano il rovesciamento del Sistema, non ritengono di avere doveri ma, piuttosto, reclamano l’estensione indefinita dei “diritti” di cui godono.
    Inoltre, il liberalismo ha insistito circa il disconoscimento del valore del politico: la “politica liberale” mira a disorganizzare qualunque tessuto sociale di stampo tradizionale e a sostituirlo con una falsa unione basata sul concetto di utilità gestita da coloro che hanno una competenza tecnica.
    Il liberalismo economico, morale e politico rappresenta quindi l’avversario principale di tutti coloro che operano per il superamento della modernità.
    In alternativa a questa visione del mondo, è necessario proporre un modello democratico, partecipativo, comunitario, quindi solidale, e localista.
    Nella democrazia, dove il popolo dovrebbe essere sovrano, il principio basilare è quello dell’eguaglianza politica, in quanto tutti i cittadini sono politicamente eguali, perché appartengono tutti egualmente alla stessa comunità politica. Il concetto essenziale della democrazia risulta dunque essere l’insieme dei cittadini politicamente riuniti in Popolo.
    Le Popolazioni Alpino-padane incarnano potenzialmente specifiche Comunità. La Comunità è etimologicamente cum munus (con dono n.d.r.) e, al contempo, cum moenia (con le mura n.d.r.). Pertanto, essa è la fortezza del dono. Occorre dunque riscoprire un sentimento comunitario e popolare che serva a ricostruire un legale sociale tra individui oggi atomizzati.
    Alla democrazia rappresentativa, la quale rappresenta solo le oligarchie e quindi è di per sé poco democratica, occorre preferire una democrazia partecipativa dal sapore classico. La democrazia partecipata, basata sul principio che “quel che tocca tutti deve essere affare di tutti”, non sottrae il cittadino al sociale ma lo conduce verso una riappropriazione del sociale stesso e della Politica. In un simil contesto, il locale acquista forza determinante. Infatti, il federalismo non rigetta in nessun modo la nozione della sovranità: essa è ripartita secondo il principio di sussidiarietà o della sufficiente competenza. Il potere sovrano non è un potere assoluto, rappresenta solamente il potere situato al livello più elevato, dove il campo di decisione è più esteso, quello che interviene solo quando i poteri locali, ai livelli inferiori, non sono in grado di risolvere i problemi presentatisi. Il federalismo è il solo sistema politico capace di conciliare l’uno e il molteplice, vale a dire gli imperativi in apparenza contraddittori dell’unità, necessaria alla decisione, e della libertà, necessaria al mantenimento delle diversità. L’Europa per riscoprirsi la prima potenza mondiale, oltre che a riflettere sui suoi reali confini, non può prescindere dal darsi una organizzazione federale. Pertanto, i cittadini europei devono tornare a partecipare alla vita pubblica, delegittimando così le oligarchie di tecnici e burocrati, oggi dominanti.

  4. #4
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    Arrow sigla Hartz 4

    Germania. Di Dario Giacomo Raffo

    In questo paese ormai periodicamente malato e succube di dosi massiccie di sport e bieco nazionalismo (vedi le recenti Olimpiadi), pochi si sono accorti della tematica che più ha angosciato i cittadini tedeschi: A poche persone la sigla Hartz 4 ricorda qualcosa e non è il nome di un calciatore della Germania del 1990 , è un piano di riforme economiche iniziato nell'azienda della Volkswagen teso a riformare il sistema di welfare . L'obiettivo è quello di diminuire i sussidi di disoccupazione obbligando le persone disoccupate da più di un anno ad inserirsi nel mercato, accettando qualsiasi lavoro gli venga proposto anche se quest'ultmo fosse meno redditizio e non conforme alle professionalità della persona .



    Questo è uno dei fattori che tende ad aumentare la mobilità lavorativa e di fatto a diminuire le buste paga dei lavoratori , è insomma lo smantellamento di uno dei più floridi sistemi di welfare europeo .



    Questa riforma è appoggiata e condivisa nella sua integrità dai due grandi partiti ad integrazione di massa (la Spd attualmente al governo con i verdi e la Cdu formazione di centrodestra attualmente al'opposizione).
    Nasce e viene discussa in un momento in cui il paese è colpito da un alto tasso di disoccupazione e nel quale aumentano le disparità tra ovest ( in cui la disoccupazione è intorno al 8,9% e in cui il salario medio è di 3619 euro) e est ( in cui la disoccupazione è intorno al 18,9% e lo stipendio medio si aggira intorno ai 2734 euro) . Le proteste erano inevitabli e da giugno del 2004 sono cominciate una serie di manifestazioni e proteste nelle più grandi città dell'est come Lipsia , Dresda , Jena ; manifestazioni che ricordano le montagsdemonstrazions ( manifestazioni di lunedì ) nell'ex D.D.R che avvennero nel 1989 in favore delle riforme democratiche che anticiparono il crollo del regime . Il fronte della protesta è ampio e variegato: ci sono sindacati , associazioni di disoccupati , cittadini , no global e , curiosamente sono presenti come associazioni partitiche proprio quei partiti che fanno riecheggiare ricordi che inquietano come la neocomunista Pds ( erede della Sed) e il partito di destra radicale Npd. Durante l'estate erano stati sollevati timori per una possibile avanzata di questi ultimi due partiti che poi si è puntualmente verificata. Si è svolto un ciclo di elezioni per il rinnovo dei parlamenti regionali nella Saar , in Brandeburgo e in Sassonia , elezioni che hanno bocciato i partiti favorevoli alle riforme e hanno sancito un'avanzata significativa dei partiti ai margini dell'arco costituzionale con un partito di destra che in precedenza non era stato indicato che è la DVU che ha superato lo sbarramento del 5% in Brandeburgo . All'indomani delle elezioni i commenti allarmistici si sono sprecati anche da noi , dove addirittura i telegiornali ripescavano dall'archivio manifestazioni di organizzazioni di destra sciolte da tempo. A nostro avviso le elezioni vanno lette e analizzate in un'ottica diversa , le riforme fanno paura e le dimostrazioni oltre al voto lo hanno dimostrato . Gli investimenti in infrastrutture all'est sono di fatto vani perchè non hanno portato ad un aumento del lavora disponibile , allora se così ormai stanno i fatti non è il caso di diversificare gli investimenti e di sospender i tagli ai sussidi in fondo come può non protestare ed esser angosciato chi perde l'unico ammortizzatore sociale che gli rimane . Poi comunque il voto alla destra radicale è sempre stato episodico e se si va ad analizzare la storia politica della Germania si possono trovare soltanto sfondamenti episodici seguiti poi da lotte intestine e sconfitte senz'appello . Sconfitte che arrivavano in genere perchè un partito dell'arco costituzionale si era appropriato dei temi della protesta del periodo. In questo una domanda viene spontanea. Se nessun partito tra i due storici ha fatto propria o quanto meno ha tentato di capire ed analizzare la protesta a chi mai dovevano rivolgersi questi poveri elettori se non agli unici partiti che la cavalcavano?
    Se nessun partito conta almeno di capire la protesta e continua ad appoggiare il piano Hartz4 , ci potrebbe essere il radicamento sul piano locale di queste formazioni, quindi non è il caso di frenare questa sborniadi svendita dello stato sociale e di ricominciare una politica seria partendo dal territorio ? La parola ai convinti riformatori. Non piangano poi se questi partiti estremi vincono le elezioni .

 

 

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