Non vorrei che una novella Teofano stesse crescendo in Lega.
Storia.
Vediamo se qualcuno indovina a chi mi riferisco e se conosce
Teofano.


Non vorrei che una novella Teofano stesse crescendo in Lega.
Storia.
Vediamo se qualcuno indovina a chi mi riferisco e se conosce
Teofano.
per caso è siciliana?In origine postato da Rotgaudo
Non vorrei che una novella Teofano stesse crescendo in Lega.
Storia.
Vediamo se qualcuno indovina a chi mi riferisco e se conosce
Teofano.


Aggiungo solo questo.
Magari è il solito "bigino" classico della "storiografia tarocca italiota"
Comunque lascio spazio a intuizioni e illazioni.
"Il piccolo OTTONE III appena incoronato ad Aquisgrana nel Natale del 983, fu affidato alla tutela di ENRICO di Baviera, cugino del defunto imperatore, che per essersi ribellato, come abbiamo letto nella precedente puntata, aveva perso il ducato ed era stato confinato ad Utrecht, sotto la sorveglianza del vescovo di questa città.
Con l'incarico di tutore ENRICO però non rimase a lungo, perché, indomabile com'era, aspirando alla corona ed essendosi alleato per ottenerla a Lotario di Francia e agli Slavi, suscitò contro di sé lo sdegno dei grandi, laici ed ecclesiastici, i quali lo costrinsero a cedere la tutela del piccolo sovrano alla nonna ADELAIDE e alla madre TEOFANO, facendogli riottenere in compenso il suo antico ducato di Baviera.
Le due imperatrici, che alla morte di Corrado II, si trovavano allora in Italia, andarono in Germania e assieme a MATILDE, che era abbadessa di Quedlinburg, il 29 giugno del 984, in un'assemblea tenuta a Rara ricevettero in custodia Ottone III e la cura del regno.
L'anno dopo però l'ex imperatrice Adelaide si ritirò a Pavia, e non si occupò più delle cose del regno e del nipotino; questo distacco totale forse deve attribuirsi ai dissidi sorti tra le due imperatrici dal carattere molto diverso. Sulle cause di questi dissidi scarsissime purtroppo sono le notizie e discordi i pareri degli storici; solo sappiamo con sicurezza che dal 985 in poi soltanto TEOFANO esercitò il governo, coadiuvata da WILLIGISO, arcivescovo di Magonza, e da ILDIBALDO, arcivescovo di Worms.
Sebbene straniera (ricordiamo era bizantina) seppe fare gl'interessi dello stato, usando grande energia e nel medesimo tempo rarissima abilità. Assicurò la frontiera dell'Elba minacciata dagli Slavi, costrinse BOLESLAO, duca di Boemia, a sottomettersi; morto nel 986 il re di Francia, LOTARIO si riappacificò con il successore LUDOVICO V e quando, cessato di vivere quest'ultimo, scoppiò il conflitto fra il nuovo re di Francia UGO CAPETO e Carlo, fratello di Lotario, Teofano prestò più volte la sua opera di mediatrice allo scopo di assicurare alla Germania il possesso della Lorena.
La tranquillità del regno italico permise all'imperatrice di dedicare tutta la sua attività alla Germania. In Italia difatti la casa di Sassonia aveva non pochi fedeli, tra cui primeggiava UGO di Toscana, ed era sorretta dai vescovi del settentrione, che dagli imperatori tedeschi avevano ottenuto numerosi privilegi. A Roma però le cose avevano preso un indirizzo diverso da quello che aveva dato Ottone II.
Partita Teofano dall'Italia, il partito antitedesco aveva rialzato il capo, risoluto a giovarsi della minorità di Ottone e delle condizioni in cui si trovava l'impero per liberare la città e il Papato dalla dipendenza germanica. BONIFACIO VII, che per dieci anni era vissuto a Costantinopoli tenendo sempre lo sguardo sulle cose romane, era tornato improvvisamente a Roma e aveva fatto chiudere dentro Castel S. Angelo papa GIOVANNI XIV (che morì -forse ucciso- dopo quattro mesi (20 agosto del 984) usurpandogli il soglio.
BONIFACIO VII non aveva pontificato però a lungo dopo la morte del suo avversario né aveva fatto morte migliore di lui: fu ucciso dai suoi stessi partigiani e il suo cadavere, trascinato per le vie della città, fu stato gettato davanti la statua di Marco Aurelio e solo il giorno dopo ricevette sepoltura per l'opera pietosa di alcuni preti (luglio 985).
Fallito un tentativo dei sostenitori dell'impero di prendere nelle mani il potere papale, era stato elevato in agosto al trono pontificio GIOVANNI XV (Giovanni di Gallina Alba); il governo civile era stato assunto da Crescenzio, figlio di quel Crescenzio da noi già ricordato, il quale aveva preso il titolo di "Patricius Romanorum".
Preoccupata dagli avvenimenti romani e decisa a ristabilire nella città eterna l'autorità imperiale, forse chiamata dal Pontefice o come è meglio credere, dai veri reggenti dell'impero che non erano pochi, TEOFANO nel 989 scese in Italia e andò a Roma, dove la troviamo nel Natale di quell'anno.
Bastò la sua presenza per risollevare le sorti del partito, il che ci fa pensare che la fazione nazionale non avesse né forza né risolutezza. Crescenzio, che non era uomo da tener testa agli imperiali, fece atto di sottomissione a Teofano, e questa, con atto di prudente politica - per non averlo contro- gli confermò il titolo di patrizio.
TEOFANO rimase qualche tempo a Roma, poi andò a Ravenna e di là, nell'estate del 990, fece ritorno in Germania. Era intenta a preparare una spedizione contro i Vendi ribelli quando, il 15 giugno del 991, cessò di vivere a Nimega, lasciando Ottone III di undici anni.
Tuttavia otto anni di saggio e forte governo avevano già resa salda la posizione del figlio; così salda che la debolezza di Adelaide, richiamata e successa nella tutela a Teofano, non la scosse affatto. Scossa, invece, fu l'autorità imperiale a Roma dove, dopo la partenza di Teofano, il potere civile ritornò nelle mani di CRESCENZIO.
A papa GIOVANNI XV non rimase che il potere spirituale, ma questo già minato dalla condotta dei pontefici precedenti e dalla politica papale di asservimento all'impero germanico, aveva perso molto della autorità di una volta, in modo particolare nella Francia, il cui episcopato era contrario alla riforma cluniacense e rimproverava al Papato la sua politica devota e servile alla corte tedesca.
Il tanto nemmeno celato malumore dell'episcopato francese contro la S. Sede divenne lotta aperta e violenta nel 991, il 17 giugno, subito il giorno dopo la morte di TEOFANO."


le sue iniziali sono MM


Bene. Tutti bravi!
Per il Dott. aggiungo che ha trovato una versione
piuttosto buonista della storia di quel periodo.
Io invece mi rifacevo ad una versione meno filo-imperiale,
se trovo il testo ve lo posto.


Beh...io sono un "tecnico d'altro".
Poi, ormai, il ritmo di sfruttamento del sistema mi ha svuotato la memoria (oltre che tasche e muscoli).
Invidio voi tutti che riuscite a ricordare.
Io ho solo rubato la prima pagina trovata.
Certo, è storia scritta in itagliano da itagliani, quindi è già una "storia" in sé stessa.
Però, ti torno al thread, come giusto.
Qualunque sia stata la figura di Teofano, amen.
Quale sia la situazione del partito, non lo so, e nemmeno so quali siano i rapporti di forza all'interno e i rapporti, difficili con il potere.
A noi, esterni e idealisti, tante cose disturbano.
Ma rimango un uomo, al quale la buona sorte ha regalato la possibilità di conoscere tante donne, per lavoro e per diletto.
Ho visto stasera molti attacchi a Manuela, persona di cui non ho conoscenza diretta e che per certe cose in un certo momento non mi è piaciuta. Persona su cui contavo.
Ma ho visto stasera attacchi da parte di donne. Donne a noi note con nome e cognome, che si celano dietro ad un soprannome. Credevo che le donne, in questo momento storico così apparentemente più forti rispetto a noi uomini, avessero più classe.
Spero di essere ermetico, e anche di non esserlo. Per vedere se Pensiero mi reagisce. E butto lì questo In-Thread Out-Thread.
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In altre parole...il tuo richiamo a Teofano è intrigante e intelligente.
Altri modi di attacco in rima sono agghiaccianti e volgari. Ingiustificabili perfino dalle le campagne elettorali. Solo le donne sanno immaginarli.
Dove sei, Pensiero?


In origine postato da ildott
Ma ho visto stasera attacchi da parte di donne. Donne a noi note con nome e cognome, che si celano dietro ad un soprannome. Credevo che le donne, in questo momento storico così apparentemente più forti rispetto a noi uomini, avessero più classe.
Spero di essere ermetico, e anche di non esserlo. Per vedere se Pensiero mi reagisce. E butto lì questo In-Thread Out-Thread.
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In altre parole...il tuo richiamo a Teofano è intrigante e intelligente.
Altri modi di attacco in rima sono agghiaccianti e volgari. Ingiustificabili perfino dalle le campagne elettorali. Solo le donne sanno immaginarli.
Dove sei, Pensiero?![]()
ma parli con me? mainominata la moglie di Bossi
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Pensy, ildott ti sta chiamando in causa perchè (giustamente anche secondo me) insinua che Giovanna d'Arco sia in realtà Ros**** d'Arco e vorrebbe che tu intervenissi per rimbeccarla sulle canzonature velenose e gratuite che sparge a piene mani...In origine postato da pensiero
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ma parli con me? mainominata la moglie di Bossi
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Iunthanaka
Conte della Martesana


ha capito.....ma cosa vuoi rimbeccare, quando uno/a ha tal livore l'unica cosa è lasciarglielo sfogare....per quanto mi riguarda non intendo aprire polemiche, mi sono nauseata in abbondanza nelle due/tre trasmissioni televisive in Veneto, per non dedicare più neanche mezzo secondo a tal personaggio...In origine postato da Iunthanaka
Pensy, ildott ti sta chiamando in causa perchè (giustamente anche secondo me) insinua che Giovanna d'Arco sia in realtà Ros**** d'Arco e vorrebbe che tu intervenissi per rimbeccarla sulle canzonature velenose e gratuite che sparge a piene mani...