DOPO LO STRAPPO
Si dividono i seguaci del Divo Giulio «E’ una ferita». «No, io lo imiterò»
Il cardinale Angelini: la sua scelta avrà influenza Garavaglia: non lo capisco
ROMA - Una volta era quasi una religione. Ormai andreottiani e, in generale, ex Dc che avevano e hanno del Divo Giulio grande stima, sono da lungo tempo in diaspora. E si dividono sull’ultima mossa. «Ha perfettamente ragione». «No, ha torto, ma quanto mi dispiace». Sono i due fronti che ha subito creato la dichiarazione di voto per Francesco Storace. Giuseppe Fioroni parla di «ferita». E soffre per la scelta fatta: «Sono stato nella gioventù andreottiana e non me ne pento affatto. Anzi, non mi sento per niente un ex: sono amico di Andreotti e basta». Ma sulle regionali del Lazio l’esponente della Margherita non ha dubbi: «Sbaglia, soprattutto quando afferma che la sanità con Storace ha migliorato. Lo chieda ai cittadini della regione e gli risponderanno il contrario». Ma influenzerà il voto quel pronunciamento, ha ancora un peso elettorale ciò che dice Andreotti? «Non credo più di tanto: conta di più l’impoverimento della famiglia laziale».
La giornalista Rosanna Lambertucci , da sempre grande estimatrice del senatore a vita, pensa esattamente il contrario: «Andreotti è un uomo concreto, giudica i fatti: Storace si è comportato bene, lo dico anche come giornalista che segue da sempre la sanità. Ha fatto più di molti altri presidenti di regione: voterò per lui».
Ma la scelta alimenta passioni. E si incontra chi ha già preso iniziative: «Gli ho scritto una lettera per esprimere tutto il mio dispiacere», confessa il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia che fu sottosegretario nell’ultimo governo Andreotti: «Da quando l’ho saputo sono tormentata. Lo stimo da sempre e ho fatto il tifo per lui durante la sua bufera giudiziaria, ma davvero non capisco che cosa c’entra la Dc con Storace. So che il suo sostegno peserà, ma spero che peseremo anche noi ex dc schierati con Marrazzo».
«Se fossi a Roma - racconta invece Nino Cristofori , attualmente nelle file dell’Udc - voterei per Storace. E poi non bisogna stupirsi dell’appoggio di Andreotti: la stima per il governatore del Lazio esiste già da tempo, me ne aveva già parlato in alcuni colloqui personali. Avrà influenza il suo orientamento: il suo è un nome che ancora conta molto a Roma e dintorni». Insomma, Andreotti unisce e divide. Silvia Costa , capolista dell’Ulivo nel Lazio, si ritiene «amica personale» del senatore a vita. Rispetta «l’autonomia di giudizio» ma non capisce: «Il 23 marzo, a Palazzo Madama, ha definito un pericolo le riforme costituzionali approvate dalla maggioranza e ora si schiera con Storace? Lo invito a riflettere. Certo, potrà influenzare un po’ il mondo cattolico. Occorre però ricordare che non si tratta di un appello, ma di una dichiarazione di voto». A proposito di mondo cattolico, il cardinale Fiorenzo Angelini , amico di lunga data di Andreotti fa capire bene da che parte sta: «Penso che sia normale approvare il bene che si è fatto. Meglio che ipotecare quello che si deve ancora fare. Certo, il pronunciamento di Andreotti avrà una sua influenza».
E Paolo Cirino Pomicino , che dopo avere fatto esperienza dell’Udc ora milita nell’Udeur di Clemente Mastella? «Se fossi nel Lazio voterei Marrazzo, ma solo per ragione politica: non ha esperienza. Invece in Campania, dove sono chiamato alle urne, voterò Rotondi e non Bassolino. Ad ogni modo, si sa, Andreotti è una personalità che fa sempre opinione in chiave elettorale. E non parla mai inutilmente».




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