Nell'attesa che muoia il papa, in rispetto del suo stato di coma, il governo ha sospeso la propaganda elettorale. Ammettendo implicitamente che le elezioni sono divenute una pagliacciata.
Il papa è in coma, la campagna elettorale si ferma. Questa è stata la decisione presa dal governo in rispetto delle probabili ultime ore del pontefice e in preparazione dell’imminente lutto.
A tutti appare cosa normale, giusta, decorosa; e in effetti lo è.
Tuttavia a nessuno è saltato in mente di pretendere che, in questa congiuntura, i pompieri restino in caserma, la polizia abbandoni la sicurezza pubblica, l’esercito ignori la difesa, le ambulanze stiano chiuse in autorimessa. Perché ? Ma perché svolgono un servizio pubblico per la nazione e per i cittadini. Esattamente quello che dovrebbe essere la politica, almeno così come ce la contrabbandano. Invece la politica è diventata uno spettacolo, con punte di avanspettacolo, una commedia, una kermesse, un varietà. Ed è per questo che, senza esserne magari consapevoli, tutti la sentono come cosa stonata, la percepiscono come un’offesa del lutto, del dolore, dell’attesa.
In altre parole il governo, effettuando una scelta giusta, ha implicitamente ammesso cosa sia diventata la politica oggi: una commedia, una buffonata.




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2010:
!!!
