BRAVO OLIIn origine postato da Oli
Uniti nell'Ulivo. Sarfatti. Nessuna preferenza.


BRAVO OLIIn origine postato da Oli
Uniti nell'Ulivo. Sarfatti. Nessuna preferenza.


grande...In origine postato da Mastea
Come epixx, Rifcom ma non Carraro, presidente Panto (giusto per sprecare il voto).
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Alleanza Nazionale, sperando nel misero fallimento del listone della spesa della Mussolini (fallimento che, a quanto pare, è realmente avvenuto).


Domenica 3 aprile, verso le sei e dieci.
Mi sono deciso ad andare a votare dopo un sms che me lo ricordava.
Si vota nella mia vecchia scuola elementare, in cui mi ritrovo a memoria... entro nel seggio, do carta d'identità e tessera elettorale allo scrutatore che ci mette venti minuti prima di fare un segno accanto al mio nome, sull'elenco. Il nome prima del mio è quello di mio fratello, e vedo che non è ancora andato a votare.
Poi mi sposto al banco successivo, mi danno una scheda al posto dei miei documenti (scambio equo, direi). Verde, con quell'odore di carta. E mi danno anche la matita, la terribile (innocua) arma della democrazia.
Entro nella cabina ("può andare nella 3"). Spiego il lenzuolo su cui esprimerò il mio voto, e subito mi rendo conto di quanti partiti ci sono in Italia. Ghigo a sinistra, do un'occhiata ai simboli, in mezzo Rotondi e Ellena, a destra la Bresso con tutto il centrosinistra. Prima di mettere la croce ci penso un po'. DS, nessuna preferenza. E tanto per infierire anche un bel segno sul simbolo dell'Unione.
Il mio dovere è fatto. Ripiego il lenzuolo, con qualche difficoltà.
Torno al banco, lo inserisco nell'urna (che momento...). Per i politici è un istante eterno, devono posare per i flash con la scheda mezza dentro e mezza fuori. Per me no, è solo un brivido che vola via. La mia scheda è rimasta sospesa, incastrata nel foro dell'urna. La scrutatrice provvede.
Riprendo i miei documenti, esco dalla scuola che mi ha visto bambino e che ora mi vede elettore, nel cielo c'è una bella aria quasi di tramonto. Una telefonata a un amico per raccontare la scena.
Un po' di musica nelle orecchie, qualche canzone di sinistra.
E il ritorno a casa. Il dovere di buon cittadino è compiuto.