Risultati da 1 a 10 di 10
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    Predefinito profezie sugli ultimi papi

    Ci sono molte profezie sul prossimo Papa e sulla tragica fine della Chiesa di Roma.

    Le profezie di Merlino, diffuse per la prima volta a Venezia verso il 1280, dicono nel presagio 164: "Quando la Santa Madre del Signore comparirà in più parti e quando Pietro avrà due nomi, sarà tempo di prepararsi perché l'ora sesta sarà vicina.", quando vi saranno molte apparizioni della Madonna e ci sarà un papa con due nomi (Giovanni Paolo II) si avvicinerà l'ora delle tenebre, dello smarrimento e della morte; il riferimento è all'ora sesta di Gesù quando avvenne la sua morte in croce.
    E il presagio 230: "Nei tempi finali tutto il mondo sarà una grande Babilonia. E sarà l'ultima Babilonia, perché il vizio, la corruzione, l'inganno e la mancanza d'amore finiranno per distruggere l'uomo". Babilonia è il simbolo del decadimento morale, dell'imbarbarimento dell'uomo, ormai preso nella spirale degli interessi materiali e staccato completamente dalle leggi della natura. Babilonia e'anche il nome della prima operazione militare di Bush contro l'Irak.
    Nel presagio 308 si legge:"Da Roma partirà una scomunica, mentre la guerra sarà cruenta in Gerusalemme. Dopo la festa ci sarà il saccheggio. Pietro e Paolo saranno allontanati da Roma e molti saranno condannati all'esilio."
    Molti vaticini parlano del martirio che chiuderà la chiesa di Roma: "Alla fine, la comunità cristiana non sarà più numerosa di quella che era all'inizio. E anche gli ultimi cristiani scenderanno nelle catacombe, perché saranno perseguitati come all'inizio “ (vedi anche le visioni di madre Lucia di Fatima).
    Si dice spesso che la Chiesa cristiana comincerà con un Pietro e chiuderà con un Pietro, ambedue martirizzati. Il fatto che l’ultimo successore di Pietro dovrà abbandonare la sede romana è un motivo comune a molti profeti. Nei messaggi ermetici del Padre Questuante (sec. XVII) si dice: "La chiesa ritornerà a Nazareth e la chiesa di Roma ritornerà all'impero".
    Molto nota è una famosa profezia sui Papi attribuita a SAN MALACHIA, santo irlandese del 1100, umile e semplice, molto amato dal popolo, gli erano attribuiti molti miracoli. Affermava di aver ricevuto da Dio il doppio dono del miracolo e della profezia. In un suo viaggio, di ritorno da Roma, aveva sostato nel monastero di Chiaravalle ospite di S. Bernardo. Nella pace del chiostro compose la sua più famosa profezia, 112 brevi motti latini, che indicavano le caratteristiche di tutti i papi, cominciando dal papa del suo tempo Celestino II (1143) fino all'ultimo papa di Roma. Questo elenco comparve nel 1595. Vediamo gli ultimi 9 papi:
    - ci sono tre papi del malessere (guerre, crisi ecc.):
    Ignis Ardens = fuoco ardente, Pio X morì al divampare della prima guerra mondiale e fu santificato per la sua fede ardente
    Religio Depopulata = Benedetto XV, che visse nella prima guerra mondiale che costituì una grande strage nel mondo cristiano.
    Fides intrepida = Pio XI, natura coraggiosa che stipulò i Patti Lateranensi e si oppose al nazismo
    Vengono poi tre papi della rinascita o fioritura mistica:
    Pastor Angelicum = Pio XII, si disse spesso che questo papa aveva visioni soprannaturali. La chiesa vorrebbe beatificarlo, ma incontra molte opposizioni.
    Pastor et Nauta = Giovanni XXIII che era patriarca di Venezia
    Flos Florum = Paolo VI (Papa Luciani) che aveva dei fiordalisi nello stemma.
    - poi i tre papi delle prove supreme
    De Medietate Lunae = Giovanni Paolo I, papa intermedio che regna per un mese soltanto, come un periodo lunare
    De Labore solis = Giovanni Paolo II che viaggia continuamente attorno alla terra affaticandosi come fa il sole
    De Gloriae Olivae = dovrebbe essere il papa futuro e potrebbe essere di origine orientale, l'ulivo è simbolo di pace, un papa che pacifica le diverse religioni o posizioni. Ma curioso è anche il possibile riferimento al movimento per la pace. Infine verrà:
    Petrus Romanus, un Pietro inizia la storia della chiesa a Roma e un Pietro romano la finisce, martire come il primo apostolo. Anche Nostradamus parla di quest'ultimo papa martire, durante il cui pontificato la Chiesa subirà delle persecuzioni: "Nell'ultima persecuzione della sacra chiesa romana regnerà Pietro il Romano, che pascolerà il suo gregge, tra disgrazie e problemi; quando questi termineranno, la città dei sette colli verrà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà i popoli"
    Oggi saremmo al n° 110 papa e solo due ci separerebbero dalla fine della Chiesa.

  2. #2
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    Predefinito

    http://www.esoteria.org/documenti/mi...fezieroma.html

    QUESTO INQUIETANTE ARTICOLO DI GIUSEPPE COSCO E' STATO PUBBLICATO DALLA RIVISTA "I MISTERI", N. 24, 1998, COL TITOLO: "IL DESTINO TERRIBILE DI ROMA" E DAL MENSILE "OLTRE LA CONOSCENZA", N. 26, 1998, COL TITOLO: "NEL PROSSIMO MILLENNIO L'ANTICRISTO MARCERA' SULLE SPONDE DEL TEVERE".

    LA SUPERBA CITTA' DEI SETTE COLLI, RISCHIA DI ANDARE INCONTRO A CATASTROFI INIMMAGINABILI

    LE TERRIBILI PROFEZIE SU ROMA

    Il destino di Roma è segnato. Almeno questo è ciò che sostengono alcuni tra i più conosciuti profeti del passato, secondo i quali proprio nella "città eterna" avrà inizio il conflitto finale tra le forze del bene e le armate sanguinarie di Satana. Un conflitto che si protrarrà a lungo e che si risolverà soltanto quando di Roma non resteranno che macerie.

    Diverse profezie affermano che Roma sarà distrutta. Una famosa predizione attribuita al venerabile Beda assicura: "Finché rimarrà in piedi il Colosseo anche Roma durerà. Quando il Colosseo cadrà anche Roma cadrà e quando Roma cadrà il mondo finirà".

    Identico vaticinio sulla fine di Roma era stato divulgato da Tertulliano. I messaggi della Vergine a La Salette e a Fatima avvertono che delle grandi disgrazie travolgeranno Roma. Nell'anno 1846 nel messaggio di La Salette, località delle alpi francesi vicino a Grenoble, la "bella Signora" ai bambini Massimino e Melania intenti a pascolare le pecore, tra l'altro, dirà: "...Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo e distruggerà tre città. Tutto si crederà perduto e non si vedranno che omicidi; non si sentirà che rumori di armi e bestemmie. I giusti soffriranno molto. (...) Roma perderà la fede e diventerà il seggio dell'Anticristo. I demoni dell'aria, con l'Anticristo, faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre di più...".

    LA PROFEZIA DI FATIMA

    La Madonna si rivelerà 71 anni dopo ai piccoli pastorelli Lucia dos Santos, Franco e Giacinta Marto e affiderà loro dei messaggi profetici.

    I primi due, tra l'altro, riguardano l'annuncio che la prima guerra mondiale sta per finire, ma che ne scoppierà un'altra, "durante il regno del prossimo pontefice (Pio XI, 1922-1939 nda)". Il 31 agosto 1941, ventiquattro anni dopo i fatti di Fatima, la stessa Lucia parlò, per la prima volta, del messaggio ricevuto dalla Madonna e disse che esso era diviso in tre parti; nel cosiddetto "terzo Memoriale" di Suor Lucia è, appunto, scritto: "Il Segreto comprende tre cose distinte ed io ne svelerò due".

    La parte non divulgata del messaggio, detta anche terzo segreto di Fatima, o quello che si ritiene tale, fu pubblicato a firma di L. Heinrich da un giornale di Stoccarda, il Neues Europa, il 15 ottobre 1963, e parla anch'esso di gravi castighi contro la città eterna.

    "(...) Anche per la Chiesa, verrà il tempo per le sue più grandi prove. Cardinali, si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle loro file, e a Roma vi saranno cambiamenti.

    Ciò che è putrido cadrà e ciò che cadrà, più non si alzerà. La Chiesa sarà offuscata, e il mondo sconvolto dal terrore...".

    Molti sensitivi hanno predetto la fine di Roma. Il sensitivo F. Blanchard, nel 1886, raccontò che aveva avuto una spaventosa visione, molto realistica che lo aveva lasciato per lungo tempo sconvolto. Ecco cosa disse di aver visto: "Al posto della fontana, nella piazza di Roma, dove si scorge la Basilica di San Pietro, c'era un'enorme tinozza di sangue e qui andava la gente per tingere i drappi, che poi esponeva lungo le strade... I drappi rossi gocciolavano sangue...".

    A suor Imelda, nel 1872, apparve Roma distrutta e "coperta di macerie". Nostradamus predisse inauditi flagelli che si dovrebbero abbattere su Roma.

    T. Mann ci informa che: "Secondo un commentatore, P. Innocent Rissault, intorno al 1980 sarebbe iniziata l'egemonia dell'Anticristo. Con lo scisma finale della Chiesa Cattolica Romana e la distruzione di Roma nell'anno 2000...".

    Renzo Baschera, attento studioso di profezie, fa notare che un gran numero di veggenti "vedono sorgere in Roma un vulcano, dal quale verrà vomitata lava e fuoco, mentre la terra si contorce...".

    IL REGNO DEL TERRORE

    Il Monaco di Padova, vissuto nel XVIII secolo, ripete nelle sue profezie quelle dell'eremita Teolosforo (1300). Egli, tra l'altro, predisse la distruzione di Roma nel 2013.

    Nella seconda metà del secolo scorso, Giovanna Le Royer, che visse nel monastero di Fougères, annunciò il segno che avrebbe indicato che la catastrofe era vicina: "...quando si abbandonerà nella Chiesa la lingua della catacombe (si riferisce al latino, nda) Satana sarà prossimo a ingaggiare una tremenda lotta, perché sarà questo il tempo in cui il suo diletto figliolo starà per giungere sulla terra". Frate Bartolomeo di Salluzzo predisse: "...Firenze bella e Napoli gentile, ch'ognun di voi divenuta è un porcile, con l'empia, sporca Roma, tutte e tre sarete dome e porterete una gran soma".

    San Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore dei salesiani e insigne taumaturgo, era dotato di grandi poteri paranormali, e fu frequentemente illuminato da sogni profetici puntualmente avveratisi come, tanto per fare due esempi, quella relativa alla conciliazione tra l'Italia e la Santa Sede e quella che descrisse le varie fasi in cui poi si svolse effettivamente il Concilio Vaticano I.

    In una delle sue tante visioni profetiche vide le afflizioni che avrebbero sconvolto Roma e ne informò papa Pio IX: "E di te, O Roma, che sarà? Roma ingrata, Roma effeminata; Roma superba. (...) Roma! Io verrò a te quattro volte. Nella prima percuoterò le tue terre e i suoi abitanti (potrebbe essere la Prima guerra mondiale, 1915-1918, nda). Nella seconda porterò la strage e lo sterminio fino alle tue mura (si riferisce alla Seconda guerra mondiale?). Non apri ancora l'occhio? Verrò la terza volta, abbatterò le difese e i difensori ed al comando del Santo Padre subentrerà il regno del terrore, dello spavento, della desolazione. Ma i miei savi fuggono. La mia legge è tuttora calpestata. Perciò farò la quarta visita. Guai a te se la mia legge sarà ancora un nome vano per te. Succederanno prevaricazioni nei dotti e negli ignoranti. Il tuo sangue ed il sangue dei tuoi figli laveranno le macchie che tu fai alla legge di Dio.

    Scrive ancora Baschera: "Roma, come Parigi, sarà distrutta. Su questo punto concordano decine di profezie. La distruzione non sarà però subitanea, immediata. Ci saranno 'dei segni'. In questo messaggio si dice difatti: 'Io verrò quattro volte a te'. Il primo 'segno' sarà dato probabilmente dal terremoto (ma si tratterà di una serie di mini-sismi, che 'gireranno per i colli romani, come caproni imbizzarriti')...".

    Santa Brigida vide: "Maometto ritornare a Roma, portando una lunga spada e seminando ovunque la discordia...".

    La monaca di Dresda scrisse di uno spaventoso e sibillino sogno profetico che aveva fatto su Roma: "Da poco mi ero addormentata quando una mano mi prese e mi sollevò. Mi trovai come su un poggio e ai miei piedi c'era la città benedetta, ma di questa riuscivo a distinguere solo il Colosseo... ho visto uscire una processione di vescovi e di cardinali che, al posto di pregare, litigavano fra di loro. 'Riportano la Chiesa a Gerusalemme', diceva qualcuno. E qualcun altro: 'Hanno stipulato un patto con Satana'. Quando riaprii gli occhi, al posto del Colosseo c'era un piccolo lago e sopra un angelo con una scritta in fronte: 'Questa è la seconda prova. Ma prima che il larice rinverdisca per la terza volta una grandinata ben peggiore si abbatterà sulla città santa, ridotta ormai ad una spelonca di ladri, dove la pestilenza e il vizio saranno pane quotidiano e dove i vescovi mangeranno nella stessa scodella dei malfattori, mentre i giusti periranno in carcere. Ed ora, mi disse ancora la voce, voglio farti vedere la prima prova che verrà mandata alla città santa. Ho visto allora una fiamma di fuoco cadere sibilando sulla terra e andare a incunearsi tra le case, poco lontano dalla Basilica... E un'enorme voragine si aprì inghiottendo case, strade e persone...".

    L'ULTIMO PAPA

    Il Papa San Pio X, nel 1909, ebbe una visione terrificante; nel corso di un'udienza cadde improvvisamente in uno stato molto simile alla trance. Ridestandosi da questo stato disse profondamente turbato: "Ciò che ho veduto è terribile! Sarò io o un mio successore? Ho visto il Papa fuggire dal Vaticano camminando tra i cadaveri dei suoi preti. Si rifugerà da qualche parte, in incognito, e dopo una breve pausa morrà di morte violenta". Tutto ciò dovrebbe accadere in una Roma in preda ad una grande tribolazione.

    Concludo questa inquietante rassegna di profezie su Roma citando il vescovo irlandese Malachia (1094-1149), canonizzato nel 1190 da Clemente III; a lui sono attribuiti 112 motti coi quali profetizza altrettanti papi, da Celestino II fino al Papa della fine del mondo. Profezie originali e molto inquietanti. Ad esempio Papa Giovanni Paolo I è designato col motto De Medietate Lunae (della metà della luna). Il suo papato durò appena 33 giorni; egli morì o, come scrive David Yellow nel suo libro "In nome di Dio", fu assassinato alla metà del mese lunare. Giovanni Paolo II, il Papa attuale fu designato col motto De Labore Solis (Del lavoro del sole). È noto il suo viaggiare continuamente per il mondo come l'astro fulgente che ogni giorno sorge e sembra percorrere infaticabilmente tutto il cielo per scomparire al tramonto e poi ricominciare.

    Il suo successore, penultimo Papa, è designato come Gloriae Olivae. L'ultimo Papa, secondo Malachia, si chiamerà Petrus Romanus. Ecco quanto dice la celebre profezia: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascerà il suo gregge tra mille tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dei sette colli sarà distrutta e il giudice temibile giudicherà il suo popolo".

    Giuseppe Cosco

    Note bibliografiche

    Renzo Baschera, Le Profezie di Don Bosco, Meb, Padova 1988.
    Renzo Baschera, Le Profezie della Monaca di Dresda, Meb, Padova 1986.
    Renucio Boscolo, Centurie e Presagi, Oscar Mondadori, Milano 1981.
    Giuseppe Cosco, Profeti e Profezie, Ediz. Sarva, Imola (BO) 1991.
    Giuseppe Cosco, Il Terzo segreto di Fatima, in "2001 - Quale futuro?", con prefazione di Giorgio Galli, supplemento al n. 4 - 1991 di Astra.
    Franco Cuomo, Le Grandi Profezie, Newton & Compton, Roma 1997.
    A. T. Mann, Profezie del Millennio, Neri Pozza editore, Vicenza 1996.
    Fabrizio Mariani, Il mondo non finirà, Sonzogno, Milano 1996.
    Daniel Réju, Il Terzo Segreto di Fatima, Meb, Padova 1983.

  3. #3
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    Predefinito Re: profezie sugli ultimi papi

    In Origine Postato da Felix
    sono molte profezie sul prossimo Papa e sulla tragica fine della Chiesa di Roma.
    De Gloriae Olivae = dovrebbe essere il papa futuro e potrebbe essere di origine orientale, l'ulivo è simbolo di pace, un papa che pacifica le diverse religioni o posizioni.
    Questo è un chiaro riferimento al fatto che il prossimo papa sarà Romano Prodi, gloria dell'Ulivo (mi dispiace per Berlusconi che ci tirava lui...).
    Petrus Romanus, anche in questo caso è inequivocabile il riferimento a Romano Prodi (Produs Romanus), che sarebbe quindi il primo e unico papa a succedere a stesso.

  5. #5
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  6. #6
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    maremma maiala che post menagramo....posso fare gli scongiuri?sgat sgrat sgrat!

  7. #7
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    Predefinito E Nostradamus che ne dice?

    In molti ritengono che il successore di Giovanni Paolo II abbia qualcosa a che fare con la Centuria V, quartina 92 di Nostradamus.
    Nel corso dei decenni diverse interpretazioni si sono sovrapposte a proposito di questi versi che rivelerebbero il nome del penultimo papa prima dell’Anticristo. E che molti credono di aver riconosciuto nel successore di Karol Wojtyla.

    Centuria V, quartina 92

    Dopo il seggio diciassette anni retto
    Cinque in quel tempo compiuto saranno
    Poi della stessa eta` uno sara` eletto
    Poco conforme tra il clero romano.



    Traduzione letterale

    Dopo il seggio tenuto diciassette anni
    Cinque cambieranno in quel termine compiuto
    Poi del medesimo tempo uno sara` eletto
    Che dei romani non sara` troppo conforme.

    La prima volta che il Seggio fu tenuto per 17 anni fu con Pio XI e il testo sembra dire che dopo la morte del papa che avrebbe regnato17 anni si sarebbero succeduti cinque papi il cui pontificato complessivo, fino all’elezione del quinto, avrebbe dovuto abbracciare uno spazio di 17 anni. Ma cosi`non e`stato. E allora?
    Il verso puo` anche essere analizzato da un altro punto di vista: “termine” ha infatti anche il significato di addendo. Il verso potrebbe quindi anche essere letto in questo modo: cinque cambieranno nello spazio di tempo risultante dalla somma del numero 17.

    L’operazione sarebbe piu` o meno questa: 1922 (inizio del pontificato di Pio XI) + 17 = 1939
    Se stabiliamo pero`come 0 l’inizio secolo (1900) si ottiene 39 che e` esattamente il numero degli anni nei quali si sono succeduti sul soglio di Pietro 5 Pontefici. Che vorra`dire?

    Il medesimo tempo del terzo verso potrebbe essere interpretato come la stessa eta`e, poiche`l’unico riferimento e`l’elezione di Wojtyla nel 1978, cio` potrebbe significare che il prossimo papa avra` 78 anni (attenzione, qui l’unico settantottenne e`il Segretario di Stato, Angelo Sodano…).

    Ma forse il verso si riferisce semplicemente al nome che si dara`il nuovo Pontefice, che sarebbe quindi quello di un santo contemporaneo a Paolo o a Giovanni.

    Per quanto riguarda l’ultimo verso, Nostradamus sembra dirci che il prossimo papa non sara`italiano: “poco conforme tra il clero romano”. Ma se in vece si dovesse leggere che il papa sara` scelto “tra il clero romano” e sara` magari qualcuno “poco conforme”? Ma poco conforme a che?
    Non e`che forse voleva dirci “poco consueto”? In fondo l’unico Segretario di Stato fatto pontefice fu Papa Pacelli, Pio XII.

    Francesca Santagata da www.malatempora.com

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  8. #8
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    Predefinito

    IL NUOVO PAPA: CHI PUO' ESSERE?

    Perché il nuovo Papa dovrebbe essere (con qualche piccola riserva ) il patriarca emerito di Venezia Marco Cé

    di Luciano Sampietro

    I cardinali si sono ormai riuniti in Conclave e sono isolati dal mondo esterno; ciò mi consente di scrivere del nuovo pontefice, o meglio di quello che, sulla base delle profezie di Nostradamus, ritengo sarà eletto.
    La quartina chiave per individuare il successore di Giovanni Paolo Secondo è la V, 92:

    Apres le Siege tenu dix et sept ans
    Cinq changeront en tel revolu terme
    Puis sera l'un eleu de meme temps
    Qui des Romains ne sera trop conforme.

    Dopo il seggio diciassette anni retto,
    cinque in quel tempo compiuto saranno,
    poi della stessa età uno sarà eletto,
    poco conforme, tra il clero romano.

    Si tratta all’evidenza del seggio pontificio, perché solo con riferimento ad esso Nostradamus usa la parola siege. I papi che hanno tenuto il seggio 17 anni dopo la morte del Veggente (1566) sono solo due e precisamente Benedetto XIV (agosto 1740 - maggio 1758) e Pio XI, che fu eletto il 6 febbraio 1922 e morì il 10 febbraio del 1939 e quindi sono 17 anni pressoché esatti. Per il verso che segue, tuttavia, il Veggente allude sicuramente a Pio XI, giacché i cinque papi che si succedettero dopo Benedetto XIV non hanno alcun tipo di riferimento con quanto scritto nel secondo verso. Tale verso sembra suggerire che, dopo la morte del papa che avrebbe regnato 17 anni, si sarebbero succeduti cinque papi il cui pontificato complessivo, fino all’elezione del quinto, avrebbe dovuto abbracciare uno spazio temporale di 17 anni. Ma, se esaminiamo la storia, così non è stato: dopo Pio XI, infatti, è venuto Pio XII, il cui pontificato è durato, da solo, oltre 19 anni (1939 – 1958).

    Per intendere rettamente il significato sibillino ed equivoco del verso, converrà allora esaminare, innanzi tutto, i papi che si sono succeduti dalla morte di Pio XI e la durata complessiva del loro papato: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, eletto il 16 ottobre del 1978. Complessivamente dalla morte di Pio XI (1939) all’elezione del quinto papa, cioè di Giovanni Paolo II, corrono 39 anni (1939 – 1978) e allora balza evidente agli occhi come le ultime due cifre dell’anno della morte di Pio XI (39) indichino esattamente il numero degli anni complessivi di regno dei successivi quattro pontefici fino all'elezione del quinto.

    A questo punto si tratta di vedere se quanto intuibile attraverso le cifre possa trovare il conforto dell’interpretazione del secondo verso.

    La parola termine (terme) ha in francese anche il significato matematico di addendo, uno dei numeri di una somma che appunto devono essere oggetto dell’operazione matematica.

    Se questo è il significato che deve essere attribuito alla parola termine nel verso, significato che ben si coniuga con il participio passato che segue (compiuto), allora il secondo verso ha il senso seguente “cinque cambieranno nello spazio di tempo risultante dalla somma del numero diciassette”. Il secondo addendo della somma non può che essere allora l’unico possibile per mancanza di altri e cioè l’anno dell’elezione di Pio XI e quindi il 1922, con il che, sommato a quell’anno il 17, si viene ad ottenere il 1939. A questo punto, fatto l’inizio secolo (1900) = 0, resta appunto il numero 39, che esattamente indica il periodo nel quale si sono succeduti sul trono di Pietro, dopo la morte di Pio XI cinque papi.

    E’ giunto ora il momento di apprezzare il terzo verso e, segnatamente, il termine “de mesme temps” che potrebbe significare allo stesso tempo. Ma non è questo il significato corretto nel verso: temps vuol dire anche età e quindi “de mesme temps” significa, nel verso, della stessa età. Ma di quale età parla il Veggente? L’unico riferimento possibile potrebbe essere il 1978 e quindi il numero 78, il che starebbe a significare che il prossimo Papa avrà 78 anni.

    Ma è possibile anche un secondo significato e cioè che il nuovo papa porti o si dia il nome di un santo contemporaneo di Giovanni e di Paolo e quindi vissuto nella prima metà del primo secolo dopo Cristo e questo nome ben potrebbe essere, ad esempio, Marco, l’Evangelista contemporaneo di Giovanni e Paolo e strettamente legato a San Pietro, tanto che vi è chi ritiene che il suo Vangelo sia stato in realtà scritto sotto dettatura di Pietro.

    Ma “de mesme temps” può anche significare coetaneo e Marco Cé compirà 80 anni il prossimo 8 luglio ed è il più anziano dei cardinali elettori, per cui può ben dirsi che egli è coetaneo di Giovanni Paolo Secondo, nato il 18 maggio del 1920 e quindi di soli cinque anni più anziano.

    Ma ovviamente non è certo sulla base di tali elementi che posso indicare il nome del nuovo pontefice: l’ultimo verso sembrerebbe ancora dire che quel papa non sarà italiano (il termine romano viene comunemente usato dal Veggente per italiano), in quanto il nuovo papa non dovrebbe essere troppo conforme agli italiani e quindi dovrebbe essere, rispetto a loro, per lingua, aspetto fisico od origini radicalmente diverso; ma, se prestiamo attenzione al testo, potremo notare che il Veggente usa il genitivo des Romains unito all’aggettivo conforme: ma detto aggettivo regge, come in italiano, il dativo con la conseguenza che corretto sarebbe stato allora scrivere aux Romains. Poiché in Nostradamus nulla è casuale, nemmeno gli errori di ortografia o di grammatica, significa che il genitivo des Romains altro non può essere se non un partitivo da tradurre “tra gli italiani” con la conclusione quindi che con esso il Veggente ha voluto indicare, contrariamente all’apparenza, che il nuovo Papa sarà italiano.

    A questo punto, tuttavia, mancherebbe all’aggettivo conforme il termine di raffronto, per cui, la frase sembrerebbe senza significato: a chi o a cosa il nuovo papa non sarebbe “troppo conforme”? Se si pone attenzione al fatto che Nostradamus è stato uno dei padri dell’enigmistica moderna e che molti dei giochi enigmistici sono dovuti alla sua inventiva, allora possiamo anche giungere alla soluzione del problema. Si pensi allora alle parole crociate e ad una definizione del tipo “non troppo … sale”. La risposta è scontata per un enigmista: non troppo sale sta ad indicare che la soluzione è una parte della parola sale e quindi o “sa..” o “.. le” o anche “s...e”.

    Ed allora, applicando questa soluzione alla parola “conforme”, ne possiamo ricavare “co……” “……me” o “c……e” e quindi CE’!

    Se dunque prima potevamo solo ipotizzare il nome Marco tra i possibili riferibili al nuovo pontefice, il cognome viene dal Veggente indicato in maniera ben più netta, una volta compreso il gioco di parole.

    Ma non è solo su questa base che il nuovo papa può essere identificato, in quanto esiste un’altra quartina che a lui fa riferimento e precisamente la V, 46:

    Dai cappelli rossi querele e scismi,
    Allorché il Sabino eleggeranno,
    Si faranno contro lui gran sofismi,
    E Roma gli orientali feriranno.

    La quartina prevede che i cardinali (“i cappelli rossi”), dopo l’elezione del nuovo pontefice, avranno di che lamentarsi e protestare, al punto da porre in pericolo l’unità della Chiesa.
    Nel secondo verso, però, Nostradamus chiama il nuovo papa “il Sabino”. Marco Cé non è nato in Sabina, né mai ha avuto motivo per il suo ministero di soggiornarvi per un tempo significativo.

    Quale elemento, dunque, lega il nuovo pontefice alla Sabina? La risposta è una sola ed è molto semplice: il nome Marco.

    Per Nostradamus (ma non solo per lui) il Sabino per eccellenza fu Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C., forse il massimo erudito romano ed enciclopedista ante litteram, autore di una sterminata e poliedrica produzione, studiata dal Veggente soprattutto con riferimento alla cronologia storica, come espressamente risulta dalla lettera al figlio Cesare, che funge da prefazione alla prima parte delle Centurie. Ebbene, Terenzio Varrone si chiamava appunto Marco.

    Tralascio per il momento l’ultimo sinistro verso, che prevede un grave attentato a Roma ad opera del terrorismo islamico, non senza tuttavia notare come anche questo verso faccia purtroppo riferimento ai tempi contemporanei, scanditi da periodici attentati terroristici in varie parti del mondo, il che rende il Sabino figlio di questi tempi e non di altro periodo storico.

    Infine, l’identificazione del nome è confermata dalla stessa Prophetia de Summis Pontificibus cosiddetta di Malachia: secondo la Prophetia il nuovo papa dovrebbe essere identificato dal motto “De gloria ulivi”, cioè “la gloria dell’ulivo” e, per traslato, “l’esaltazione della pace”. A tale motto nessun nome pare più calzante di quello di Marco, ove si consideri la scritta che il leone di San Marco tiene tra le zampe: “Pax tibi Marce, evangelista meus”, cioè “Pace a te, o Marco, mio evangelista”. Senza contare che il nome Marco pare essere per il nuovo pontefice una costante: si chiama Marco, è patriarca emerito di Venezia e della Basilica di San Marco e fu fatto cardinale nel titolo di San Marco, reiterazione o, per meglio dire, esaltazione dunque dello stesso nome augurante la pace. Tanto é che non vi sarebbe troppo da stupire, se il nuovo pontefice assumesse per il suo pontificato il nome Marco. Il motto “de gloria ulivi”, inoltre, pare adattarsi al cardinale Cè anche sotto altro profilo: la Sabina nell’antichità era rinomata per il suo olio, che, nell’ambito dello sconfinato territorio dell’Impero Romano, era considerato in assoluto il migliore. La “gloria dell’ulivo”, cioè il luogo dove l’olio, il suo prodotto, raggiungeva il sublime, era dunque la Sabina. Ma la gloria della Sabina, in altro senso, era il suo figlio più illustre e cioè Marco Terenzio Varrone e quindi il motto “de gloria ulivi” potrebbe costituire una doppia chiave di soluzione enigmistica: indicare la regione di riferimento al quale il futuro pontefice sarebbe in qualche modo legato e, una volta identificato il luogo, suggerirne il nome, in quanto identico a quello portato dall’uomo più illustre nato in quella terra.

    Poiché, tuttavia, capita spesso con Nostradamus che una soluzione che appare logicamente corretta venga smentita dall’accadimento, che poi finisce con lo svelare quel che effettivamente il Veggente intendeva dire, voglio accennare a un’altra, seppur remota, possibilità: l’elezione del cardinale italiano Giovanni Battista Re. Giovanni il Battista, infatti, era “de mesme temps” rispetto a San Giovanni e a San Paolo; il cognome Re è compreso nella parola “conforme”; il cardinale Re è stato nominato vescovo di Sabina Poggio Mirteto e pertanto potrebbe anche essere chiamato “il Sabino”.

    Infine, per quel che concerne il motto “de gloria ulivi”, non va dimenticato che il battesimo, dal quale deriva il nome Battista, si concludeva nell’antichità con il bacio della pace tra gli astanti e che nell’iconografia religiosa il Battista viene rappresentato sormontato da una bianca colomba, che rappresenta lo Spirito Santo, ma che è anche il simbolo della pace.

    Si può ancora osservare che Poggio Mirteto, paese del quale il cardinale Re è vescovo, è situato in una zona della Sabina particolarmente nota per la bontà del suo olio e proprio in quella stessa zona si può ammirare l’ulivo più antico del mondo, con i suoi oltre duemila anni, ed è indubbio che quell’albero costituisca una gloria per la Sabina e dunque possibile elemento di identificazione del nuovo pontefice.

    Cé o Re? Il dilemma sarà presto risolto.

    Dal sito www.acam.it

  9. #9
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    Predefinito Re: E Nostradamus che ne dice?

    In Origine Postato da Silvia


    Il medesimo tempo del terzo verso potrebbe essere interpretato come la stessa eta`e, poiche`l’unico riferimento e`l’elezione di Wojtyla nel 1978, cio` potrebbe significare che il prossimo papa avra` 78 anni


    Link[/url][/size]
    Joseph Ratzinger, Benedetto Decimosesto : nato nel 1927 , 78 anni....

  10. #10
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    Predefinito

    "De gloria Olivae" dalla scelta del nome ci siamo

 

 

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