Il calo degli alleati? «Tiepidi sulle riforme...»
La Casa delle libertà «sta pagando una tiepidezza nel portare avanti le riforme. Ci abbiamo messo troppo tempo». Commenta così il risultato elettorale il ministro delle Riforme Roberto Calderoli che si dimostra, come i vertici del Carroccio, soddisfatto per il risultato raggiunto dal suo partito.
«Stiamo avanzando dappertutto, in Lombardia siamo al 14,5 per cento, guadagniamo sia sulla tornata elettorale delle Europee che su quella delle Politiche».
Quindi Calderoli aggiunge: «Ho sentito anche Umberto Bossi e dice di essere dispiaciuto, perché se ci fosse stato lui avremmo preso più voti».
A chi gli domanda se il calo degli alleati sia un voto contro Silvio Berlusconi, Calderoli risponde: «Accostamento fuori luogo in elezioni locali anche se c’è sicuramente un accostamento tra fattori locali e fattori nazionali. E si tratta indubbiamente di un segnale cui dobbiamo rispondere».
In un appuntamento regionale in cui il centro sinistra prevale, i testa a testa in Puglia e Lazio possono fare la differenza e, all’interno della Cdl, c’è chi accusa la Lega di avere voluto una riforma troppo a vantaggio del Nord che avrebbe penalizzato i partiti al Sud: «Sono fantasie – commenta l’esponente leghista –. Anche su queste basi sarebbe curioso se dovesse prevalere Fitto in Puglia ed essere in difficoltà Ghigo in Piemonte, chi dice queste cose ha difficoltà geografiche».
La necessità di rispondere al segnale, secondo il ministro delle Riforme, non prevede però un ritocco alla squadra di governo. «Abbiamo discusso fin troppo in questo senso, la verifica è rimasta aperta troppo a lungo, le discussioni all’interno della coalizione ci hanno fatto molto male. Paradossalmente prima eravamo solo una squadra elettorale, ora siamo una vera coalizione e le accuse mosse da Tabacci (che aveva accusato l’asse del nord di questa debacle del centrodestra) sembrano quelle di un rappresentante dell’opposizione, tanto che l’Udc, il suo partito, dice l’opposto».
Una coalizione compatta, ma per Calderoli è presto per parlare di sconfitta: «Certo, c’è stata un’eccessiva timidezza nel portare avanti le riforme e non solo quelle costituzionali. Anche l’articolo 18: si può essere d’accordo o meno, ma se le riforme si vogliono fare si fanno e basta». Nessun ritocco alla squadra in corsa, ma una critica non manca: «Avrei preferito un governo più di politici e meno di tecnici. Sono gli elettori che premiano o bocciano e con un politico questo lo si può fare, con un tecnico no». Dimissioni revocate anche se il ministero rimane “ad interim”: «Io sono il supplente di Bossi, e a questo proposito rilevo che se io che sono solo un supplente ho lavorato in questo modo altri potevano fare di più».
Resta il fatto che il risultato che si intravede da questa tornata elettorale sono un messaggio chiaro per il Governo, perchè si acceleri il processo di riforme. La gente lo chiede a gran voce.
[Data pubblicazione: 05/04/2005]




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