Il matrimonio tra i Ds di Manfredonia e il deputato del collegio, Pietro Folena è ormai finito. La sconfitta elettorale a Mattinata dove Folena si presentava come candidato sindaco dell’Unione e dove bastavano per essere eletti 2495 voti, quanti ne ha presi lo sfidante di centrodestra Angelo Iannotta, ha definitivamente compromesso il rapporto iniziato nel 2001. Il deputato diessino non nasconde che il suo futuro politico nazionale potrebbe vederlo approdare a Rifondazione Comunista. Una bufala invece l’ipotesi che lui possa far parte del futuro governo regionale guidato da Nichi Vendola.
Come spiega onorevole Folena la sua sconfitta nel piccolo centro garganico?
Con me il centrosinistra a Mattinata ha raddoppiato i suoi consensi. Non mi pento di aver messo la mia candidatura al servizio dei compagni del centro garganico che me lo avevano chiesto. Certo fa pensare che ad oggi, mercoledì, io non abbia ricevuto né una telefonata dal segretario regionale né da quello provinciale dei Ds e neppure dal sindaco di Manfredonia, Paolo Campo. Questa la dice lunga su una concezione molto spregiudicata del potere e della politica.
Lei considera che la sua candidatura a sindaco sia stata una trappola ordita, forse dal suo stesso partito?
C’è stata una ostilità organizzata, una freddezza da parte di settori dei ds di Manfredonia che però non inizia oggi. Due anni fa fu sottoscritto un appello contro di me. Probabilmente la popolarità che avevo raggiunto come deputato quando fui eletto ha turbato qualcuno. Il fatto che io fossi settimanalmente presente a Manfredonia rompeva taluni equilibri. Ma voglio ricordare che fui candidato su esplicita richiesta dell’allora segretario provinciale Michele Bordo e del sindaco, Paolo Campo, che non volevano candidare Troiano. Poi in questi tre anni sono stato delegittimato da esponenti del mio partito. Mattinata è l’ultima cosa.
C’è chi dice che Mattinata è stata l’occasione per la segreteria provinciale della Quercia per darle il ben servito e tenere in caldo per un esponente locale uno dei collegi rossi più sicuri e ambiti della provincia di Foggia.
Non so se è così. Certo negli ultimi giorni di campagna elettorale mi è stato segnalato che un candidato dei Ds girava casa per casa con il mio avversario. Non voglio neppure sapere se è vero. La mia ripeto è stata una candidatura di servizio ad un centrosinistra in grande difficoltà. Candidatura di cui non mi pento. Quello che accadrà per le politiche e per il collegio dove sono stato eletto lo decideremo con il partito. Certo prendo atto di quanto accaduto.
Forse è stata caricata di troppi significati questa competizione in un centro così piccolo?
Non certo da me. Contro di me erano candidati tutti i medici condotti. C’era una distanza enorme nei numeri tra me e il mio avversario. Ora il centrosinistra ha raddoppiato i suoi consensi, Iannotta è comunque sceso di circa 200 voti e c’è una nuova classe dirigente giovane. Il primo degli eletti della lista dei Ds, Giuseppe Prencipe sarà il vero leader dell’opposizione e potrà lanciare la sua offensiva per conquistare il governo cittadino fra cinque anni.
Si dice che lei stia per passare a Rifondazione e che dunque lascerà i Ds. E’ vero?
Da mesi circola la voce su un mio possibile passaggio a Rifondazione Comunista. E’ noto che sono molto critico con la scelta della federazione dell’Ulivo e che ho aperto un dialogo con Rifondazione. Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà sulla scena nazionale. Ma l’eventuale mio passaggio a Rifondazione è indipendente da quanto successo sul Gargano.
Da alcune ore circola la voce che lei possa far parte del nuovo governo regionale del presidente Nichi Vendola. Insomma che sarà uno degli assessori?
Sulla possibilità che io possa fare parte del governo regionale di centrosinistra guidato da Nichi Vendola non rispondo né di sì né di no. E’ una bufala totale.
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Articolo tratto dal quotidiano 'Corriere del Mezzogiorno' del 7 aprile 2005 a firma di Antonella Caruso




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