Regia: Nikita Mikhalkov
Cast: Julia Ormond, Richard Harris, Oleg Menshikov, Alexey Petrenko
Anno: 1999
Il barbiere di Siviglia è un film che non può non piacerci.
Non è una trama facile da seguire, la durata è di quasi tre ore, ma che non si sentono tanta la gioiosità delle scene, nella rappresentazione di fine ottocento, nell'intrecciarsi dei balli, nel complesso di tradizioni che costituisce l'impenetrabile corridoio per comprendere l'anima russa. Il nome del film è preso da una macchina segatrice inventata da un eccentrico inventore, che si mette d'accordo con una donna americana (che giunge fino in Russia) che finge sua figlia per farla sposare con un Generale della scuola dei Cadetti dell'esercito Zarista, affinché possa avere dei fondi per continuare a mandare avanti la pubblicizzazione della sua invenzione. E' qui che cominciano intrighi e intrecci che non si possono contare per quanti sono, ma la fatica per tenere il filo della trama, che non è subito immediata, è poca. La donna si innamorerà di un giovane cadetto, Tolstoij, che non ha niente a che vedere, di parentela, con il famoso scrittore, finendo per complicare il progetto del suo presunto padre.
Il finale è davvero originale, ed è il finale di una storia che racconta di una Russia prerivoluzionaria, immersa nella sua Tradizione, nei suoi balli di corte, nei suoi canti e nel suo senso di Fedeltà che si configura nella Persona dello Zar Alessandro III. Davvero commovente quando il sovrano si reca nella cittadella del Cremlino per ricevere il giuramento dei soldati, insieme al principino che lo imita nel giuramento. Le grida di "Urrà" allo Zar stringono il cuore a cui ha un senso di ammirazione verso quella civiltà che fu poi rovinata dall'eresia materiale. Non a caso la reazione della critica cinematografica fu pessimista: un film troppo incentrato ad esaltare un presunto splendore della Russia prerivoluzionaria, troppo folkloristico. A noi tutto ciò non può non piacerci, dove per noi folkoristico è una storpiatura moderna per descrivere un senso per la Tradizione che non è mai fine a se stessa. Un film davvero consigliato.




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