NICOLA LEONI
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Quasi inosservata dal resto dell’informazione (non da questo giornale, però... e pensare quanto poco l’amiamo) la ratifica del Trattato costituzionale europeo è passata definitivamente a Palazzo Madama con la prevedibile maggioranza bulgara che aveva fatto mostra di sé anche a Montecitorio.
Il silenzio dell’altra stampa -giustificabile per carità, visto che gli occhi di tutti sono puntati in questi giorni sul Vaticano - è comunque lo specchio di come la faccenda sia stata trattata nel nostro Paese: passando sopra le teste dei cittadini. Quanti saranno coloro che in Italia ne conoscono i contenuti, le contraddizioni, le carenze, le lampanti discrepanze con la nostra di Costituzione?
Il cittadino non ha potuto dire la sua, e del resto non avrebbe nemmeno avuto gli strumenti per farlo, visto che la campagna informativa è stata praticamente uguale a zero. Di questo se ne stanno dolendo non solo quelli che come noi sono euroscettici e ai quali questa Costituzione europea non piace, ma anche gli stessi fautori, che si lamentano del fatto che sono ben pochi quelli che hanno la ben che minima conoscenza del documento di cui il Senato ha approvato la ratifica.
Si sarà fatto questo ragionamento: tanto, qui in Italia, il referendum mica lo facciamo, a che serve che la gente sappia qualcosa di questa Costituzione europea? Che il nostro voto quando andremo a votare per il nostro Parlamento nazionale varrà molto di meno perché la nostra sovranità è stata ridotta? Che sono state cancellate le nostre radici culturali cristiane?
È stato fatto proprio un bel servizio alla memoria del Pontefice, che si era tanto dispiaciuto allora quando fu chiaro che nel preambolo della Costituzione sarebbe stato tolto il riferimento alla religione, il votarla alla chetichella mentre tutti i fedeli stanno piangendo e onorando il Papa defunto.
Non ci resta che aspettare il 29 maggio, quando la Francia, quella sì, andrà al referendum: ironicamente, fu proprio da Oltralpe che arrivarono le pressioni maggiori per escludere il riferimento cristiano dalla Costituzione, ora potrebbero essere i francesi a bocciarla.
[Data pubblicazione: 08/04/2005]




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