(Scusa, Giorgio)
Qualcuno era padanista perché era nato a Pontida.
Qualcuno era padanista perché il nonno, lo zio, il papà. .. la mamma no.
Qualcuno era padanista perché vedeva la Padania come una promessa, la Svizzera come una poesia, il federalismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era padanista perché si sentiva solo.
Qualcuno era padanista e lo gridava al mondo.
Qualcuno era padanista ma senza farlo troppo sapere in giro.
Qualcuno era padanista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era padanista perché aveva capito che“la devolution è il primo passo verso la libertà“.
Qualcuno era padanista perché aveva capito che la devolution era un passo indietro dalla libertà .
Qualcuno era padanista perché Pagliarini era una brava persona.
Qualcuno era padanista perché “il Capo ha sempre ragione“.
Qualcuno era padanista perché non ci vedeva nulla di male se un cervello solo lavorava per tutti.
Qualcuno era padanista perché quel giorno là era a Venezia.
Qualcuno era padanista perché aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era padanista perché era talmente affascinato dai rivoluzionari che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era padanista perché non voleva fare rivoluzioni.
Qualcuno era padanista perché su diecimila euro al mese per fare il consigliere regionale non ci sputa nessuno.
Qualcuno era padanista perché la secessione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era padanista perché la Padania, roma ladrona, la lotta per la libertà...
Qualcuno era padanista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era padanista perché guardava solo Tele Padania.
Qualcuno era padanista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era padanista anche se era terrone.
Qualcuno era terrone anche se era padanista.
Qualcuno era padanista perché aveva scambiato “Vento del nord” per il Vangelo secondo Umberto.
Qualcuno era padanista perché ...Miglio “tira”.
Qualcuno era padanista perché era più padanista del capo.
Qualcuno era padanista perché c'era il grande partito padanista.
Qualcuno era padanista malgrado ci fosse il grande partito padanista.
Qualcuno era padanista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era padanista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era padanista perché non ne poteva più dei democristiani.
Qualcuno era padanista perché i democristiani non ne potevano più di lui.
Qualcuno era padanista perché chi era contro era padanista.
Qualcuno era padanista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno era padanista e andava a votare al gazebo per cambiare il paese.
Qualcuno era padanista e per andare a votare al gazebo.. cambiava paese.
Qualcuno era padanista ma aveva lasciato la camicia in lavatrice.
Qualcuno era padanista ma gli avevano ciulato la morosa.
Qualcuno credeva di essere padanista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era padanista perché era padano e sognava una libertà diversa da quella itagliana.
Qualcuno era padanista perché sapeva di poter essere vivo e felice solo se rimaneva tale; e non chiedeva nulla di più.
Qualcuno era padanista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di antico. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era padanista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso. Era come… due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora c’è chi ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.




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