ROMA - ''Debbo ribadire che se le circostanze mi costringessero a scegliere tra l'incolumita' degli operatori di polizia e la presenza del pubblico alle manifestazioni calcistiche, non esiterei un istante a far chiudere gli stadi piu' a rischio''. Ad affermarlo e' il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu che giudica ''intollerabile'' il bilancio della violenza negli stadi della trascorsa domenica.
''Mentre l'Italia offre al mondo dimostrazioni di civilta' - sottolinea il ministro dell'Interno - negli stadi torna a scatenarsi la violenza piu' becera''. ''In occasione delle partite di calcio Lazio-Livorno, Palermo-Messina, Perugia-Ternana e Cavese-Juve Stabia - aggiunge Pisanu - si sono viste all'interno e all'esterno degli stadi barbarie di ogni genere che hanno duramente impegnato le forze dell'ordine. ''Alla fine della giornata si sono registrati 17 arresti in flagranza, 259 denuncie a piede libero e, purtroppo, il ferimento di ben 85 operatori delle forze dell'ordine''. ''E' un bilancio intollerabile''.
ribadisce il ministro. ''Ancora una volta - aggiunge - risulta evidente che per arginare la violenza non bastano le sole misure di ordine e sicurezza pubblica, ma occorre anche il conributo rigoroso e determinato delle stesse societa' e, soprattutto, degli organi della giustizia sportiva''. E conclude: ''se le circostanze mi costringessero a scegliere tra l'incolumita' degli operatori di polizia e la presenza del pubblico alle manifestazioni calcistiche, non esiterei un istante a far chiudere gli stadi piu' a rischio''.
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E' 30 anni, 30 anni! che esiste il problema della violenza negli stadi ed è 30 anni che si fanno due cose: 1) parole 2) scatenare reparti di ultras in divisa che, forti di scudo, manganello (utilizzato al contrario così da colpire con l'estremità in ferro), imbottitura, gas lacrimogeni, alimentano disordini altrimenti contenuti, picchiano come fabbri ferrai e si fanno medicare al pronto soccorso spacciando graffietti e screpolature per ferite.
Lungi da me giustificare gli ultras violenti, sia chiaro, ma chiudere con un decreto gli stadi di intere città, come se questa invece che una resa fosse la soluzione, mi sembra sconsiderato e assurdo.
Se lo Stato ha fallito, e certamente ha fallito, faccia un passo indietro per davvero. Responsabilizzi le società, responsabilizzi il mondo del calcio, responsabilizzi le città e vedrà che, in sua assenza, oltre a far risparmiare i cittadini, le soluzioni verranno a galla.




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