L’opinione prevalente oggi in Italia è che la Casa delle Libertà perderà le prossime elezioni politiche. Ma gli scenari più tecnici indicano che le due coalizioni arriveranno sostanzialmente alla pari nella primavera del 2006.
Questo divario tra valutazioni emotive e scenario scientifico genera una notevole opportunità di profitto nel mercato delle scommesse.
In base alle prime, la scommessa a favore della Casa delle Libertà, poiché data perdente, viene remunerata quasi dieci volte in più della posta.
Il secondo scenario, invece, consiglia di tentarla, con buona speranza, perché i due competitori hanno ciascuno il cinquanta per cento dei consensi proiettati.
Questa rubrica, broker per hobby, è tentata di confermare la profezia contro la Casa delle Libertà per incentivare più gente ad accettare di pagare dieci a uno chi punta su Silvio Berlusconi.
Ma è troppo generosa per tenere l’affare solo per pochi e svelerà qualche motivo per mettere dei soldi sulla Casa delle Libertà.
Anche per aumentarne le probabilità di vittoria a partire dalla previsione di parità e così incassare scommesse già fatte, il 4 marzo ricchi unionisti eccitati hanno concesso perfino il quindici a uno. Il punto è capire se vi sia o meno un’ondata inarrestabile di dissenso contro Berlusconi.
I dati mostrano che è in atto un ciclo generale di incertezza in tutta l’area occidentale e che le popolazioni vogliono messaggi credibili di rassicurazione (economia e sicurezza). Tale “ciclo dell’ansia” favorisce un po’ di più la sinistra, ma non sfavorisce necessariamente la destra se questa si dimostra capace di produrre fiducia, come dimostrato da George W. Bush.
In Italia, Berlusconi ha ancora una capacità potenziale di riuscirci superiore a quella di Romano Prodi. Quindi il da farsi per la Casa delle Libertà è molto chiaro: massimizzare le rassicurazioni. E’ fattibile? Tecnicamente, significa aggiungere all’offerta di riforme una lista di garanzie che convincano ciascuno che non ci perderà.
Poi un progetto speciale per il Sud molto dettagliato e gestito direttamente da agenzie statali, e non dalle Regioni, ora rosse, che le dominano, per incentivare le clientele locali a rischierarsi. Il tutto da integrare con una mobilitazione contro il pericolo neocomunista – senza timore di essere irrisi perché questa volta è vero – a cui l’Italia resta sensibile (Mannheimer lo confermerà).
L’impatto di tali azioni sui flussi elettorali potrà dare il 53 per cento dei seggi.
E consiglia di non anticipare le elezioni né di cambiare leader:
(a) ci vuole un anno per raffinare l’offerta di fiducia;
(b) la profezia negativa permetterà alla Casa delle Libertà una campagna “da opposizione” che premierà le caratteristiche di Berlusconi.
Non diciamo di più se no la scommessa torna alla pari e l’affare sfuma.
Carlo Pelanda su il Foglio del 12 aprile
saluti




Rispondi Citando
