Sassari
Un voto double face. Da una parte le prime, temutissime elezioni per la nuova Provincia proiettano Alessandra Giudici e il centrosinistra al sessanta e rotti per cento dei consensi, comprimendo la Casa delle libertà fino a un umiliante 32,6. Dall'altra vola l'Irs di Gavino Sale che avrà un posto in Consiglio. È la prima volta degli indipendentisti nella storia della Sardegna. Il leader barbuto che mescola sardo e italiano, dosando ironia e propositi bellicosi - «senza armi, però» -, non fa giri di parole: «È un traguardo storico. In un anno e mezzo l'Irs è cresciuto a ritmo impressionante, nelle altre province abbiamo raddoppiato i voti. Se fossimo un'azienda parlerebbe di noi mezzo mondo. In dieci anni, forse meno, il sogno indipendentista diventerà realtà». Gavino Sale in Consiglio è un po' come un'esplosione in una cristalleria: «Non ci sono mai andato, in Consiglio, imparerò, il primo periodo farò da bravo. Non mi faccio illusioni, è solo uno strumento di lotta in più». È convinto che gli altri, «i partiti italiani», abbiano capito che per loro tira una brutta aria: «È solo questione di tempo, ci dobbiamo organizzare meglio, stiamo ancora costruendo le fondamenta della casa indipendentista. Lontano dal centrosinistra e dal centrodestra, ché alle nostre idee ci teniamo». Ciò non toglie che un risultato sia già stato ottenuto: «La parola indipendentismo, maledetta o magica che sia, era censurata. L'abbiamo sdoganata, la scelta non violenta è stata vincente, un'idea non la puoi mettere in galera». Se con una mano gli elettori hanno spinto l'Irs verso l'alto, è chiaro che con l'altra hanno trascinato a fondo la Casa delle libertà. Giambattista Masia, coordinatore provinciale di Forza Italia, fa un bilancio chiaro, sintetico: «Una sconfitta netta, non c'è stata storia». Detto questo: «A Sassari siamo cresciuti, in Provincia il calo è stato dell'1,8 per cento. Sono convinto che la classe dirigente vada rinnovata. Forse non avevamo capito che aveva esaurito il compito». La campagna elettorale - adesso lo può dire - non l'ha entusiasmato: «Faccio qualche appunto anche a me stesso. Bisognava parlare più dei problemi e meno dei candidati». Sull'altra sponda i Ds cantano vittoria, parole e musica del segretario provinciale Piero Nurchis che, però, non è stato eletto: «Siamo il primo partito, più di così. Col bipolarismo governi bene e ti voto, se hai fatto male ti boccio. Il centrodestra aveva governato malissimo sia in Comune sia alla Provincia». Malaccio sono andati anche Agostino "Cicchetto" Pinna e la sua Democrazia cristiana. Forse la suggestione scudocrociata non ha funzionato, magari c'è stato un pizzico d'incomprensione con gli elettori, fatto sta che si è fermato all'1,3 per cento. Pinna, però, è soddisfatto: «È andata molto bene, se mi fossi candidato al posto della Giudici avrei vinto. Nel centrosinistra sicuramente si scanneranno per gli assessorati, manca la competenza». Con la mente già naviga verso le Politiche del 2006: «Sono partito una settimana prima del voto, con pochi spiccioli ho ottenuto un risultato eclatante. È un buon punto di partenza per le elezioni del prossimo anno». Alle Politiche non guarda il presidente Alessandra Giudici: «Mi occuperò subito di viabilità, la Sassari-Olbia innanzitutto». Porto Torres avrà un futuro industriale? «Salviamo ciò che c'è resta e decidiamo in fretta che tipo di industria vogliamo». Quanto conta il turismo? «Alghero sarà il polo turistico, valorizzeremo anche Stintino. Turismo di alto livello, senz'altro costruiremo anche alberghi pensando al ceto medio. Le coste vanno salvaguardate, a meno che non si voglia cementificare la nostra risorsa ambiente». Sassari è in caduta libera. Come proverà a invertire la rotta? «Confido molto sul sindaco per risalire la china. Lavoreremo insieme, abbiamo già alcune idee». A quando la Giunta? «Assessori entro un mese, è un tempo sufficiente, confido nella ragionevolezza altrui». Ha fissato un termine al suo impegno politico? «Non è nel mio carattere». La Provincia è nella società di gestione dell'aeroporto. Cambierà qualcosa? «Non critico la gestione, ma i soci. A dicembre il Comune di Sassari non ha sottoscritto l'aumento di capitale, per fare un esempio. Se questo è la capacità di progettare il futuro di un territorio, allora siamo messi male».
11/05/2005
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